mercoledì 28 giugno 2017

Napoli: tra "Antiquitas" e "Amori divini" la grande arte è ancora di stanza al MANN

di Danilo D'Aponte

Il MANN di Napoli
Come saprà sicuramente chi ci segue da qualche tempo, ma anche chi è attento alla cronaca locale, Napoli è oramai stabilmente nelle classifiche di presenze turistiche, e come ci riesce dopo anni di oblio? Anche grazie alla tante proposte culturali che la città offre ai suoi visitatori e, perché no, anche ai suoi cittadini.

A farla da padrona nei prossimi mesi, per quanto riguarda i poli museali campani, sarà il Museo archeologico nazionale di Napoli con ben due mostre "Antiquitas in Luce di Laddie John Dill", che ha esordito il 4 maggio e chiuderà, salvo cambiamenti di programma, il 3 luglio, e "Amori divini" che invece è stata inaugurata il 7 giugno e si concluderà il 16 ottobre.

La prima mostra, che si terrà al piano terra, è a cura di Ornella Falco e Cynthia Penna e organizzata dal MANN e dall’Associazione Culturale ART 1307, col patrocinio del Consolato Generale degli Stati Uniti d’America e vede come sponsor tecnico F.A.R.T. La mostra è corredata del catalogo edito da Marchese Editore. Laddie John Dill, fra i principali esponenti del "Light and Space", movimento artistico, nato in California e storicizzato grazie all’intervento del Getty Museum, fa della luce e della sua interazione con i materiali, i principali oggetti di indagine. Peculiarità dell'arte di Dill, in quanto "Sperimentatore di Luce", è stata proprio la ricerca e l’introduzione di elementi "estremi" all’interno del mondo dell’arte, con l’utilizzo e la manipolazione di materiali non precipuamente devoluti all’uso artistico: tubi di neon, allumini industriali, cementi, terre che, fra le mani di Dill acquistano un'ineguagliabile poeticità. Con le sue istallazioni Laddie John Dill traspone l’arte classica in "arte percettiva": una tipologia di arte contemporanea che sviluppa e tocca molteplici "sensi" dello spettatore, un'arte che, attraverso una sorta di decomposizione visiva della materia, costruisce e ricompone una nuova opera con diversa materialità.

"Amori Divini", invece, è a cura di Anna Anguissola e Carmela Capaldi, con Luigi Gallo e Valeria Sampaolo, promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli con l’organizzazione di Electa. L'esposizione propone un percorso nel mito greco e nella sua fortuna attraverso storie che hanno due ingredienti narrativi comuni: seduzione e trasformazione. Il percorso espositivo indaga i meccanismi di trasmissione e ricezione del mito greco attraverso i secoli presentando circa 80 opere, provenienti dai siti vesuviani e, più in generale, dalla Magna Grecia, e da alcuni tra i più prestigiosi musei italiani e stranieri (tra gli altri, l’Hermitage di San Pietroburgo, il Musée du Louvre di Parigi, il J. Paul Getty Museum di Los Angeles e il Kunsthistorisches Museum di Vienna). Il percorso della mostra, che occupa le sale del museo attigue al salone della Meridiana, caratterizzate da splendidi sectilia e mosaici antichi inseriti nei pavimenti, presenta inoltre una importante campionatura della collezione vascolare del MANN, che sarà nuovamente visibile per quanto riguarda le opere provenienti dalla Magna Grecia con il prossimo riallestimento (2018) di quella collezione del Museo, il cui progetto scientifico è curato da Enzo Lippolis e che comprenderà accanto ai vasi, bronzi, terrecotte, ori e lastre tombali dipinte.

Con la mostra "Amori Divini", voluta da Paolo Giulierini, il Museo Archeologico prosegue il programma espositivo promosso insieme al Parco Archeologico di Pompei, dedicato a rapporti e scambi tra Pompei, il mondo romano e il Mediterraneo antico. Fino al 27 novembre 2017 si potrà visitare la mostra Pompei e i Greci allestita negli spazi della palestra grande degli scavi di Pompei. Insomma, se siete a Napoli tra estate e inizio autunno, avrete di che visitare.

Per altre informazioni circa orari e costi delle due mostre basta consultare il sito: www.museoarcheologiconapoli.it




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