giovedì 30 novembre 2017

Concorso INPS: Certi bandi non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano.

di Noemi Colicchio 

Dopo ben dieci anni di silenzio, l’INPS finalmente lancia un nuovo bando la cui comunicazione ufficiale viene twittata negli inizi del mese di Novembre dal Presidente Tito Boeri: aperte 365 posizioni lavorative, nonostante le assunzioni supereranno il migliaio con ogni probabilità. Sul sito INPS si legge infatti: "È stata adottata dal Presidente dell'INPS la determinazione che indice un concorso pubblico, per titoli ed esami, a 365 posti di analista di processo-consulente professionale, area C, posizione economica C1. Con questa procedura concorsuale, il cui bando sarà pubblicato prossimamente sulla Gazzetta Ufficiale, si avvia il reclutamento di 365 funzionari su tutto il territorio nazionale, ma presso i Ministeri competenti sono in corso le procedure che potranno consentire l’ampliamento dei posti a disposizione fino a oltre mille". 

Di seguito i criteri necessari al fine di accedere al concorso: i candidati dovranno essere in possesso di una Laurea Magistrale in ramo economico o giurisprudenziale, oltre attestato riconosciuto di lingua inglese livello B2. Inoltre, tra i titoli che attribuiscono maggiore punteggio, vi è il possesso di una certificazione livello C1 inglese o livello superiore (ben 5 punti). 

Come prevedibile, non poche polemiche sono sorte circa le competenze linguistiche richieste. Il problema non riguarda tanto la necessità del concreto utilizzo dell’inglese, quanto le modalità attraverso cui in Italia vengono rilasciati certificati di quest’ordine, tra l’altro da presentare in corso di validità. Al di là della poco ragionevolmente contestata dissonanza tra le reali mansioni che i dipendenti svolgeranno una volta assunti e i pre-requisiti cui si fa riferimento nel bando (Legge Madia docet), una reale diatriba potrebbe aprirsi circa i costi che una certificazione simile comporta: oltre che da sostenere per l’esame in sé, anche riguardo un eventuale corso preparatorio non c’è da scherzare in quanto ad importi. E’ da considerare più che rilevante la natura dell’examination B2 level: pieno zeppo di frasi idiomatiche, phrasal verbs e strutture della lingua inglese che esulano totalmente dallo studio di matrice scolastica cui si è abituati. Insomma, un formatore è più che consigliato per superare l’esame. 

Due prove scritte e una orale, risposte multiple su una vastità di argomenti dalla portata notevole: bilancio, pianificazione, programmazione e controllo; contabilità pubblica, organizzazione e gestione aziendale; diritto amministrativo e costituzionale; diritto civile; diritto del lavoro e legislazione sociale; diritto penale; elementi di analisi economica; elementi di statistica e matematica attuariale; scienza delle finanze e economia del lavoro. Saranno ammessi alla prova orale i candidati che avranno ottenuto un punteggio di almeno 21/30 negli scritti

La domanda di partecipazione va presentata online entro il 31 Dicembre, per poi sottoporsi ai test previa valutazione del CV inviato. La graduatoria stilata dall’ente avrà poi validità per tre anni e nominerà i tirocinanti dei successivi quattro mesi. Superata questa fase di prova, poi, si sarà assunti a pieno titolo all’interno della struttura. Procedure chiare e limpide, insomma. Resta aperta la questione requisiti, soprattutto quello di lingua inglese: valido o non valido? 

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