giovedì 22 febbraio 2018

Immigrazione in Campania: da emergenza a business

di Antonio Cimminiello


L'altra faccia dell'immigrazione. Potrebbe così definirsi quello che sta accadendo in Campania nella gestione dei flussi migratori, che si manifesta però in una serie di illeciti di vario genere. Una delle vicende recenti più eclatanti ha riguardato una coppia di "sposi" a Torre Del Greco. Italiana (vedova e poverissima) lei, marocchino lui, è stata l'insolita indifferenza manifestata al momento delle pubblicazioni - si trattava precisamente della celebrazione di un'unione civile - a destare sospetti nei poliziotti intervenuti per l'occasione presso l'Ufficio di Stato Civile del comune torrese, fino a far scoprire tutta la verità: la promessa di danaro (poco più di 1.000 euro in tutto) alla donna per contrarre matrimonio, necessario per ottenere l'agognato permesso di soggiorno e perdere lo status di immigrato clandestino. 

La strana freddezza, che certamente non si addice a degli sposi, ha solo caratterizzato e "colorito" una vicenda che però è espressione di una prassi - quella dei matrimoni fasulli con extracomunitari - ormai consolidata da tempo in Campania, al punto di avvalersi di vere e proprie organizzazioni apposite. Senza contare gli altri escamotage inventati e utilizzati nel tempo sempre per il medesimo scopo, e talvolta anche con la compiacenza di dipendenti degli enti locali: si pensi alle attestazioni di false residenze (fenomeno particolarmente diffuso nel Vesuviano) o di falsi rapporti regolari di lavoro

Nonostante iniziative istituzionali finalizzate a permettere sempre più la "normalizzazione" del fenomeno migratorio - come ad esempio il recente protocollo adottato tra Governo e più di 200 Comuni campani per una più equa redistribuzione ed integrazione degli immigrati sul territorio, attraverso progetti come l'utilizzazione gratuita in siti archeologici e l'assunzione in deroga di personale comunale per la gestione del fenomeno - non manca quindi chi "fiuta" l'affare, ma in questo caso approfittando persino della povertà degli italiani stessi, quindi ben al di sotto del più elevato "livello" di attività delinquenziale ad esempio riscontrato con l'indebita percezione ed utilizzazione dei fondi da parte di alcune cooperative: si può ricordare a tal proposito la vicenda giudiziaria che riguardò nel 2015 la cooperativa "Un'ala di riserva", culminata con l'arresto dei suoi vertici, con la contestazione di reati che andavano dalla truffa all'appropriazione indebita. Disperazione, illegalità, omertà, mercimonio: da emergenza a "business" illecito, per l'immigrazione il passo è veramente breve.



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