lunedì 30 ottobre 2017

Sicurezza stradale: maglia nera per la Campania

di Gian Marco Sbordone

Ancora un primato negativo per Napoli e la Campania. Riguarda la sicurezza stradale che, secondo i dati dell’Istat, è sensibilmente peggiorata in termini di numero di incidenti e di vittime, nel 2016 rispetto all’ anno precedente.

A Napoli si sono verificati 2.300 incidenti stradali (+6,7%) che hanno causato 30 morti (+ 6%) e 3.123 feriti (+ 5,9%). Nell’area metropolitana di Napoli la situazione non è migliore. Infatti gli incidenti sono stati 5140 (+ 5,5%), i morti 91 (+5,8%) e i feriti 7373 (+5%). Se confrontiamo questi dati con quelli relativi alla media nazionale, riscontriamo che essi sono molto più negativi. Infatti in Italia gli incidenti sono aumentati solo dello 0,7%, mentre il numero dei morti è diminuito del 4,2% e quello dei feriti è aumentato dello 0,9%. 

Secondo quanto riferisce la Polizia Stradale, la causa principale degli incidenti è la guida distratta, dovuta principalmente all’uso dei telefonini; tuttavia la causa primaria degli incidenti mortali è l’alta velocità. Sono dati agghiaccianti dai quali, peraltro, si desume che siamo ben lontani dall’ obiettivo prefissato dall’Unione Europea di dimezzare il numero dei morti sulle strade nel decennio 2010/2020.

Dai dati dell’ Istat, volendo scendere più a fondo nell’ analisi, emerge che i veicoli maggiormente coinvolti negli incidenti stradali sono le moto, così come i motociclisti risultano al primo posto per numero di vittime. Infine, in provincia, il Comune dove si è verificato il maggior numero di incidenti è Pozzuoli, quello dove si è verificato il maggior numero di morti è Giugliano. Le cause, come prima abbiamo detto, sono principalmente ascrivibili agli stessi conducenti. Tuttavia, non sono mancate osservazioni molto critiche nei confronti dell’ Amministrazione Comunale circa la drammatica situazione relativa all’incidentalità stradale.

E’ stato messo in evidenza, in particolare, dal Presidente dell’ Automobil Club Napoli Coppola, come le carenze di infrastrutture, in particolare la pessima condizione delle strade, sarebbero da annoverarsi senz’altro tra le principali concause degli incidenti stradali. Da qui, l’ Automobil Club fa scaturire una dura polemica nei confronti del Comune che, secondo Coppola,” dimostra una chiara insensibilità per la salute dei suoi concittadini che invece dovrebbe tutelare”. E, ancora, i sinistri sarebbero conseguenza anche “di una maldestra organizzazione/gestione della mobilità urbana”.

Al di là delle polemiche, riteniamo che senza dubbio il fenomeno abbia più cause e, al riguardo, è opportuno ribadire che la rilevanza maggiore è da riconnettersi senza alcun dubbio ai comportamenti imprudenti e scorretti dei conducenti degli autoveicoli. E allora, ancora una volta, come per altri fenomeni, occorre dire che si pone un’urgente questione di educazione. In proposito, infatti, appare evidente che l’ educazione stradale non può essere circoscritta alla fase propedeutica al conseguimento dell’ abilitazione alla guida, ma che deve essere articolata in programmi continuativi.

Occorrerebbe una seria interazione anche con i programmi scolastici, sin dalla scuola dell’ obbligo, e inoltre prevedere dei cicli periodici di aggiornamento. Insomma ci sarebbe bisogno di tutt’altro impegno per conseguire risultati concreti ed appare evidente che il solo inasprimento delle sanzioni, che è stato previsto negli ultimi anni, da solo non basta. Intanto il prezzo che paghiamo è alto e riguarda anche e soprattutto i cittadini più deboli. Basti pensare che il numero delle vittime per incidenti stradali di ultrasessantacinquenni nel 2016 rispetto all’anno precedente è raddoppiato.


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