venerdì 25 maggio 2018

Tirocini: nuovo regolamento per la Campania

di Noemi Colicchio

Buone nuove nel mese di Maggio per tutti i tirocinanti e aspiranti tali in Campania: è stato infatti approvato il nuovo Regolamento sui Tirocini in sostituzione di quello varato nell’ormai lontano 2013. 

Lo Stato italiano si era già ampiamente espresso riguardo la faccenda, ma si sa che le norme di recepimento da parte delle Pubbliche Amministrazioni hanno tempi lunghi, voluti soprattutto dalle caratteristiche dell’impianto a cascata dei pubblici uffici: la gestione gerarchica dei compiti, vista dal basso verso l’alto o viceversa, resta un elefante che - dalla nascita degli apparati della burocrazia italiana - ha sempre fatto fatica a muoversi con agilità. 

Tutto ciò è più che comprensibile se si pensa che il recepimento di una norma generica comporta a sua volta la regolamentazione dei cavilli pratici, di per sé ovviamente incapaci di gestire ogni singola fattispecie. Dunque, ci limiteremo a fornire al lettore interessato una infarinatura generale riguardo la nuova normativa circa i tirocini attraverso le parole di Sonia Palmeri, l’Assessore regionale al lavoro della Campania: “abbiamo recepito le nuove linee guida nazionali, ma le abbiamo contestualizzate alle esigenze formative e occupazionali della nostra Regione”. In totale contiamo 8 grandi modifiche, tra cui la principale riguarda gli stessi destinatari del Regolamento: “innanzitutto i destinatari, che non sono più e solo disoccupati e svantaggiati – spiega – ma anche lavoratori beneficiari di strumenti di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro, così come previsto dal D. Lgs n. 150/2015. I lavoratori a rischio di disoccupazione, ovvero lavoratori in forza presso aziende con unità operative ubicate in Campania interessati da provvedimenti di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (Cigs) per crisi aziendale, Cigs per procedure concorsuali o per cessazione attività, Cigs per riconversione aziendale, ristrutturazione e riorganizzazione o Cassa Integrazione Guadagni (Cig) in deroga e lavoratori di imprese che aderiscono ai contratti di solidarietà. Per quanto riguarda il computo dell’organico: inseriti i lavoratori in somministrazione presenti in azienda nel computo totale sui tirocini attivabili contemporaneamente. È stata omogeneizzata la durata massima in 12 mesi per tutte le tipologie di tirocinante tranne che per i disabili, per i quali il tirocinio può durare fino a 24 mesi”.

L'Assessore Sonia Palmeri
Beh, qualche rigo fa accennavamo alle “buone nuove” ed è qui il buono: è previsto l’aumento dell’importo minimo dell’indennità mensile, da 400 euro previsti nel Regolamento 7/2013 a 500 euro. Durante il periodo estivo, gli studenti potranno effettuare tirocini dai 14 ai 45 giorni, tra i quali grande importanza è stata data a quelli finalizzati all’inclusione sociale. 

E ancora, Palmeri: “il nuovo regolamento inoltre per le imprese virtuose che abbiano assunto nel biennio precedente i tirocinanti ospitati ha previsto una deroga al limite numerico in caso di richiesta di nuovi tirocini. Saranno intensificati i controlli ed esplicitate le sanzioni per ogni forma di abuso dello strumento dei tirocini ed è infine previsto il ”giudizio” dello stageur al termine della sua esperienza, al fine di monitorare la capacità formativa e di accoglienza delle aziende ospitanti. Con questo Regolamento abbiamo, quindi, dotato il territorio di una norma forte e adatta al contesto. Vigileremo affinché il mercato risponda in modo veloce e agile al nuovo impianto normativo avendo sviluppato una previsione di utilizzo del tirocinio a maggior tutela del cittadino, nell’ottica della prevenzione da ogni abuso, ma nel contempo diretta a costituire un volano di opportunità occupazionali”.


L’istruzione migliora le capacità cognitive

di Teresa Uomo 

Il cervello è come un muscolo: se ci alleniamo, diventa più forte; se lo trascuriamo, si riduce. Le sue parti raggiungono il picco di maturazione a diverse età. Alcune si mantengono ad un dato livello per diversi anni o decenni, mentre altre abilità sono al massimo a vent’anni, ed altre ancora migliorano persino a settant’anni. Ciò mostra sempre più che l’intelligenza comprende funzioni molto differenti ed in costante e continua evoluzione. 

