mercoledì 24 gennaio 2018

Smart Working: filosofia di lavoro e di vita

di Noemi Colicchio

Maggiore flessibilità e autonomia nell'organizzazione di spazi, orari e strumenti di lavoro, coordinata ad una più profonda responsabilizzazione rispetto ai risultati raggiunti: ecco cos’è lo smart working in poche e semplici battute, riconosciuto in quanto tutelabile dallo Stato Italiano tramite la Legge 22 maggio 2017 n. 81 che cita testualmente «Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato».

Finalmente è stato istituito anche nel nostro paese un sistema di tutele economiche e sociali per tutti coloro che prediligono – per indole o esigenze personali – il lavoro autonomo, cioè una forma di lavoro non imprenditoriale o anche che consista nell’adozione di modalità flessibili di esecuzione delle prestazioni lavorative all’interno dei rapporti di lavoro subordinato. E’ così stato introdotto lo Smart Working anche tra le fila del pubblico impiego. L’obiettivo della Direttiva di fine giugno della Legge Madia è far avvalere di questa nuova modalità almeno il 10% dei lavoratori pubblici nei prossimi tre anni.

Attenzione a non confondersi con le terminologie: il “lavoro agile” non è una nuova forma contrattuale, ma una sua modalità di esecuzione svolta in parte negli uffici in parte all’esterno, solo entro gli orari lavorativi concordati ab origine. L’organizzazione dei compiti per fasi, cicli ed obiettivi presuppone la necessità di integrazione, ai classici strumenti, di una forte dose di tecnologie, il che apre a nuovi scenari finora mai conosciuti dalle grandi realtà perché ricchi di problematiche (quanto di opportunità). Al centro del progetto bisogna che ci sia, ad esempio, predisposizione di policy aziendali atte a definire l’insieme delle regole condivise con i lavoratori anche per quanto concerne i rischi connessi alla tutela dei dati, la gestione delle password e l’uso appropriato dei dispositivi tecnologici messi a disposizione. Questo faciliterà una buona riuscita dell’iniziativa senza cascate negative per ambo le parti in causa. Tutelato dalla legge anche il “diritto alla disconnessione”: i tempi di vita e di lavoro devono essere nettamente separati, nessuno dei due deve prendere il sopravvento e fagocitare l’altro. 

Il caso

Tra le grandi realtà che hanno acquisito questo status, anche Findus: l’esperimento parte con oltre 100 dipendenti della unit marketing di Roma che potranno lavorare da casa per un giorno al mese. Qualora il tentativo dovesse poi dare risultati positivi, si passerebbe poi alla regolamentazione di un maggiore coinvolgimento in termini numerici di unit. In realtà l’iniziativa è da inquadrare all’interno di un progetto di molto più ampio respiro. Come sottolinea Valerio Vitolo, Direttore Responsabile risorse umane e legale di Findus Italia, «l’introduzione dello smart working fa parte di un progetto più ampio di engagement delle nostre risorse, commissionato ad un team di manager aziendali, e aderisce perfettamente ai nostri valori. Il lavoro agile risponde a una crescente richiesta di responsabilizzazione e fiducia reciproca che abbiamo riscontrato nella popolazione aziendale: ci aspettiamo ritorni positivi in termini di worklife balance. L’opportunità di evitare il viaggio e molto spesso il traffico per recarsi in ufficio consente un notevole risparmio, sia in termini di costi che di tempo, ma anche in termini di sostenibilità ambientale». 

Ad ognuno dei lavoratori che rientrano nel cluster verrà assegnato un KIT di strumenti tecnologici utili al coordinamento con altri colleghi dall’ufficio o fuori: laptop con sistemi di videoconference e smartphone di team per connettersi da remoto. È stato previsto inoltre un piano formativo strutturato per incontri e pensato ad hoc per comunicare strategie di tutela della segretezza e confidenzialità nel trattamento di dati e nel loro invio da remoto.

Flessibilità negli orari di ingresso e di uscita, meeting aziendali e razionalizzazione delle mail sono solo alcuni dei filoni portanti del progetto. Molto interessante e da prendere a modello, inoltre, l’idea di aiutare i dipendenti nelle problematiche inerenti alle faccende domestiche con il servizio lavanderia che recapita il bucato in azienda o gli “incontri aperitivo” sulle terrazze degli uffici capaci di rendere più piacevoli le ore di permanenza tra le scrivanie.


Nessun commento:

Posta un commento