martedì 29 agosto 2017

L’APE sociale: cos’è, a chi spetta, chi può chiederla

di Teresa Uomo


Una delle novità della Legge di Bilancio 2017 riguarda le pensioni, con l’introduzione della cosiddetta Ape, l’anticipo pensionistico, una vera e propria pensione anticipata a costo zero, cui potranno accedere alcune specifiche categorie di lavoratori, che sarà interamente a carico dello Stato. Un reddito ponte coprirà tutti i costi dell’anticipo per le categorie disagiate, come i disoccupati, gli invalidi o lavoratori con parenti di primo grado con gravi disabilità e per chi svolge un lavoro pesante, come maestre d’asilo, infermieri di sala operatoria, edili, macchinisti e autisti di mezzi pesanti. La domanda va presentata all’Inps, e chi matura i requisiti nel 2018 avrà la possibilità di inoltrare la richiesta entro il prossimo mese di marzo. 

Andiamo a vedere chi sono i soggetti che possono richiedere il trattamento pensionistico dell’Ape sociale, e quali sono i requisiti:

· 63 anni di età e 30 anni di contributi - I soggetti beneficiari dovranno avere almeno 63 anni, essere in possesso di almeno 30 anni di anzianità contributiva e trovarsi in una delle seguenti condizioni: disoccupazione in seguito alla cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, dimissioni per giusta causa, avere finito di godere della prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi; assistenza da almeno sei mesi al coniuge, la persona unita civilmente o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. 

· Lavoratori con mansioni gravose - Possono richiedere l’Ape sociale anche i lavoratori che hanno una riduzione della capacità lavorativa uguale o superiore al 74% o i lavoratori dipendenti che, al momento della richiesta di accesso dell’Ape sociale, svolgono o abbiano svolto in Italia, da almeno sei anni un’attività lavorativa gravosa. 

· A chi non spetta - L’indennità non spetta ai titolari di un trattamento pensionistico diretto in Italia o all’estero, ed è subordinata alla residenza in Italia e alla condizione che il soggetto abbia terminato l’attività di lavoro svolta in Italia o all’estero.

· I limiti - Il beneficiario dell’Ape sociale può svolgere un’attività lavorativa, in Italia o all’estero, durante il godimento dell’indennità, purché i redditi da lavoro dipendente percepiti non superino gli 8.000 euro lordi annui e quelli derivanti da lavoro autonomo non superino i 4.800 euro lordi annui. In caso di superamento dei limiti annui, il soggetto decade dall’Ape sociale, e l’indennità percepita nel corso dell’anno diviene indebita e la Sede Inps procede al relativo recupero.

La domanda può essere trasmessa esclusivamente in via telematica tramite i consueti canali istituzionali, sul sito www.inps.it.

La domanda potrà essere richiesta anche dagli invalidi. La soglia minima di invalidità per avere diritto da maggio 2017 all’Ape social, e dunque alla pensione anticipata senza penalizzazione, è fissata al 74%. La possibilità è concessa a lavoratori dipendenti, sia privati che pubblici, e a lavoratori autonomi. 

Ricordiamo che l’Ape si configura come un sussidio assistenziale ed è interamente a carico dello Stato. L’importo è proporzionale a quello dell’assegno pensionistico al quale il lavoratore avrebbe avuto diritto secondo i canali ordinari, ma non può in ogni caso superare i 1500 euro.


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