venerdì 29 settembre 2017

Cinema: Ammore e Malavita. La parodia di Gomorra dei Manetti Bros

di Danilo D'Aponte


Napoli è stata grande protagonista della Mostra del Cinema di Venezia 2017, tra le tante pellicole presenti una boccata d'ossigeno l'ha portata "Ammore e malavita", esagerata parodia del filone gomorriano ad opera dei Manetti Bros, questa volta alle prese col musical, ed è così che Napoli incontra a modo suo La La Land.

Il film, primo musical italiano (e soprattutto napoletano) ad essere presentato al Festival, uscirà nelle sale il 5 ottobre e gode di una trama molto semplice: Don Vincenzo Strozzalone (Carlo Buccirosso), è un boss camorrista che (anche noto come "'O Re d'o pesce"), dopo essersi salvato da un attentato, si rende conto di essere stanco di condurre questa vita. Sotto consiglio della moglie cinefila, donna Maria (Claudia Gerini), si finge morto ("come fa James Bond in un film"). Ma il suo segreto, condiviso con sua moglie e i fedeli Ciro (Giampaolo Morelli) e Rosario (Raiz, storico leadere degli Almanegretta, non nuovo a ruoli cinematografici), viene presto a galla. 

Fatima (la splendida Serena Rossi), una giovane infermiera di Scampia, si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato, e Don Vincenzo ordina di eliminarla. Ciro è il primo a trovarla e realizza di aver appena ritrovato il suo primo vero amore, e salva la ragazza. Ora dovrà vedersela con Don Vincenzo e Donna Maria che non gliela faranno passare liscia.

Interrogati sui motivi che li hanno spinti a cimentarsi col genre, così si sono espressi i Manetti Bros: "Il film nasce dalla volontà di portare al cinema con una musica più moderna la tradizione della sceneggiata. Una sceneggiata naturalmente filtrata attraverso quello che a noi piace. È un nostro film, non è un'aderenza ad uno schema: anche se abbiamo guardato a Grease, per l'equilibrio tra cantato e dialoghi". 

Come tutte le ultime produzioni che l'hanno vista sotto i riflettori del grande cinema, anche in questa pellicola Napoli è grande protagonista, definita dai Manetti "capitale italiana della cultura". "Napoli è sopra le righe. Napoli è emozioni forti, alcune negative e tantissime positive. Ma per noi Napoli è soprattutto la capitale della cultura: è tristemente famosa anche per altre cose ma dal punto di vista di teatro, musica, architettura e cinema da qualche anno a questa parte è veramente al top". 

Messi di fronte al conflitto tra le bellezze di Napoli e l'immagine simbolo del gomorrismo (tanto in voga in questo periodo), ovvero "le vele di Scampia" come simbolo di una Napoli cupa, i registi dicono che la loro Napoli: "non è solamente la città cupa e disperata che si racconta ultimamente al cinema o in TV, ma anche una Napoli che, malgrado tutti i problemi, stimola con il suo fermento culturale e ispira con la sua carica di umanità".

Tante le partecipazioni di spicco: da Patrizio Rispo a Rosalia Porcaro, al signore della sceneggiata napoletana Pino Mauro. Proprio a quest'ultimo si deve una piccola polemica nata all'interno del cast. Giampaolo Morelli, il protagonista, al debutto nel genere, aveva detto di sentirsi "a metà tra John Travolta e Mario Merola" (il re della scenaggiata). Cosa non gradita da Pino Mauro. Forse Morelli non sapeva che ci fosse una sorta di rivalità mai sanata tra i due.

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