giovedì 30 novembre 2017

Caserma "Boscariello" di Napoli: tra dubbi e programmi

di Antonio Cimminiello

L' ex Caserma Boscariello di Miano
Il taglio del nastro, quello si, c'è stato. Alla presenza dei ministri Lotti e Pinotti nonchè dei principali esponenti degli enti locali, il 26 Ottobre scorso è stato sancito ufficialmente l'inizio dei lavori alla ex Caserma "Boscariello" nel quartiere napoletano di Miano. L'obiettivo di tale ambizioso progetto - con un investimento di circa 100 milioni di euro - è quello della riqualificazione, e precisamente tramite la nascita di una vera e propria "cittadella dello Sport", nell'ambito di un complesso in realtà più ampio e polifunzionale, visto che ci sarà spazio anche per un centro della Polizia di Stato

Il vecchio presidio militare era già finito in prima pagina non tanto come esempio di immobile da recuperare (e ora recuperato, almeno sulla carta), quanto piuttosto per la sua designazione quale luogo entro il quale far dimorare, seppur in via temporanea, le famiglie Rom, per un totale di alcune centinaia di persone, prima abitanti il campo di Via Cupa Perillo a Scampia oggetto di un vasto incendio solo pochi mesi fa. Neanche l'inaugurazione in pompa magna in realtà sembra aver fugato ogni preoccupazione, data la paura - soprattutto per gli abitanti di tale quartiere, già provati per altri motivi - che ciò che nasce provvisorio possa poi diventare definitivo. 

Il piano abitativo d'emergenza ha una durata precisa, che non va in ogni caso oltre la fine del 2017, attestata la piena compatibilità tra la presenza delle tende e lo svolgimento dei lavori. Ma il condizionale, come detto, resta d'obbligo. Infatti lo stesso sindaco di Napoli Luigi de Magistris non ha mancato di lanciare i suoi strali all'indirizzo del Ministero della Difesa, "colpevole" a suo avviso dei ritardi burocratici che non permettono una rapida riconsegna delle aree necessaria per sistemare la tendopoli temporanea che dovrà ospitare le famiglie Rom e di conseguenza tutti gli altri interventi (come ad esempio i lavori per la bonifica e la riqualificazione proprio dell'ex campo a Scampia), accusa questa subito rispedita al mittente. 

Certamente la realizzazione di un polo sportivo atteso da quasi 10 anni - e tanto voluto dagli atleti Gianni e Pino Maddaloni, da sempre impegnati in prima persona per il recupero delle periferie - in un territorio dove lo sport può davvero equivalere a riscatto sociale, non potrebbe che fare bene; ma tutto ciò si intreccia con un problema, quello dell'emergenza abitativa, che in virtù delle proprie dimensioni va ben oltre la sola "questione Rom". A tal proposito risale proprio a questi giorni la firma, da parte dell'Assessore all'Edilizia Carmine Piscopo, del progetto esecutivo per la demolizione delle Vele della vicina Scampia (con annessa riqualificazione della Vela Celeste, l'unica destinata a sopravvivere), il che per ora fornisce rassicurazioni circa il rispetto dei tempi originariamente programmati, anche se ci sarà ancora molto da fare: si pensi alla ricollocazione dei nuclei familiari, quest'ultima davvero difficile e che si trascina ormai da anni e tra mille ostacoli (compreso il fatto che non tutte le famiglie rispettano i requisiti prescritti per l'assegnazione delle case familiari). Insomma, la vicenda della ex Caserma "Boscariello" sembra destinata ad assumere per più aspetti un rilievo centrale se non addirittura decisivo quanto all'immagine di Napoli, città tra l'altro che ospiterà le Universiadi 2019, e che proprio sul restyling delle strutture sportive dovrà giocoforza ancora di più puntare. E sempre con un occhio agli altri problemi, compreso quello degli alloggi.




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