giovedì 22 febbraio 2018

Emergenza smog in Campania: Napoli maglia nera

di Antonio Ianuale

Legambiente lancia l’allarme sui livelli di inquinamento in Italia, dopo aver rielaborato dei dati di una rilevazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità a livello europeo. In cima a questa classifica ci sono infatti tre città italiane Torino, Milano e Napoli che hanno rilevato i valori peggiori per concentrazione media annuale di polveri sottili. Dai numeri di Legambiente si rileva che l’emergenza smog è molto grave in alcune zone della pianura padana e nelle maggiori città del Nord e in Campania. 

A Napoli l'alta pressione e la scarsa ventilazione sono fattori determinanti nella crescita dell’inquinamento che per adesso non si argina con le misure previste: blocco auto, sensibilizzazione all’utilizzo delle biciclette non hanno prodotto risultati soddisfacenti. E la salute dei campani è sempre più a rischio. 

Il responsabile scientifico dell'associazione ambientalista, Giorgio Zampetti evidenzia il fallimento di queste misure ed incentiva "urgenti interventi strutturali perché non sono sufficienti blocchi estemporanei della circolazione e generici inviti ad abbassare il riscaldamento delle abitazioni. Bisogna ripensare le città e la mobilità, investire su efficienza e risparmio energetico degli edifici, integrando gli obiettivi di abbattimento dei gas serra e quelli di riduzione dell'inquinamento nelle politiche energetiche nazionali, una sfida che la prossima legislatura deve assolutamente affrontare". 

Livelli allarmanti sono riscontrati nelle province il record di inquinamento è stato registrato presso la stazione di rilevamento installata a San Vitaliano, nel Nolano, preoccupante anche il dato di Pomigliano d’Arco: nella zona dell’area di sviluppo industriale sono stati rilevati 101 microgrammi. Inquinamento alle stelle pure ad Acerra, dove due centraline dell’Arpac hanno registrato polveri sottili in concentrazioni preoccupanti: un giorno su due sono stati oltrepassati i valori nei pressi della scuola Caporale. A Napoli la zona con più sforamenti è quella della Ferrovia. Anche le altre province campane non brillano: situazioni molti gravi sono registrate nelle province di Avellino e Caserta, migliori sono le condizioni a Salerno e Benevento

Il presidente di Legambiente Campania Michele Buonomo: “Quest’anno il picco di polveri sottili nell’aria non ha aspettato il rigido inverno, anzi è arrivato con largo anticipo, prima in primavera e poi in autunno, complici i cambiamenti climatici e poi la mancanza di interventi strutturali da parte di regioni e sindaci per arginare il problema. Lo scorso anno al 31 dicembre furono ben 11 le città fuorilegge per la qualità dell’aria perché oltre la soglia limite per le polveri sottili Pm10, e tutto fa pensare che il numero dei comuni nel 2017 sarà superato. Per liberare le città dalla cappa dello smog, è fondamentale il ruolo delle Regioni nel predisporre piani e misure, oltre a nuovi fondi da destinare a progetti innovativi, a partire dal settore della mobilità, se davvero si vogliono rilanciare i centri urbani oggi in forte sofferenza e indietro rispetto alle sorelle europee. Accanto alla politica regionale, le amministrazioni comunali devono avere più coraggio, essere meno timorose nell'applicare nuove concrete ed efficaci politiche di mobilità sostenibile”. Inoltre Buonomo suggerisce di puntare sui mezzi al metano, sulla modernizzazione del trasporto pubblico, sulla riqualificazione energetica degli edifici per diminuire i livelli di inquinamento dell’aria.

Nessun commento:

Posta un commento