martedì 29 agosto 2017

Riforma Pensioni: novità per i giovani e Opzione Donna

di Teresa Uomo

La proposta giunta dalla Confsal - la Confederazione Generale dei Sindacati Autonomi dei Lavoratori - per accedere alla pensione è quella di 62 anni di età e 35 anni di contributi versati. In questo disegno di legge popolare sono però inseriti anche alcuni limiti: massimo 67 anni di età, che in caso di lavori usuranti scenderebbe a quota 62 e con una soglia massima di contributi pari a 40 anni versati. Ma anche uno spazio dedicato anche alle donne, che potrebbero avere alcuni vantaggi per l’uscita anticipata dal mondo del lavoro proponendo “periodi di non-lavoro durante la maternità, recuperabili in seguito aggiungendoli all’età pensionabile, su base volontaria”. 

Sul versante pensioni va prendendo forma una nuova versione dell’anticipo pensionistico che consentirebbe di andare in pensione a 63 anni se disoccupati, invalidi o impegnati in lavori pesanti. Ci sarebbe, in particolar modo, l’intenzione di agevolare le mamme. Questo, ovviamente, dipenderà molto dall’entità delle platee interessante ai costi e alle relative coperture finanziarie da inserire nella legge di Bilancio 2018.

Secondo dati INPS, l’Istituto nazionale per la previdenza sociale attualmente guidato dal presidente Tito Boeri, emerge un aumento delle pensioni di vecchiaia e di anzianità. A conferma che i lavoratori che possono andar via dal lavoro lo fanno ben volentieri; mentre altri continuano ad essere bloccati al lavoro dalla legge Fornero e di conseguenza cresce il numero dei giovani disoccupati.

L’obiettivo, naturalmente, è quello di sostituire la legge Fornero con un meccanismo che non preveda penalizzazioni e che soprattutto possa evitare di arrivare sino ai 70 anni. E' opportuno ricordare, infatti, che tra gli effetti più devastanti della Fornero c’è quello di aver chiuso le porte dei giovani al mondo del lavoro e, di aver costretto ultrasessantenni a continuare a lavorare senza differenziare le varie tipologie di lavoro. I lavori non sono tutti uguali e, quindi, i lavoratori dovrebbero poter andare in pensione anche in base alle mansioni svolte, come ribadiscono i sindacati sollecitando il blocco dell’aumento dell’età pensionabile.

Il Presidente Gentiloni ed il Ministro Poletti
Il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti si sofferma molto anche sui  “giovani con carriere discontinue”, per i quali - a detta del Ministro- il Governo si impegna a “trovare uno strumento che possiamo chiamare pensione di garanzia”. Secondo Poletti, bisogna sostenere l’occupazione dei giovani anche attraverso un intervento che nel tempo garantisca una diversità di costo tra il lavoro stabile e quello temporaneo.

Oltre al futuro previdenziale delle giovani generazioni, sul tavolo del confronto, tra i capitoli prioritari, c'è quello delle lavoratrici, penalizzate in termini pensionistici in modo evidente. Per le donne, in particolare, la Cisl propone il riconoscimento del lavoro di cura verso i propri figli e i genitori anziani in termini previdenziali

Tanti i temi di confronto tra Governo e sindacati, che insistono in particolare nel sollecitare all'esecutivo nazionale il blocco dell’aumento dell'età pensionabile; lo stesso confronto si chiuderà con la sottoscrizione di un verbale d’intesa che dovrebbe arrivare -salvo ulteriori ritardi e imprevisti- nei primi giorni di settembre.

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