Ogni anno in più trascorso a studiare è visto come un investimento – oltre che per una futura carriera professionale – anche per il funzionamento del cervello. I ricercatori dell’Università della California di Berkeley hanno preso in esame un campione di 196 mila individui di età compresa tra 15 e 16 anni, iscritti ai giochi online di Lumosity. Da ciò risulta che ogni anno di studio migliora il funzionamento del cervello. 

Silvia Bunge – docente di psicologia dello sviluppo dell’Università di Berkeley – spiega che più anni di istruzione mantengono più a lungo un buon livello cognitivo e mantengono alto un buon livello di apprendimento lungo tutto il corso della vita. Dunque, studiare di più sarebbe un beneficio per le capacità cognitive anche a lungo termine

Un’ulteriore verifica è stata poi effettuata con un secondo test cui sono stati sottoposti 70 mila soggetti del campione iniziale. È stato riscontrato che la maggior istruzione è associata ad una lieve superiorità nell'apprendere compiti nuovi, come quelli dei test online. Più alto è il livello di istruzione, maggiore è il miglioramento tra il primo e il secondo test, anche se il punteggio di partenza è già più alto. 

Secondo la dottoressa Silvia Bunge, un adulto che si rimette a studiare con dedizione e con passione, anche se per un breve periodo di tempo, può ancora cambiare il proprio cervello. Ecco perché la scuola è fondamentale non solo per il trasferimento di nozioni, ma anche per evitare un regresso cognitivo. 

Il nostro cervello trae enormi benefici dallo studio. Per tenere in forma e in salute la mente bisogna allenarla, soprattutto volendo migliorare il proprio livello di istruzione e quello culturale. Studiare tuttavia si rivela un’attività fondamentale per mantenere giovani i nostri neuroni. Un individuo maggiormente scolarizzato e maggiormente istruito è in grado di creare una sorta di riserva cognitiva che protegge il cervello dai danni causati dai processi legati all’invecchiamento. Insomma, studiare aiuta a mantenere il cervello giovane ed attivo e tiene lontane patologie dell’apparato cerebrale

Studiare è un vero toccasana per la nostra mente, perché, oltre ad ampliare le conoscenze individuali, permette di esercitare abilità fondamentali del nostro cervello, abilità importanti per mantenerlo attivo. 


La notte bianca della legalità

di Marcello de Angelis 

Notti piene, notti vuote. 

Notti di paure,di sofferenze. 

Notti di ”stese”, notti di crimini e di solitudini. 

E poi ci sono notti in cui la fiamma della speranza si accende. permettendo di intravvedere scampoli di limpido attraverso il buio della nostra quotidianità, come è accaduto lo scorso 5 maggio quando ha avuto luogo la cosiddetta “Notte Bianca della Legalità”, iniziativa tornata per il quarto anno consecutivo, promossa e sostenuta dall’Associazione Nazionale Magistrati, in collaborazione col Ministero dell’Istruzione insieme agli Ordini Forensi e alle Forze dell’ordine
Quest’anno la manifestazione si è svolta contemporaneamente in quattro città dove è tristemente nota la presenza di una dilagante criminalità organizzata come Roma, Palermo, Napoli e Genova, splendido capoluogo ligure dove purtroppo è sempre maggiore l’infiltrazione della mafia calabrese. Quattro luoghi simbolo che hanno aperto le porte dei loro Palazzi di Giustizia per accogliere oltre 1200 studenti delle scuole superiori con lo scopo di coinvolgerli in tematiche che hanno come unico comune denominatore il contrasto alla criminalità, elemento cardine di una società evoluta e libera. 

Gli incontri, moderati da relatori altamente qualificati, si sono svolti in cornici d’eccezione rappresentate dalle vere aule dei Tribunali, alla presenza di personaggi noti del mondo della politica, dello spettacolo, dello sport e del giornalismo. 

Abbiamo il compito di veicolare ai nostri ragazzi, ai nostri studenti i messaggi di legalità e giustizia, perchè sono principi non lontani da loro che appartengono a tutti e che dobbiamo coltivare quotidianamente. Questo è il significato dell'apertura ai ragazzi dei Tribunali in alcune città italiane”, così il Presidente dell'Anm, Francesco Minisci, ha introdotto l’evento "l'illegalità e la violazione delle regole hanno una sola conseguenza: la chiusura delle porte del futuro. Noi dobbiamo formare in un percorso comune, insieme alla scuola e ai genitori, le generazioni future, alle quali ci apprestiamo a consegnare le chiavi".

