venerdì 15 dicembre 2017

"Intolleranza" nei Tribunali: i casi in Campania

di Antonio Cimminiello


Di episodi di intolleranza, si sa, ne è piena purtroppo la vita quotidiana. Ma è possibile che gli stessi accadano...in un Tribunale? Due recenti casi del genere sembrano proprio confermare ciò. "Teatri" delle vicende sono stati il Giudice di Pace di Torre Annunziata ed il Tribunale di Salerno

Nel primo è stata coinvolta un'avvocatessa in avanzato stato di gravidanza. Nella giornata del 2 Novembre scorso la celebrazione delle diverse cause dinanzi al Giudice oplontino va per le lunghe, e la donna, in virtù anche della necessità di dover andare in bagno, si rivolge così al giudice due volte affinchè la sua causa potesse essere trattata con priorità; la risposta è sorprendente, dato che oltre al diniego la donna viene invitata a prendersi nel frattempo un caffè. L'avvocatessa sarà così costretta a lasciare il tribunale ben 6 ore e mezzo dopo l'inizio dell'udienza

L'altro episodio coinvolge invece un avvocato affetto da sclerosi multipla progressiva, il quale avanzava richiesta al Presidente del Tribunale di Salerno affinchè gli fosse consentito di raggiungere con l'automobile i parcheggi sottostanti la nuova cittadella giudiziaria, date le difficoltà di movimento provocate dalla sua malattia. La richiesta era motivata dall'impossibilità di trovare una adeguata soluzione alternativa per raggiungere il Tribunale, in virtù pure dello stato dei luoghi (sarebbe stato necessario percorrere infatti un tratto di circa un chilometro, fatto di scalinate e spiazzi da attraversare e superare, con inevitabile difficoltà) che impone la presenza continua di un accompagnatore. Anche in questo caso però la risposta si risolve in un rifiuto, o meglio nella sola concessione della possibilità di attraversare con l'auto- ma senza poter parcheggiarla- un tratto di via normalmente riservato, il che ovviamente non risolve il problema esposto. 

Le vicende hanno avuto uno strascico, come prevedibile, tanto che oltre all'attivazione dei Consigli degli Ordini Forensi di appartenenza ci sono state ad esempio anche le scuse del Presidente del Tribunale e dei Giudici d Pace di Torre Annunziata nei confronti dell'avvocatessa in dolce attesa. 

Che cosa resta di tutto ciò? Le necessità che senza dubbio sorgono in ordine alla trattazione adeguata ed ordinata di un numero di cause che spesso è davvero esorbitante (e la Campania purtroppo annovera diversi esempi di elevati numeri di procedimenti ancora pendenti) non giustificano una disattenzione o superficialità nell'affrontare esigenze materiali, ma ugualmente importanti. Tra l'altro i casi descritti non riguardano incrinature nel rapporto tra chi ugualmente lavora con la legge, seppur in "postazioni" diverse, ma una più grave negazione, voluta o meno, di diritti – qual è la tutela della salute- che spettano in quanto persona e quindi a prescindere dalla toga. 

Forse una "comprensione" effettiva al di là di regole puramente formali potrebbe essere anch'essa d'aiuto nella difficile e quotidiana convivenza con le ormai note difficoltà organizzative e lavorative dei tribunali campani.





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