venerdì 15 dicembre 2017

Cordoni di polizia e cordate di leader politici: via da Napoli?

di Noemi Colicchio 

Paolo Gentiloni
Teatro Mercadante, zona portuale, quarto tentativo di meeting politico nella ridente Napoli, che accoglie tutti con ospitalità tranne i politici a quanto pare. Esito: non perfetto, ma passi verso la civilizzazione vengono fatti. Il mese scorso eravamo su questa falsa riga a raccontare dell’intervento andato a rotoli di Camusso e D’Alema all’Università Federico II, stroncato sul nascere da gruppi di studenti manifestanti scesi in piazza per protestare. Risultato: Camusso scortata fuori dall’aula dopo pochi minuti dall’inizio del dibattito, D’Alema rispedito sull’autostrada prima di imboccare il bivio in direzione Napoli. 

Giù con le polemiche e le proteste, università divisa in doppia fazione: da un lato chi difende il diritto di parola per chiunque voglia esprimersi, un po’ alla Marthin Luther King un po’ alla Voltaire nel “non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire”; dall’altro lato della barricata c’è chi non vuole proprio saperne di passerelle politiche o discorsi fintamente buonisti, portati avanti dagli stessi personaggi che fino ad un giorno prima hanno firmato leggi per abbattere quegli stessi diritti di cui si facevano portavoce. Fa discutere la polemica issata da D’Alema, che affermò un mese fa di essere venuto a conoscenza della situazione napoletana da terze parti: alcuni protestanti che puntualmente infastidiscono gli incontri pubblici, fanno parte di gruppi di opposizione e stanno rendendo Napoli una città inagibile sotto il profilo della discussione pubblica. Il mese successivo, di fatto, gli è stata data ragione. 

Teatro Mercadante, Paolo Gentiloni, Presidente del Consiglio, in conferenza sul lavoro nel Mezzogiorno. "Dobbiamo far sì che andare a studiare o a lavorare all'estero non sia una triste condanna ma una scelta reversibile. Noi incoraggiamo gli studenti stranieri a venire a studiare in Italia", esordisce il Presidente del Consiglio. "non ci lamentiamo che ci siano spinte o occasioni di lavorare all'estero, ma vogliamo che siano frutto di una libera scelta e non del fatto che le nostre terre non danno altre occasioni", sottolinea. "La sfida del lavoro per i giovani del Sud esiste da lungo tempo, ma il contesto europeo e globale dell'economia oggi ci dà l'occasione per dare risposte. - assicura il Premier – Adesso, e non tra tre anni! Abbiamo condizioni per investire e creare al Sud che sono di una convenienza senza precedenti! Chi oggi ha questo obiettivo lo può fare a condizioni che non sono mai state così vantaggiose". 

Mentre venivano spese queste parole all’interno di uno degli edifici più belli dell’intera città, studenti e disoccupati si armano per combattere il cordone delle forze dell’ordine. La polizia reagisce e carica, respingendo i manifestanti e allontanandoli in direzione del porto, anche grazie all’aiuto di un fumogeno. Tra tutti solo uno è stato fermato, gli altri semplicemente fatti arretrare verso l’area portuale. Il grido pare essere sempre lo stesso: Via da Napoli!. Chissà chi sarà il prossimo leader in ordine di apparizione ad essere scacciato con forza dalla città.

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