venerdì 28 luglio 2017

Riuscirà De Luca a salvare la sanità in Campania?

di Luigi Rinaldi

Il Governatore Vincenzo De Luca
Alla fine ha vinto lui. Il Governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, è stato nominato dal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nuovo Commissario per la sanità. La nomina avviene a distanza di quattro mesi dalle dimissioni di Joseph Polimeni, l’uomo incaricato dal Governo di dare attuazione al piano di rientro dal disavanzo sanitario della Regione Campania. Alla nomina di Vincenzo De Luca, il Ministro della Salute Lorenzin è giunta dopo una sofferta trattativa sia con il Governo che con il Pd. Si è così sbloccata una situazione di stallo che durava da troppo tempo, con tutta una serie di negative conseguenza per i cittadini campani. Il Ministro Lorenzin non ha mai visto di buon grado l’ipotesi del doppio ruolo, che fa dei governatori, designati commissari nelle Regioni in Piano di rientro, controllori di sé stessi. Tuttavia la nomina del nuovo Commissario alla Sanità in Campania era diventata indifferibile ed urgente, tanto da indurre il Ministro a fare un passo indietro rispetto ai suoi principi. 

E’ evidente, a questo punto, che il Governatore De Luca si gioca una partita fondamentale e delicata, assumendosi in prima persona il compito di non deludere le aspettative dei cittadini della Campania di poter accedere alle cure sanitarie, nei tempi prestabiliti e secondo le giuste e corrette modalità. Se il Governatore fallisse nel conseguimento di questi obiettivi, rischierebbe di perdere credibilità sul piano politico, con conseguenze inevitabili anche per il prosieguo della sua amministrazione. De Luca dovrà occuparsi non solo delle problematiche assistenziali e delle funzioni di programmazione e controllo, ma a lui spetterà l’ultima parola anche in merito ai decreti di attuazione dei programmi operativi riguardanti il Piano di rientro dal deficit.

Al primo posto, dunque, nello stallo della programmazione, ci sono gli atti aziendali di Asl e ospedali. Tra i più urgenti da firmare ci sono quelli della Asl Napoli 1, dell'azienda dei Colli, della Asl Napoli 3 e del Pascale. A seguire, in lista di attesa da oltre un anno, figurano le norme per disciplinare i contratti con i centri privati accreditati. Quindi, a ruota, la revisione dei fabbisogni su cui calcolare la congruità dei contratti. E, infine, gli atti attuativi del Piano ospedaliero, con le centinaia di provvedimenti previsti da qui al 2018, ideati per cambiare il volto e l'organizzazione sia degli ospedali autonomi di alta specializzazione sia di quelli a gestione diretta delle Asl. 

Senza contare il riordino del territorio, da cui discende la qualificazione del ruolo filtro agli accessi impropri nei pronto soccorso. A tal fine bisognerà dare impulso alla creazione di Unità complesse di cure primarie all’interno di case della salute e centri per anziani e lungodegenti. In assenza di queste strutture, i malati continueranno ad affollare in modo caotico i reparti di emergenza di ospedali grandi e piccoli per patologie di ogni tipo. La speranza più grande, come più volte sottolineato da Silvestro Scotti, presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli, è che al primo posto venga collocata la salute dei cittadini, superando le logiche economiche e dando più spazio a quelle assistenziali. Un dato è certo e confortante, d’ora in poi non potranno più esserci contrasti tra Commissario e Regione, che più di una volta in passato hanno generato pericolose situazioni di stallo.

Nessun commento:

Posta un commento