venerdì 29 settembre 2017

Il terribile dramma della Solfatara di Pozzuoli

di Gian Marco Sbordone

La Solfatara di Pozzuoli
Ciò che è capitato lo scorso 12 settembre alla Solfatara di Pozzuoli è una tragedia di quelle che lasciano impietriti. Un bambino di 11 anni, suo padre e sua madre uccisi dalle esalazioni di gas venefici in un’ area a quanto pare interdetta al pubblico. Provenivano dalla provincia di Venezia, una famiglia come tante, che si era concessa qualche giorno di svago prima che riaprissero le scuole.

La Solfatara, si sa, è un luogo magico, soprattutto per i bambini, che intorno ad essa possono costruire, con la loro fantasia, storie di draghi e di mostri, storie in cui viene rappresentata l’ eterna lotta tra il bene e il male.

Questa volta ha vinto il male e la storia è veramente straziante. Da quanto ricostruito il ragazzino scende in una buca, forse per recuperare qualcosa che gli era caduto, il padre si accorge del pericolo e si precipita per salvarlo, la madre fa altrettanto: in pochi minuti sono tutti e tre morti.

Sono in corso indagini per chiarire se l’area della tragedia era stata effettivamente interdetta al pubblico e se il pericolo era stato adeguatamente segnalato. Infatti, pare che quella falla nell’area vulcanica si fosse aperta solo il giorno prima a causa delle abbondanti precipitazioni verificatesi.

A fronte di un dramma così enorme si avverte una sorta di disagio nell’indugiare a parlare di eventuali responsabilità umane. Certo, la sensazione che si ricava è che l’ intera area della Solfatara, rappresentando di per sè un pericolo, andrebbe probabilmente vigilata e monitorata in modo più stringente di quanto non venga fatto. Sappiamo che la gestione, come la proprietà è privata ma, indubbiamente, come avviene ovunque e in qualunque situazione potenzialmente pericolosa, il controllo pubblico è previsto da leggi dello Stato. Come dicevamo sarà la Magistratura ad accertare eventuali responsabilità. Per il momento c è un solo indagato, il gestore del sito, ma si può supporre che l’ inchiesta coinvolgerà presto anche altre persone. 

Resta un bambino, il più piccolo, scampato alla tragedia e affidato alla cura dei nonni. Una commovente gara di solidarietà è partita in tutta Italia, ognuno vorrebbe fare qualcosa, aiutare anche economicamente il piccolo Alessio a superare le difficoltà di ogni tipo che dovrà affrontare. E’ difficile, infatti, immaginare come potrà riprendersi da un dramma di queste proporzioni. Auguriamogli che possa trovare al suo fianco, da subito e per molti anni a venire, istituzioni capaci e le persone giuste affinchè la sua vita possa ritrovare quella serenità e normalità che merita.

Forza piccolo Alessio, questa volta ha vinto il male, ma tu avrai la capacità di uccidere altri draghi e altri mostri, sei tu il più forte, siamo tutti con te.


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