mercoledì 28 giugno 2017

Reggia di Carditello: presto recupero e valorizzazione dell'intero sito borbonico

di Marcello de Angelis

La Reggia di Carditello
La Reggia di Carditello, il cui nome completo è Reale Tenuta di Carditello (in quanto il territorio in cui sorge in passato si presentava infestato della pianta di cardo), fa parte di un gruppo di 22 siti appartenuti alla famiglia dei Borbone sviluppati lungo il territorio limitrofo alla splendida Reggia di Caserta e usati sia come luoghi di svago, sia come importanti strutture imprenditoriali come gli allevamenti della Fagianeria di Caiazzo, la produzione della seta a San Leucio. 

Realizzato nel 1744 dall’architetto Francesco Collencini, allievo di Luigi Vanvitelli e situata a metà strada tra Napoli e Caserta, è un complesso architettonico di stile neoclassico, destinato in pieno 1700 da Carlo di Borbone a luogo per la caccia e l'allevamento di cavalli e poi trasformato per volontà di Ferdinando IV di Borbone in una fattoria per la coltivazione del grano e l'allevamento di razze pregiate equine e bovine. Essa comprendeva una Palazzina centrale (incastonata tra altri edifici arretrati rispetto ad essa) formata da un piano nobile e un secondo piano con il belvedere incorniciato da una balaustra traforata e decorata con trofei d’armi. 

Estesa su una superficie di circa 2.000 ettari, e immersa in una vasta zona ricca di boschi, pascoli e terreni seminativi, la Reggia di Carditello si fregiava del titolo di "Reale Delizia" offrendo una piacevole permanenza al re e alla sua corte. 

Dopo l'Unità d'Italia la Tenuta passò alla casa reale dei Savoia e nel 1919 fu donata all'Opera Nazionale Combattenti, che procedette alla lottizzazione e conseguente vendita dei terreni cosa che, purtroppo, segnò l’inizio di lunghissimi anni di incuria, vandalismi e scandaloso abbandono caratterizzati dalla continua sottrazione di arredi e suppellettili: all’interno dell’edificio centrale, ad esempio, una delle due scale simmetriche che conducevano ai piani superiori è stata completamente spogliata di tutti i suoi marmi e non è più agibile. 

Dalla suddetta lottizzazione furono però esclusi i fabbricati e i 15 ettari circostanti, che nel secondo dopoguerra sono affidati al Consorzio Generale di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno ma con scarsissimi risultati e che presentano oggi uno spettacolo di abbandono e degrado che ha reso la Tenuta un rudere che neanche lontanamente testimonia il suo glorioso, storico passato. 

Dopo una serie di passaggi di responsabilità circa la necessità di una urgente ristrutturazione, con ordinanza del 27 gennaio 2011, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ne ha disposto la vendita all'asta al prezzo base di 10 milioni di euro. Solo nel Gennaio del 2014, grazie all’intervento di Massimo Bray, l’allora Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, e dopo complessi accordi economici tra la Società Gestione Attività (che gestiva i crediti del Banco di Napoli) e il MiBAC, il complesso edilizio di Carditello fu acquisito in gestione dal Polo Museale della Campania e sottoposto ad un ampio progetto di tutela e di valorizzazione, che comprende anche la riqualificazione dell’area circostante.

Ma un vero percorso di rigenerazione è iniziato solo nel maggio del 2016, quando la Reggia è stata consegnata dal “Polo museale della Campania” alla “Fondazione Real Sito di Carditello”, nata da un accordo tra il MiBAC, la Regione Campania e il Comune di San Tammaro.

E lo scorso 29 ottobre come primo segnale di una nuova vita destinata al reale sito, la Reggia ha aperto le proprie porte al pubblico, anche se solo per un giorno, ospitando uno spettacolo equestre del Reggimento Carabinieri a cavallo: un modo anche per celebrare la storica razza equina del Persiano che di queste terre è originaria, voluta nel 1741 da Carlo III di Spagna.

La temporanea riapertura è avvenuta alla presenza del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, del Sindaco di San Tammaro Emiddio Cimmino, di Angela Tecce, attuale direttore della “Fondazione Real Sito di Carditello”, presieduta da Luigi Nicolais (anche lui a fare gli onori di casa) e dell’attuale Ministro per i Beni e le Attività culturali Dario Franceschini

Sono state organizzate delle visite guidate gratuite ogni sabato e domenica fino alla fine di giugno (già esaurite nelle prenotazioni a pochi giorni dalla messa in vendita), negli ambienti finora restaurati e pronti a mostrarsi al pubblico in tutto il loro splendore mentre gli altri sono ancora interdetti al pubblico perché pericolanti o perché pericolosi per gli ostacoli che si incontrano nel visitarli. Ed è di poche settimane la notizia che, a partire dal 2018, il Ministero dei Beni culturali contribuirà con 300 mila euro l'anno al recupero totale e alla valorizzazione del Real Sito di Carditello. Una vera boccata d’aria fresca e di speranza per la ristrutturazione totale (nell’aspetto e nelle sue funzioni) di una delle magnificenze meno conosciute del panorama culturale campano.

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