martedì 20 marzo 2018

Un nuovo strumento contro la violenza: "La Stanza dell'ascolto"

di Antonio Cimminiello

Le statistiche parlano chiaro. Le persone vittime di violenza, in particolare le donne e i minori vittime di abusi, non denunciano abbastanza. Ma tra le varie cause di un atteggiamento del genere - oltre alla paura o ad una "preventiva" sfiducia nei confronti delle Autorità - alle volte può annidarsi anche l'assenza di quelle condizioni, si "materiali" ma davvero idonee a permettere alla vittima di confidare tutto nella necessaria serenità e sostegno. 

Il Comune di Napoli sembra aver colto questa problematica e ha così creato la "Stanza dell'Ascolto", iniziativa che ha visto in prima linea l'Assessore alla Sicurezza Urbana e Polizia Locale Alessandra Clemente. Di che cosa si tratta esattamente? Si è proceduto all'inaugurazione di un apposito spazio, situato in Via Alessandro Poerio, destinato all'accoglienza delle donne vittime di violenza di genere e stalking nonchè dei minori vittime di abusi

L'aspetto più interessante della "Stanza dell'Ascolto" sta nella presenza di sistemi tecnologici sofisticati, che serviranno a garantire la migliore rilevazione dei colloqui, e cioè una "confessione" meno traumatica possibile. A tal fine, l'ambiente è infatti dotato di una "control room", dotata di microfono e telecamera ed adiacente ad altra stanza dove si svolge il colloquio; le due stanze sono divise da uno specchio unidirezionale, che permetterà di ascoltare senza essere visti

La "Stanza dell'Ascolto" così, oltre a rappresentare un felice esempio di recupero e rifunzionalizzazione di immobili comunali prima inutilizzati o addirittura fatiscenti, costituisce anche il tentativo di mettere insieme "...accoglienza, professionalità umanità e la risposta ad un'esigenza di giustizia, perchè qui si possono raccogliere testimonianze che possono essere decisive per i processi", come ha avuto modo di sottolineare in occasione dell'inaugurazione dello spazio - e anche forte della sua esperienza di ex magistrato - il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris

Continuano e si moltiplicano quindi i progetti, provenienti da più istituzioni, volti a contrastare in ogni aspetto la violenza sui più deboli. Vale la pena a tal proposito ricordare il "Progetto Mimosa", l'iniziativa nata a Napoli 4 anni fa ad opera dell'Associazione "Farmaciste insieme": l'intento è quello di superare la visione tradizionale della farmacia, "trasformandola" in un vero e proprio sportello con cui garantire supporto ed informazioni alle vittime di violenza, andando ben oltre la semplice vendita di medicinali. A riprova della bontà di tale progetto, c'è da segnalare una sempre crescente adesione ad esso in tutta Italia, che continua a protrarsi ancora oggi, come testimoniato dalla presentazione del progetto proprio in questi giorni presso la sede di Federfarma Verona.



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