martedì 29 agosto 2017

Svimez, Pil in crescita al Nord, ma la Campania eccelle

di Noemi Colicchio

Appuntamento come ogni anno con gli esiti del rapporto Svimez circa i dati del Pil in Italia. Ottimi i risultati registrati in Campania, ma non bastano a doppiare il sorpasso del 2016 rispetto alle regioni del Nord: il Mezzogiorno supera dello 0,1 % il dato relativo allo scorso anno infatti, ma si vede fagocitare dal +1,4% guadagnato al di sopra della capitale. Il quadro non è dei migliori. «A questi ritmi - spiega lo Svimez - al Sud il recupero dei livelli pre-crisi arriverà solo nel 2028, mentre per il Centro Nord è previsto per il 2019».

Da tenere sicuramente in considerazione l’approccio di indubbia diversa natura che le varie macroaree del Bel Paese riservano alla principale fonte di ricchezza mondiale oggi, e cioè l’Industria 4.0: negli ultimi anni sono state predisposte sanatorie per il Meridione atte ad incrementare le sue possibilità di buona riuscita in questo ambito, ma i risultati scarseggiano. La batteria di strumenti messa in campo dai vari Governi che si sono succeduti è ampia e sufficientemente articolata per far ben sperare: a cominciare dal Credito d’Imposta per nuove assunzioni e i Contratti di Sviluppo gestiti da Invitalia per conto del Mise, senza dimenticare che ad esso afferiscono anche il Masterplan e i Patti per il Sud. Ultimi ma non per importanza, da citare il Decreto «Torno al Sud», le Zes, le zone economiche speciali previste per le sole aree meridionali e per finire il «Decreto Mezzogiorno», in base al quale a partire dal 2018 compito delle amministrazioni centrali dello Stato sarà destinare una quota della loro spesa ordinaria in conto capitale proporzionale alla popolazione, all’incirca pari al 34%.

Vincenzo De Luca
Le risposte dunque non tardano ad arrivare, ma paiono non essere sufficienti. Tuttavia la Campania tiene terreno meglio di altre, distinguendosi come Regione con migliore performance in assoluto in Italia e presentando un Pil in crescita del +2,4 %, seguita dalla Basilicata. Palesemente soddisfatto il governatore Vincenzo De Luca: «I dati dello Svimez sono estremamente incoraggianti e ci spingono a proseguire nelle iniziative che abbiamo messo in campo per lo sviluppo e il lavoro. A cominciare dai 2,5 miliardi dei contratti di sviluppo alla grande opportunità delle Zes con la Campania protagonista. Consideriamo questi dati un importante segnale positivo, che ci incoraggia a rimanere concentrati sull’obiettivo principale di questa amministrazione regionale: il lavoro».

Se il Pil presenta risultati positivi, abbastanza negativi sono quelli relativi invece al fenomeno che più di tutti dovrebbe essere temuto e troppo spesso invece viene sottovalutato: la fuga di cervelli, spesso accompagnata da uno stato di diffusa povertà e quasi certa disoccupazione. In questi casi, le infografiche solitamente aiutano molto a spiegare l’entità delle percentuali a cui si fa riferimento, per cui tenteremo la via dei soldoni per favorire la comprensione di ciò che sta accadendo. In sintesi, nel 2017 il Sud ha contato 101.000 posti di lavoro in più rispetto al 2016, ma è sotto di 308.000 rispetto al 2015. Negli ultimi cinque anni sono emigrati dal Sud 1,7 milioni di persone a fronte di un milione di rientri: la perdita secca è stata di 716 unità, il 72,4 % under 34, 198 mila i laureati.

Che l’obiettivo a lungo termine dunque, non sia solo il lavoro, così come augurato da De Luca, ma anche e soprattutto la corretta comunicazione dell’esistenza di una possibilità. Ce la si può fare, anche qui, anche al Sud. Con ogni probabilità, una volta radicatasi questa mentalità tra le strade del Meridione, si riuscirà a debellare definitivamente il divario che da sempre taglia la penisola in due rendendone impossibile la crescita omogenea del Pil, uno solo tra i tanti indicatori del suo stato di benessere.



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