mercoledì 18 aprile 2018

Universiadi a Napoli sempre più a rischio e i tempi stringono

di Antonio Ianuale 

Da vetrina a livello internazionale a clamoroso boomerang mediatico: questo è il concreto rischio delle Universiadi a Napoli. Il 5 marzo del 2016 Napoli vinceva l’assegnazione della prestigiosa manifestazione in collaborazione con il Governo, il Coni, il CUSI (Centro Universitario Sportivo Italiano). Le Universiadi sono una manifestazione sportiva multidisciplinare rivolta ad atleti universitari provenienti da ogni parte del mondo, seconda solo ai Giochi Olimpici per importanza e numero di partecipanti. 

Il termine “Universiade” è il risultato della combinazione tra le parole “università” e “Olimpiade”, e racchiude in sé uno dei concetti alla base di ogni forma di sport: l’universalità. Sono attesi giovani atleti da 170 paesi in tutto il mondo, con un personale necessario che si aggira sui 300 addetti, di cui l’80% volontari. Le strutture che ospiteranno le competizioni devono essere ristrutturate, messe a norma, ma i bandi non sono ancora partiti

Proprio su queste criticità è intervenuto il Prefetto e Commissario straordinario per le Universiadi, Luisa Latella che ha lanciato l’allarme sullo stato dei lavori, ancora in ritardo: “Tra luglio e agosto di quest'anno - ha spiegato il Commissario - è stato fissato il termine ultimo per stabilire se la manifestazione si farà o meno, dal punto di vista della tempistica dei lavori, ferma restando la potestà autonoma della Fisu di decidere in tal senso anche prima”. Tra le strutture da monitorare vi sono il Palavesuvio, la piscina Scandone, lo Stadio San Paolo, il Palabarbuto: l’intervento più oneroso è quello per la ristrutturazione del Palavesuvio di Ponticelli che ospiterà le gare di ginnastica ritmica e verrà ristrutturato per un importo di 6,3 milioni di euro tra riqualificazione delle palestre (1,94 milioni) e interventi di riqualificazione dell’indoor (4,37 milioni). 

A seguire la piscina Scandone che tra la ristrutturazione della struttura esistente (3,77 milioni) e la costruzione di una nuova piscina esterna (2,35 milioni) costerà 6,1 milioni di euro, mentre lo Stadio San Paolo prevede lavori per 4,44 milioni tra impianti di illuminazione e costruzione di una nuova pista di atletica. Te milioni costerà la riqualificazione del Paladennerlein del quartiere periferico di Barra, mentre per gli altri interventi siamo intorno al milione di euro ognuno per Palabarbuto, stadio Caduti di Brema, stadio Ascarelli, stadio San Pietro a Patierno, Polifunzionale di Soccavo, parco Virgiliano e tennis sul lungomare. 

Non si sono fatte attendere le repliche dalle autorità politiche che hanno mostrato ottimismo e spirito di collaborazione. E proprio il Governatore Vincenzo De Luca ha puntualizzato: “sulle Universiadi siamo pienamente impegnati nel dare il nostro contributo”. L’ex sindaco di Salerno ha poi fatto accenno ai tempi stretti e alla disponibilità a collaborare con il commissario: “la struttura commissariale serviva e serve per accelerare le procedure avviate. Tempi e procedure restano le priorità. Saremo vicini al Commissario e, come abbiamo sempre fatto, manteniamo ogni forma di collaborazione utile per concludere il percorso che porterà Napoli e la Campania alle Universiadi”. 

L’Assessore allo Sport del Comune di Napoli, Ciro Borriello, ha mostrato ottimismo per l’organizzazione della manifestazione: “i lavori da eseguire riguardano la sicurezza e saranno completati. Ci sono criticità, ma è esagerato mettere a rischio una manifestazione del genere a Napoli. Le criticità ci sono, ma noi ci crediamo e tutti lavoriamo affinché le Universiadi si facciano”. I tempi sono stretti, nei prossimi mesi si dovrà recuperare il tempo perduto, accelerando sugli impianti in vista di agosto quando ci sarà il confronto decisivo con il Commissario straordinario e la Federazione Internazionale Sport Universitari.


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