mercoledì 18 aprile 2018

Tavolini a Chiaia: primo stop per il Comune di Napoli

di Antonio Cimminiello 

Ci mancava solo l'intervento della Magistratura a rendere ancora più accesa una situazione già di per sè esplosiva. E l'intervento non si è fatto attendere: la Settima Sezione del Tar Campania ha sospeso il provvedimento con il quale il Comune di Napoli ad inizio anno aveva provveduto all'annullamento della concessione di suolo pubblico rilasciata originariamente al locale "H2No", situato in Via Bisignano, nel cuore della movida di Chiaia. Al di là delle ragioni giuridiche alla base della scelta del TAR -che ha ravvisato il pregiudizio grave, irreparabile ed attuale derivante sul piano economico dalla scelta amministrativa del Comune partenopeo- questa decisione porta inevitabilmente ad inasprire il braccio di ferro tra l'ente di Palazzo San Giacomo e i titolari dei noti "baretti" (tenuto conto che analogo ricorso è stato presentato da più titolari ed è solo in attesa di decisione) segnando un primo punto a favore di questi ultimi, anche se con riferimento ad una questione specifica, e cioè la possibilità di mettere i propri tavolini sul suolo pubblico.

A dire il vero, fin dal 2016 si sono susseguiti una serie di avvisi, provenienti dallo Sportello Unico per le Attività Produttive, che di volta in volta hanno impartito diverse direttive, al punto da creare una vera e propria confusione sulla collocazione dei famigerati tavolini (dalla collocazione tra paletti e marciapiede fino a quella imposta esclusivamente sul marciapiede stesso), nella quale i titolari degli esercizi commerciali interessati non sono riusciti ad adeguarsi, provocando così la scelta comunale di annullare le concessioni stesse, scelta come visto bocciata -per ora- dal TAR Campania, seppur limitatamente ad un solo caso.

Da tempo però l'impressione che si percepisce in tal contesto è quella di uno scenario da "tutti contro tutti". Da un lato c'è il Comune, impegnato nella regolamentazione della movida soprattutto al fine di assicurare a Chiaia l'ordine pubblico, alla luce dei pericolosi episodi di violenza che proprio qui si sono susseguiti culminando addirittura in una sparatoria tra la gente; dall'altro lato i titolari dei baretti, alla ricerca di una soluzione non drastica, e cioè tale da non pregiudicare pesantemente ed indebitamente i propri interessi economici; dall'altro lato ancora ci sono i cittadini residenti a Chiaia, ormai esasperati da rumori e atteggiamenti molesti provenienti dalla movida ed ai quali talvolta hanno cercato di porre fine con mezzi non proprio ortodossi (come il lancio di vasi da fiori).

L'ordinanza "Movida sicura", adottata nel Novembre 2017 dal Comune proprio per porre fine ad ogni problema, nei fatti viene continuamente disattesa, e purtroppo da più locali, come conferma l'elevato numero di verbali emessi a loro danno per tale motivo dalla Polizia Municipale. E la citata decisione del TAR non sembra, almeno apparentemente, in grado di contribuire a placare gli animi.


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