giovedì 30 novembre 2017

Il napoletano Federico Cafiero de Raho nuovo Procuratore Nazionale Antimafia

di Gian Marco Sbordone

Federico Cafiero De Raho
Grande soddisfazione per la nomina di Federico Cafiero de Raho a Procuratore Nazionale Antimafia. Napoletano, 65 anni, e in Magistratura dal 1978, prende il posto di Franco Roberti, anch’ egli napoletano, in pensione per raggiunti limiti di età. La nomina di Cafiero de Raho appare ancor più significativa perché è stata votata praticamente all’ unanimità.

Il nuovo Procuratore Nazionale Antimafia ha svolto sempre funzioni requirenti. Infatti, è stato Pubblico Ministero prima a Milano e poi per oltre vent’ anni a Napoli dove, dal 2006, è stato Procuratore aggiunto nell’ ambito della DDA. Importantissime, in quest’ ultima veste, le indagini condotte sul clan dei Casalesi. Tale organizzazione ha spadroneggiato per decenni in molti Comuni della Provincia di Caserta, estendendo la propria influenza anche oltre i confini regionali. A proposito dei Casalesi, si è parlato di organizzazione di tipo più propriamente mafioso che camorristico per le affinità di struttura e di modus operandi con le organizzazioni malavitose siciliane.

A Cafiero De Raho va il merito di aver contribuito in un modo determinante, con le sue inchieste, ed in particolare con il famoso processo denominato “Spartacus”, a scompaginare il clan dei Casalesi. Il processo Spartacus è stato paragonato, per importanza, al famoso maxiprocesso di Palermo perché, come quello, ha consentito di svelare non solo tutto l’ organigramma dei sodalizi criminali, ma anche i rapporti con imprenditori e amministratori locali.

Nominato Procuratore Capo a Reggio Calabria nel 2013, Cafiero de Raho si è distinto anche in quella terra per alcune inchieste molto importanti nella lotta alla n’ drangheta. E in particolare si ricorda l’operazione “Mataurus”.

Il maggiore successo che si può ascrivere alla Procura di Reggio Calabria sotto la guida di Cafiero de Raho, è il fatto che in pochi anni quell’ ufficio inquirente ha potuto contare su tredici collaboratori di giustizia e due testimoni. È questo un dato molto significativo in un territorio in cui domina la più assoluta omertà.

Del resto a Cafiero si deve il pentimento di Carmine Schiavone, il primo collaboratore del clan dei casalesi.È certo che anche presso la Procura Nazionale Antimafia il magistrato napoletano conseguirà eccellenti risultati grazie alla sua grande capacità organizzativa e alle doti di investigatore di razza che ha dimostrato in tutta la sua carriera.

A Cafiero de Raho sono pervenuti gli auguri di numerosi esponenti politici ed istituzionali così come sono pervenuti tantissimi ringraziamenti a Franco Roberti, altro grande magistrato napoletano, per il servizio reso al Paese.

                                                                                

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