venerdì 28 luglio 2017

Il progetto “Scuola al centro” bocciato e rimandato a settembre

di Antonio Ianuale

Un’occasione persa, l’ennesima e sicuramente non l’ultima, quella del progetto “La Scuola al Centro”, lanciato dal Ministero della Pubblica Istruzione, che prevedeva l’apertura delle scuole nei mesi estivi con gli studenti impegnati in progetti multidisciplinari: ritardi burocratici hanno imposto il rinvio del progetto all’inizio del prossimo anno scolastico. Solo pochi giorni fa sul sito del Miur erano state pubblicate le graduatorie del bando con le scuole destinatarie dei fondi ministeriali. 

Il progetto aveva fini educativi importanti: non solo favorire il potenziamento dell’offerta formativa delle scuole, ma anche contrastare la dispersione scolastica e favorire l’inclusione sociale. Lanciato lo scorso anno, con le sperimentazioni in sole quattro città: Milano, Roma, Napoli, Palermo, questa volta il bando del progetto era a livello nazionale. 

Le scuole finanziate erano 4.633, per uno stanziamento totale di oltre 187 milioni di euro di fondi PON. La ripartizione dei fondi prevedeva 74,7 milioni destinate alle scuole delle Regioni più sviluppate, dove si è registrato un tasso di adesione del 37,38%; 9,5 milioni erano stati destinati agli istituti delle Regioni in transizione, con un tasso di adesione delle scuole del territorio al 41,16%; infine, 102,9 milioni alle Regioni in ritardo di sviluppo, che hanno registrato adesioni oltre l’81%. 

Un progetto che voleva combattere la gravosa piaga della dispersione scolastica avvertita soprattutto nel Meridione che, infatti, aveva risposto in maniera molto positiva; le regioni del Sud erano in cima alla graduatoria: in Campania la maggior parte degli istituti ammessi al progetto, circa 860, seguita dalla Sicilia e dalla Puglia con rispettivamente 692 e 569 scuole accreditate. Napoli era anche la città che aveva raccolto la maggiore adesione: sono 451 le scuole napoletane che avrebbero dovuto partecipare al progetto, seguita da altre città del Meridione: Bari con 172, Palermo 163,e Catania 150. 

Il Direttore Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Campania, Luisa Franzese, aveva sottolineato come il progetto poteva essere funzionale non solo per contrastare la dispersione scolastica, ma anche per plasmare una scuola innovativa e formativa: “l'esperienza campana che ha interessato lo scorso anno la città di Napoli, che oggi coinvolge ben 451 scuole della città metropolitana e si apre all'intero territorio regionale, rappresenta una reale opportunità di contrasto alla dispersione scolastica. Infatti la scuola, aperta e accogliente, si rivela ancora una volta presidio di inclusione culturale e sociale, luogo di relazioni umane efficaci e significative in un territorio nel quale, non sempre, i ragazzi trovano alternative alla strada. Per tali ragioni La Scuola al Centro rappresenta un volano per la messa a sistema di uno stile di scuola innovativo e inclusivo". 

Sport, teatro, potenziamento delle lingue stranieri, innovazione digitale e didattica sono state le aree tematiche dei progetti presentati e scelti dal Ministero dell’Istruzione e della Ricerca. Le scuole del primo ciclo avrebbero svolto laboratori sulla cittadinanza europea, e attività di potenziamento linguistico, per le scuole di secondo grado erano previste anche attività di orientamento. Ed invece tutto è saltato per ritardi burocratici che hanno rallentato le operazioni rendendo di fatto, impossibile l’avvio del progetto. Delusione notevole tra i dirigenti scolastici, come tra i genitori, e condivisa dall’ex premier Matteo Renzi che proprio da Napoli, ospite del Mattino, ha parlato di “un clamoroso errore, una cosa che mi fa rabbia”. Se ne riparlerà a settembre, con il progetto impossibilitato a partire prima del mese di ottobre, sempre che non sorgano altri ritardi o altre difficoltà burocratiche.


Nessun commento:

Posta un commento