martedì 29 agosto 2017

Airola live: quando i detenuti sbeffeggiano lo Stato

di Gian Marco Sbordone

Il carcere minorile di Airola 
Dal carcere minorile di Airola, in provincia di Benevento, ci giunge una notizia che non può non avere l’effetto di riproporre una riflessione su sistema carcerario italiano e soprattutto sull’effettiva efficacia della sua funzione rieducativa. Un gruppo di ragazzi detenuti, riuscendo ad eludere i controlli in maniera ingegnosa è riuscito ad occultare, all’ interno delle proprie celle, diversi telefoni cellulari. Questi ultimi venivano utilizzati per scambiare sms con amici, parenti e affiliati alla malavita. Non solo, i giovani detenuti si scattavano foto e selfie che venivano poi pubblicati su una pagina Facebook creata appositamente con il nome di “Airola live”.

Evitiamo ipocrisie. In realtà la cosa non ci sorprende più di tanto. Le disfunzioni e le criticità che interessano il sistema carcerario non sono di certo una novità. Ma, come si è già detto, ciò che è accaduto ad Airola rappresenta l’ennesima dimostrazione del fatto che bisogna concretamente interrogarsi circa il ruolo che in questo Paese svolgono gli istituti penitenziari.

E’ del tutto evidente, innanzitutto, la mancanza di serietà di chi è preposto ai controlli all’interno dell’istituto, ma anche di questi ragazzi che, è palese, non hanno la minima idea né del comportamento che dovrebbe essere consono al luogo in cui si trovano, né dell’ importanza di intraprendere un percorso di reinserimento né, con tutta probabilità, della gravità delle azioni che hanno commesso prima di entrare in carcere. Al contrario, essi appaiono spavaldi. Dietro i loro selfie pare non esserci una semplice goliardia, quanto piuttosto la volontà di far capire: “anche in carcere facciamo quello che vogliamo”.

Una situazione del genere non è accettabile. E non per il gesto di scattarsi un selfie, ma per il fatto che lo Stato ne esce umiliato, ancora una volta. Ciò che è successo ad Airola è l’ennesima fotografia di uno Stato debole, incapace di farsi rispettare; sbeffeggiato, in questo caso, dall’ esibizionismo di qualche giovane delinquente.

E’ ancora possibile credere che oggi dal carcere si possa uscire cambiati in meglio rispetto a come ci si è entrati? Ovviamente no. Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando è intervenuto “a seguito delle rilevanti criticità insorte presso l’ Istituto penitenziario minorile di Airola”, si legge in una nota del Ministero. Subito dopo, il Dipartimento della giustizia minorile di comunità ha provveduto a sollevare dall’ incarico l’ attuale Direttore dell’ istituto penitenziario del beneventano. Al suo posto è subentrato, in via temporanea, Gianluca Guida, già direttore dell’ Istituto minorile di Nisida.

Ovviamente misure come questa non bastano a risolvere gli enormi problemi che affliggono il sistema penitenziario italiano, di cui Airola è solo uno degli ultimi esempi. La speranza è, come al solito, quella che Istituzioni, politica e stampa prendano seriamente coscienza della situazione di criticità dei penitenziari italiani, affinchè un giorno vi sia una speranza, anche minima, di poter restituire alla società individui migliori una volta usciti dal carcere. Uno scenario che oggi appare lontano e difficilmente realizzabile.


Nessun commento:

Posta un commento