lunedì 31 luglio 2017

I piromani, barbari dei nostri tempi

di Gian Marco Sbordone

Il Vesuvio colpito dagli incendi
Anche quest’ estate, è ritornata, puntuale e terribile, la piaga degli incendi boschivi. Ed è stata la più devastante degli ultimi anni, interessando nel nostro Paese varie regioni, dal Nord al Sud, soprattutto al Sud, come sempre. Nella provincia partenopea, che sta pagando un prezzo altissimo in conseguenza del fenomeno, i danni maggiori, sotto vari profili, si sono registrati nel Parco Nazionale Del Vesuvio

Ettari ed ettari di boschi, di pini e di noccioleti, sono andati in fumo, a più riprese. I mezzi antincendio aerei, nonché gli eroici Vigili del Fuoco, hanno faticato non poco per domare le fiamme, riuscendo ad arginare i vari fronti aperti in territori ricadenti in più comuni. Nonostante gli sforzi, ovviamente, nulla si è potuto fare per impedire i danni incalcolabili che oggi sono sotto gli occhi di tutti. Si spera solo che almeno per quest’ anno sia finita.

Immediatamente sono partite le polemiche e le strumentalizzazioni politiche: è colpa del Governo, è colpa del Comune, è colpa del passaggio del Corpo Forestale nell'arma dei Carabinieri. Tanto per citare solo alcune delle apodittiche affermazioni trite e ritrite, sentite e risentite nei talk show, lette e rilette sui giornali.La verità è che questo Paese non riesce a gestire che l’ emergenza. 

Emergenza terremoti, emergenza alluvioni, emergenza caldo, emergenza freddo e così via. Nulla o quasi viene fatto per prevenire disastri ambientali. E dobbiamo avere il coraggio di dire che l’affermazione “nulla è stato fatto” indica una responsabilità che investe tutti, anche e soprattutto noi stessi, che assistiamo silenti ad uno scempio del territorio veramente assurdo. E’ colpa dello Stato, dei Comuni e così via, ma è indubbio che noi dovremmo pretendere di più dai nostri governanti, e farlo in tutte le forme compatibili con la democrazia, a cominciare dall'esercizio del voto. E dovremmo di certo esercitare una vigilanza attiva sui nostri territori acquisendo finalmente una coscienza del bene comune che purtroppo ancora è difficile da individuare nella maggior parte dei cittadini, chiusi a difesa del loro privato.

C’ è poi un altro refrain che accompagna gli incendi estivi. E’ l’ elenco, anche qui sempre lo stesso, delle possibili matrici di tali episodi. Se tutti sono ormai convinti che nella stragrande maggioranza dei casi gli incendi non sono ascrivibili a fenomeni di autocombustione, sull’ identikit del piromane la fantasia non esce quasi mai da un recinto consueto di convinzioni consolidate. La prima è che la colpa sia della camorra ( se siamo in Campania, altrimenti della mafia, della n’ drangheta…ecc). Premesso che non siamo in grado di negare in senso assoluto la fondatezza di un’ ipotesi del genere, sarebbe tuttavia assai gradito che qualcuno spiegasse come si configurerebbe il vantaggio della camorra a seguito degli incendi. Lo sfruttamento del territorio bruciato per fini di speculazione edilizia è difficilissimo. Intanto in linea generale la legge non lo consente e poi gli incendi interessano quasi sempre aree protette.

Subito dopo, nella classifica dei “sicuri responsabili” figurano i forestali, che vorrebbero ottenere la prosecuzione del rapporto di lavoro o altre assunzioni. Anche qui i casi in cui è stato dimostrato il nesso diretto degli incendi con quegli ambienti sono sporadici e poi potrebbero riferirsi solo a specifiche aree del Paese. Ce ne sono ancora altri di presunti sicuri responsabili, ma noi riteniamo invece che al primo posto, in questa speciale classifica, andrebbero posti, ex equo, più correttamente, la stupidità e la cattiveria umana.

Il piromane, molto spesso, esprime entrambe le “qualità”, egli è persona stupida e cattiva, che appicca l’ incendio per il gusto di farlo, per vedere l’ effetto che fa e per riscontrare che l’ indomani i media, indirettamente, parleranno di lui, proprio di lui, barbaro dei nostri tempi. Non sarebbe inutile, che quindi la prevenzione riguardasse proprio questi aspetti delle personalità distorte e non sarebbe inutile che i media insistessero su quest’ ultimo aspetto, facendo avvertire più prepotentemente a questi criminali il disprezzo e il disgusto di tutta la comunità.

                                                                          

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