La lunga giornata degli studenti campani è iniziata intorno alle 15 quando, indossando le maglie con la scritta "Portatore sano di Legalità", hanno fatto il loro ingresso nel Palazzo di Giustizia al Centro Direzionale dove hanno ascoltato una descrizione dei momenti salienti in cui si articolano le varie fasi di un’udienza, addirittura assistendo alla simulazione di un processo. Successivamente il gruppo si è spostato nella imponente Sala Auditorium. Ad attenderli il coro giovanile del Teatro San Carlo, diretto dal maestro Carlo Morelli, che ha dato loro il benvenuto con il calore delle più belle canzoni della tradizione napoletana, cui han fatto seguito gli indirizzi di saluto delle autorità che hanno portato un comune messaggio basato sull’immenso valore dello studio e della preparazione, perché “dove c’è cultura c’è libertà, dove c’è ignoranza c’ è schiavitù”

Sono iniziate poi le quattro tavole rotonde su temi delicati e all’ordine del giorno: 1) corruzione, con gli interventi di Raffaele Cantone, presidente Anac, secondo cui “Bisogna far capire ai ragazzi che la guerra contro la criminalità è una strada lunga ma percorribile. La corruzione è un danno per tutti soprattutto per i ragazzi perché un furto di futuro è un furto di democrazia. E sono proprio loro a pagare”; 2) criminalità, tema trattato da Federico de Raho, procuratore nazionale Antimafia "I ragazzi, già adesso, hanno una maturità che consente di capire da quale parte bisogna schierarsi e soprattutto la necessità di assumere un contegno fermo nei confronti di chi non rispetta le regole". Argomento arricchito dalla visione, nella Sala Arengario della mostra fotografica “Gli Invisibili, ammazzati dalla mafia e dall’indifferenza” presentata dall’associazione Coartega della dottoressa Lavinia Caminiti; 3) bullismo e cyber bullismo a cura della Polizia Postale di Napoli; 4) sport e legalità, con il Maestro judoka Gianni Maddaloni e la presenza del calciatore azzurro Kalidou Koulibaly e dell’attore Alessandro Siani. Volti familiari ed amati attraverso cui è più facile instillare e far giungere nel modo più semplice e diretto messaggi di giustizia. 

“La Notte Bianca della Legalità” è stata fondamentale anche per aver fatto scoprire agli studenti l’enorme rilievo rivestito e rappresentato dalla professione forense, così come sottolineato da Maurizio Bianco, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Napoli: “Nel caso del nostro distretto tale rilievo si accompagna ai percorsi comuni che da tempo realizziamo con la magistratura: solo a titolo di esempio, noi siamo presenti ai giuramenti di nuovi giudici, e altrettanto fanno loro quando giurano nuovi avvocati. In un evento come questo, i ragazzi avranno di sicuro colto nella nostra professione non solo un modello a cui aspirare ma anche una figura sociale chiave in quanto padrona delle situazioni che generano conflitti sociali, non soltanto contenziosi di tipo giudiziario: e io credo che questo agli occhi di un giovane possa significare molto”. 

Parole che devono essere recepite come preziosi semi “piantati” nell’immaginario di giovani virgulti con la speranza che, col tempo, “germoglino” in splendidi fiori profumati di onestà per notti un po’ più ricche di cultura e legalità e un po’ più povere di ignoranza e violenza

"Oltre la violenza": un aiuto al di là dei pregiudizi

di Antonio Cimminiello

Se c'è violenza, chi sono le vere vittime? Una domanda del genere, soprattutto di questi tempi, può apparire senza senso, se non addirittura provocatoria. E invece proprio questa domanda può suscitare una riflessione in grado di portare ad una migliore comprensione della recente iniziativa adottata dall'Asl Napoli1. Si tratta dell'apertura dello sportello "Oltre la violenza", presso la sede del’Unità Operativa di Psicologia Clinica in Piazza Nazionale. Lo sportello è destinato all'ascolto ed al sostegno di uomini "violenti". 

Precisamente, allo sportello possono rivolgersi sia gli uomini che sono stati effettivamente responsabili di atti di violenza e maltrattamenti, sia coloro che pur non arrivando ancora a tali condotte manifestano incapacità ad intrattenere con le donne rapporti privi di conflittualità e risvolti aggressivi, nell'ottica di un aiuto per certi aspetti tanto più utile quanto preventivo. 

Sul piano prettamente tecnico, si mira ad assicurare un aiuto "personalizzato",e quindi sicuramente più efficace, in primo luogo grazie alla disponibilità di un team non formato esclusivamente da psicologi, senza dimenticare la preziosa collaborazione volontaria di realtà quali l'Associazione di promozione sociale "Pensare Più" e l'Ente di ricerca "Anima"

"Oltre la violenza" però consente anche la definizione, volta per volta, di un apposito percorso di sostegno e supporto che potrà arricchirsi delle più varie iniziative, quindi non predeterminato o uguale per tutti, nè limitato ai soli colloqui individuali.

