martedì 20 marzo 2018

Lo scontro con il Governo continua: nuovo sciopero dei docenti universitari

di Antonio Ianuale 

Acque agitate nelle università italiane: dopo il clamoroso sciopero dei docenti universitari nei mesi di settembre/ottobre, sarebbe in programma un nuovo sciopero nella prossima sessione estiva

La vertenza con il Governo sul blocco degli scatti stipendiali dei docenti universitari è ancora senza soluzione, con protagonista il Movimento per la dignità della docenza universitaria che ha proclamato un nuovo sciopero dei docenti. 

I docenti universitari non ritengono soddisfatte le richieste sugli scatti degli stipendi, ma non solo: nelle recriminazioni c’è il mancato stanziamento di fondi da destinare al diritto allo studio, che i docenti stimano intorno agli ottanta milioni di euro, e la richiesta di nuovi concorsi per ricercatori, associati e ordinari. 

Le adesioni sono già fioccate: hanno già dichiarato la loro disponibilità ad aderire allo sciopero, circa 7000 docenti provenienti da 79 università ed enti di ricerca, ma il numero è destinato a salire. "Nella Legge di Stabilità per il 2018 è stata data una soluzione al problema solo parziale e insoddisfacente – ha affermato il portavoce del Movimento, il prof. Carlo Ferraro del Politecnico di Torinonoi non chiediamo aumenti degli stipendi: chiediamo solo che lo sblocco parta non dal 1° gennaio 2016, bensì dal 1° gennaio 2015, e con il riconoscimento giuridico degli anni 2011-2014, come è stato fatto per tutti gli altri dipendenti pubblici. Non chiediamo arretrati per il 2011-2014, sempre come tutti gli altri dipendenti pubblici. Chiediamo inoltre che venga sanata una ingiustizia sugli scatti perpetrata ai danni dei Docenti assunti dopo l’entrata in vigore della legge Gelmini"

Il clima tra università e Governo è teso da tempo, ma anche con i rettori il rapporto non è certo idilliaco: in occasione dello sciopero in autunno il presidente Manfredi, rettore della Federico II, aveva convocato a Roma le sigle sindacali dei docenti e dei ricercatori, per discutere delle regole dello sciopero. I docenti hanno visto questa convocazione come un’ingerenza sebbene il rettore abbia riconosciuto come giuste le rivendicazioni dei docenti. Adesso gli stessi docenti sperano in un appoggio anche da parte dei rettori.

I docenti inoltre, evidenziano la necessità di avere risposte dalla politica, e dal Governo che si andrà a formare: "abbiamo annunciato l'astensione dagli esami con grande anticipo, anche per vedere la risposta dei partiti, impegnati nella campagna elettorale, e misurare l'impegno di questo Governo ed eventualmente di quello che uscirà dalle urne. E abbiamo alzato il tiro: non più solo la questione degli scatti stipendiali fermi da anni, ma anche altre rivendicazioni. A cominciare da quella che riguarda il diritto allo studio degli studenti: siamo l'unico Paese europeo in cui gli studenti risultano "idonei e meritevoli ma senza borsa di studio" perché mancano i soldi. Servono 80 milioni di euro". 

Interessati e preoccupati sono gli studenti che non vogliono avere ripercussioni di questo scontro tra università e governo: l’associazione studentesca LINK – Coordinamento Universitario, sebbene condivida le rivendicazioni del corpo docente, si è mobilitata con un petizione in rete per chiedere il ritiro dello sciopero che danneggerebbe gli studenti in una sessione chiave come quella estiva

Le modalità di sciopero garantiscono comunque gli studenti: infatti è previsto lo slittamento del primo appello della sessione, mentre le altre date saranno rispettate come da calendario accademico. I professori saranno presenti alle sedute di laurea e potranno essere istituiti appelli ad hoc per laureandi, studenti Erasmus e studentesse in gravidanza o con problemi di salute.


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