venerdì 28 luglio 2017

Napoli: continua il restyling di Palazzo Reale

di Danilo D'Aponte

Palazzo Reale a Napoli
Per una Napoli costantemente in vetta alle classifiche di presenze turistiche non poteva non mancare un "ritocco del trucco" ad una dei "simboli romantici" della nostra città: Palazzo Reale. Utilizzato stabilmente dai Reali come residenza ufficiale e sede del potere, è opera di Domenico Fontana che, a partire dal 1600, ne seguì la realizzazione. Nel 1753 Luigi Vanvitelli modificò l’imponente facciata e trasformò in nicchie i varchi esterni del porticato. Durante il decennio francese, ovvero dal 1806 al 1815, Gioacchino Murat e Carolina Bonaparte accrebbero il valore degli interni con decorazioni e arredi neoclassici.

Nel 1888 Umberto I di Savoia volle far collocare nelle nicchie esterne le otto statue dei capostipiti delle dinastie regnanti che, per il noto sarcasmo dei napoletani, divennero subito protagoniste di una simpatica storiella riferita alle pose delle statue. La voce del popolo narra che Carlo V d’Asburgo, che ha un dito rivolto verso terra, esclamò "Chi ha pisciato ca' 'nterra?". E Carlo III rispose: "Nun saccio nient' ". Murat, fiero: "So' stato io e mo' che faje?". Finì la discussione Vittorio Emanuele che, con la spada sguainata, esclamò: "Mo' to' taglio accussì te liev' 'o vizio". Tornate visibili solo dopo delle ristrutturazioni finite a marzo, le statue stavano a rappresentare una continuità della dinastia sabauda con la gloriosa storia del Regno di Napoli e delle due Sicilie. Sempre per volontà di Umberto I, nel 1927 vi fu trasferita la Biblioteca Nazionale, originariamente allocata nell'attuale complesso del Museo Archeologico Nazionale. 

Quanto alla ristrutturazione: detto del completamento a marzo di lavori che hanno interessato la facciata principale, è da inizio luglio online il bando di gara "Lavori di restauro facciate Giardino Romantico - Palazzo Reale di Napoli - I° lotto funzionale", promosso da Invitalia in qualità di committente dell'intervento. Le aziende interessate ed in possesso dei requisiti richiesti, potranno presentare le loro offerte fino al 1 agosto, collegandosi sulla piattaforma Gare e Appalti di Invitalia.

L’appalto, del valore di oltre un milione di euro, prevede il restauro delle due facciate del palazzo che affacciano sul Giardino Romantico (e che sono in comune con il Teatro San Carlo, il più antico teatro d’opera in Europa). L'opera di ristrutturazione, che sarà intensiva, prevede la pulizia di tutte le superfici lapidee, il rifacimento di tutti gli elementi architettonici a stucco, degli intonaci, la ritinteggiatura, il restauro di ringhiere e grate metalliche, degli infissi lignei esterni, dei portelloni, nonchè la sistemazioni dei canali di gronda e dei balconi.

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