 L'apertura dello sportello "Oltre la violenza" testimonia l'adozione, da parte degli enti competenti, di un nuovo approccio nel trattare quella vera e propria emergenza che in Italia ormai ha il nome di "violenza di genere". Un approccio che si traduce nell'esame della problematica a tutto tondo, che va anche oltre quello che può anche tradursi in un pregiudizio, e cioè considerare l'uomo violento "sempre e solo" colpevole, mai meritevole di sostegno e possibilità di recupero, anche se ha espressamente manifestato la sincera volontà di cambiare

E' chiaro che un atto di violenza sia sempre da punire, ma iniziative come "Oltre la violenza" possono senza dubbio contribuire a sconfiggere un fenomeno sempre più dilagante nella nostra realtà sociale, e cioè la diffusione di una vera e propria "cultura della violenza" ( di cui la violenza di genere non è altro che espressione) in grado, ove non arginata, di far apparire, soprattutto ai più giovani, l'atteggiamento violento ed aggressivo quale condotta "normale", o comunque tale da poter essere adottata tranquillamente, soprattutto nei confronti dei più deboli e delle donne. 


Nasce in Campania il Comitato per la lotta al Bullismo

di Luigi Rinaldi

Il bullismo è un fenomeno che, nel corso degli anni, ha acquisito dimensioni sempre più preoccupanti. Nei telegiornali e sulle pagine dei quotidiani è diventata ormai una consuetudine sentir parlare di azioni violente e intimidatorie esercitate da un bullo, o un gruppo di bulli, su una vittima. Le azioni spesso si concretizzano in molestie verbali, aggressioni fisiche, persecuzioni, generalmente attuate in ambiente scolastico. Oggi la tecnologia consente ai bulli di infiltrarsi nelle case delle vittime, di materializzarsi in ogni momento della loro vita, perseguitandole con messaggi, immagini, video offensivi inviati tramite smartphone o pubblicati sui siti web tramite internet. Il bullismo diventa così cyber-bullismo

Proprio con l’obiettivo di contrastare le discriminazioni e tutelare l’integrità psico - fisica di bambini e giovani, anche nell'utilizzo della rete e degli strumenti informatici, la Regione Campania, in ossequio alla Legge Regionale n.11 del 22 maggio 2017, ha istituito il Comitato Regionale per la lotta al bullismo ed al cyber-bullismo

Presidente del Comitato sarà l’Assessore alla Formazione alle Pari Opportunità, Chiara Marciani, su delega del Governatore De Luca. Il Comitato si occuperà, innanzitutto, di raccogliere e aggiornare i dati provenienti dalle diverse aree del territorio regionale, in modo da circoscrivere la portata del fenomeno. 

Tracciata una mappatura, l’obiettivo è di contrastare e prevenire questa sconcertante realtà, promuovendo forme di collaborazione con gli enti statali e locali e con le istituzioni nonché favorendo iniziative e convenzioni tra le scuole e le Aziende Sanitarie Locali. Con il Comitato saranno avviate iniziative sinergiche e sarà messo in rete il lavoro già avviato per coinvolgere tutto il territorio regionale ed ottenere risultati più efficaci. 

Scuole, famiglie, associazioni e istituzioni sono determinanti nella diffusione di un atteggiamento anche culturale che educhi al rispetto dell’altro e della diversità, al senso della comunità e della responsabilità collettiva. Di fondamentale importanza sarà il lavoro degli operatori presenti sul territorio al fine di diffondere su vasta scala la conoscenza delle norme che disciplinano i comportamenti e la sicurezza in rete. 

Gli esperti in materia concordano, infatti, nell'evidenziare le enormi difficoltà a riconoscere le forme di bullismo che si sviluppano nel web. L’auspicio è che il Comitato Regionale possa tradursi in un vero strumento per diffondere la cultura della legalità e combattere episodi di violenza o di sopruso verso ragazzi considerati bersagli facili o incapaci di difendersi. 

