mercoledì 18 aprile 2018

Napoli: al via il bando per la "rinascita" della Biblioteca dei Girolamini

di Antonio Cimminiello 

Il Complesso dei Girolamini 
Una ferita aperta nel cuore della cultura partenopea si avvia, forse, alla sua rimarginazione. La Biblioteca dei Girolamini, parte integrante dell'omonimo complesso monumentale partenopeo risalente alla fine del XVI secolo, sarà infatti oggetto di un'iniziativa di restyling che proprio in questi giorni ha il suo avvio, con la pubblicazione del bando e lo stanziamento ad hoc di 6, 3 milioni di euro

Fino ai primi del Maggio prossimo le ditte interessate potranno così avanzare la loro offerta nell'ambito di un progetto a tutto tondo, che non si limiterà al semplice restauro dei locali che ospitano quasi 160.000 volumi dal valore storico-culturale inestimabile. 

Nell'ottica della creazione di un museo "al passo dei tempi", si prevede infatti anche la realizzazione di infrastrutture in grado di garantire ai visitatori la migliore fruizione possibile di tale bene (in tal senso si pone la scelta ad esempio di realizzare un sistema adeguato di climatizzazione), anche attraverso la realizzazione di nuovi spazi quali ludoteca e bookshop

L'esecuzione del progetto si accompagnerà all'attività -già in corso- di recupero, analisi e digitalizzazione di codici antichi, sotto la direzione del Docente di Filologia all'Università "Federico II" Andrea Mazzucchi. I tempi previsti per tale restyling sono pari a circa 630 giorni, sperando ovviamente di non incorrere nelle solite pastoie burocratiche che in città hanno già bloccato il completamento di opere centrali anche in ambito non prettamente culturale. 

Quello che a prima vista può sembrare semplicemente il tentativo di "resuscitare" uno dei tanti beni culturali di cui è disseminata Napoli in realtà assume un valore altamente significativo, alla luce della triste vicenda giudiziaria che ha interessato la Biblioteca dei Girolamini negli ultimi anni. La magistratura partenopea infatti scoprì un vero e proprio "saccheggio" compiuto nel tempo a danno della Biblioteca: la sottrazione di ben 4000 volumi, per la precisione, che in alcuni casi ha persino portato alla perdita irrimediabile di opere storiche mai più ritrovate o restituite. 

Per questa vicenda giudiziaria - che non può neanche considerarsi conclusa, visto l'attuale pendenza di sequestri su alcuni locali - è intervenuta la condanna a 7 anni di reclusione dell'ex direttore Marino Massimo De Caro ed anche il coinvolgimento del politico Marcello Dell'Utri. Anche per questi motivi la "rinascita" della Biblioteca dei Girolamini assume un particolare significato: il tentativo di "rimediare" agli errori dell'uomo, lì dove non ha creato danno nemmeno il passaggio inesorabile del tempo.


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