mercoledì 28 giugno 2017

Occorre la acquisire la consapevolezza della necessita’ di cambiare

di Gian Marco Sbordone

Luigi de Magistris
Fa bene il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris a difendere la città, lo ha sempre fatto e bisogna rendergliene merito. Fa bene a reagire con indignazione e veemenza ad attacchi basati su triti e ritriti luoghi comuni, che rappresentano Napoli come la capitale di tutto quanto di negativo può esserci in una società: capitale dell’illegalità, capitale dell’ inciviltà, capitale della corruzione, del malaffare, della violenza. Lascia tuttavia almeno perplessi riscontrare, da parte di de Magistris, una presa di posizione, peraltro generica, a fronte di una relazione elaborata non da estremisti o oppositori politici ma dal Censis, che è quella pubblicata alcuni giorni fa nell’ ambito di uno studio sulla contraffazione.

Infatti il Censis espone dei fatti che emergono da uno studio serio. E allora rispetto a quei fatti si sarebbe dovuto replicare con argomentazioni specifiche e concrete. Il Sindaco, insomma, avrebbe dovuto dirci se, secondo lui, è vero o non è vero che a Napoli viene sequestrata una quantità di prodotti contraffatti di gran lunga superiore a quella di qualsiasi città italiana; se è vero o non è vero che questi prodotti vengono realizzati in ambienti in cui non sono rispettati nemmeno minimamente i criteri di sicurezza e salubrità dei luoghi di lavoro imposti dalla legge, né assicurati i diritti e la dignità dei lavoratori; se infine, e questo è il punto cruciale, se è vero o non è vero che produrre, acquistare, usare prodotti contraffatti non suscita la stessa percezione almeno di disvalore che normalmente si riscontra in altri contesti.

De Magistris è persona di grande onestà intellettuale ed integrità morale e dice il vero quando afferma che la sua amministrazione ha tagliato i ponti con la politica dell’ intrallazzo e della commistioni affaristiche. Sembra tuttavia sfuggirgli completamente che tutto questo evidentemente non basta se non riconosce che le osservazioni del Censis corrispondono drammaticamente alla realtà. E’ arrivato il tempo di domandarsi se i napoletani vogliono effettivamente cambiare e se l’ attuale classe politica è in grado di individuare un percorso di cambiamento. Se, tuttavia, si negano evidenze clamorose, non solo non si stimola la volontà di cambiare ma si fornisce addirittura un alibi, una copertura a chi trae benefici dall’attuale stato di cose. E poi, come si diceva, occorrerà prospettare una strada, una strada percorribile e contribuire, insieme a tutti coloro che hanno responsabilità pubbliche, a favorire la possibilità di intraprenderla.


                                                             

Nessun commento:

Posta un commento