mercoledì 28 giugno 2017

Quando il lavoro nero colpisce i giovani

di Teresa Uomo

Son passati quasi dieci anni dallo scoppio della crisi economica che ha cambiato il mondo e le nostre vite. L’Italia sta attraversando un periodo molto duro e i dati occupazionali non lasciano intravedere nulla di buono all’orizzonte, di conseguenza, si registra un malcontento diffuso almeno tra le fasce più deboli della popolazione. I giovani continuano ad emigrare all’estero in cerca di opportunità lavorative. Ogni giorno ci viene raccontato che la disoccupazione è l’effetto di una crisi passeggera, ma in realtà la crisi non passa, ed anche se passasse, non si è certi che con essa si possa mettere la parola “fine” alla disoccupazione. 

Di questo problema del lavoro nero e precario soffrono tutti i giovani, ed è assurdo essere trattati così: veder calpestata la propria dignità, magari dopo un ampio curriculum di studi, è una delusione profonda. Secondo i dati Istat, la disoccupazione giovanile tra i 15 e i 24 anni a marzo era al 34,1%; per trovare un dato più basso bisogna risalire a febbraio 2012 con il 33,4%. Il tasso dei senza lavoro cala di 0,4 punti su febbraio, e di tre punti su marzo 2016. 

I lavoratori autonomi restano in una fase abbastanza difficile: sempre secondo i dati Istat, calano gli indipendenti (-70 mila), mentre cresce il numero dei lavoratori dipendenti (+63 mila). Secondo l’Eurostat, il tasso dei senza lavoro si conferma in marzo al livello più basso degli ultimi 8 anni: è al 9,5%, stabile rispetto a febbraio, e in calo rispetto al 10,2% di un anno prima. L’Italia - chiaramente sopra la media con il suo 11,7% di disoccupati - è tra i paesi in cui la percentuale è cresciuta (nel mezzo del 2016 era all’11,5%) e si trova al quarto posto dopo la Grecia (23,5%), Spagna (18,2%, ma nel marzo 2016 era al 20,3%) e Cipro (12,5%). 

La disoccupazione resta elevata soprattutto tra i giovani. Per molti di loro, la prospettiva migliore è quella di andar via dall’Italia, credendo di essere una buona soluzione: studenti precari in cerca di un nuovo lavoro, ed anche chi è alla ricerca di un primo impiego. Il lavoro nero è sempre più una piaga in Italia. Non solo però una piaga sociale per i lavoratori sfruttati, ma anche una piaga economica per la ricchezza che sottrae al Paese. 

Sono proprio i giovani ad essere convinti che per trovare un vero lavoro, l’unica soluzione sia cambiare città in via definitiva, oppure espatriare cercando lavoro all’estero. Le mete più interessanti sono Australia, Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Canada, Francia, Austria, Svizzera, Belgio, e come ultima la Spagna, esposta anch’essa a disoccupazione giovanile.

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