La Siria attraverso gli occhi di Rosanna Sirignano

di Fiorenza Basso 

È un libro che racconta storie di autentica e dolorosa bellezza, testimonianze di grandi speranze e profondi dolori, quello di Rosanna Sirignano, intitolato La mia Siria: l’umanità che resiste, edito da Villaggio Maori

Da sempre sostenitrice del dialogo e della conoscenza dell’altro e attraverso l’altro, organizzatrice di diversi eventi sulla Siria e collaboratrice con alcune associazioni sul territorio campano, Rosanna Sirignano è una dottoranda in Studi Islamici presso l’università di Heidelberg. È originaria di Avellino, paese dove attualmente vive, dopo aver trascorso quattro anni in Germania e aver studiato per brevi periodi in Tunisia, Palestina e Siria dove nel 2010 si è convertita all’Islam. 

Il suo primo libro nasce inconsapevolmente nel 2013, poco dopo il suo trasferimento in Germania, quando decide di aprire il blog La mia Siria, attraverso il quale continua ad essere vicina, in modo diverso da come lo era quando era in Italia, alla Siria e ad informare il popolo della rete riguardo gli avvenimenti in territorio siriano. Il suo blog, diventa così un diario di ricordi, di emozioni e di profumi a cui partecipa chiunque abbia un legame con il paese e con la sua gente. 

Sebbene abbia vissuto un periodo lontano dalla sua martoriata terra, non informandosi su ciò che accadeva, la Siria, come il grande amore, l’ha cercata, riponendo il suo incontro nelle testimonianze di ragazzi siriani incrociati in Germania, nelle attività ludiche con bambini siriani presso un’associazione di volontariato ad Heidelberg. 

Il suo blog si trasforma in libro quando la casa editrice Villaggio Maori, le propone di raccogliere tutte le storie, le testimonianze e i ricordi vissuti e ascoltati in un libro. La sua esperienza è il fil rouge che lega le diverse interviste condotte nel 2017. 

Non è un libro che tratta di geopolitica del paese, come la scrittrice stessa scrive nell'introduzione, bensì è un raccoglitore di ricordi di vita quotidiana, sradicati a causa del regime, di storie che toccano con delicatezza il cuore, di viaggi che possono cambiare l’esistenza, proprio come è accaduto all’autrice. Sono parole, quelle scritte da Rosanna Sirignano, che descrivono chi lotta pacificamente per il riconoscimento dei propri diritti e restituiscono dignità e umanità ad un paese dilaniato dal dolore di un conflitto che non accenna a finire. 

L’eco delle parole di questo libro lenisce la nostalgia di chi ha vissuto per brevi periodi nei Paesi del Vicino Oriente e suscita curiosità in chi non l’ha ancora visitato.


Teatro Stabile di Napoli: il programma della stagione 2018/2019

di Antonio Ianuale 

Luca de Fusco
Presentata la nuova stagione teatrale del Teatro Stabile di Napoli presieduto da Filippo Patroni Griffi e diretto da Luca De Fusco: l’headline Tutto il teatro che vuoi è la sintesi di un’offerta culturale che spazia tra i tantissimi campi di interesse della drammaturgia italiana e internazionale. Saranno oltre venti gli spettacoli in programma, in scena al Teatro Mercadante e al San Ferdinando a cui si aggiungono le nuove proposte della Sala Ridotto del Mercadante. 

Sul palco del prestigioso teatro, riconfermato Teatro Nazionale, si alterneranno volti noti della drammaturgia come Mariano Rigillo, Cristina Donadio, Luca Barbareschi, Lunetta Savino, Gabriele Lavia, Ficarra e Picone e tanti altri, mentre alla regia, oltre al direttore Luca Fusco nomi del calibro di Robert Wilson, Luca Barbareschi, Andrey Moguchy, Carlo Cecchi per un programma che metterà in scena le diverse sensibilità di generazioni differenti. 

Presenti, infatti, testi della tradizione partenopea ma anche testi dal largo respiro internazionale che sono divenuti ormai patrimonio della drammaturgia. La stagione inizierà il 24 ottobre 2018 al Teatro Mercadante con Salomè di Oscar Wilde con la regia di Luca De Fusco. 

Ficarra e Picone porteranno in scena al teatro San Ferdinando le Rane del commediografo greco Aristofane, che ha già ottenuto un grande successo al Teatro Greco di Siracusa lo scorso anno. Pirandello, Goldoni, Checov, Ibsen, Molière, sono solo alcuni nomi della storia del teatro che vedremo nella prossima stagione teatrale dello Stabile. 

Un’offerta che non poteva non comprendere la drammaturgia di casa nostra: in programma al Teatro San Ferdinando, dal 7 al 17 febbraio c’è Assunta Spina di Salvatore Di Giacomo, con la regia affidata a Pino Carbone

Dal 26 aprile al 5 maggio, al Teatro San Ferdinando va in scena Medea di Portamedina di Francesco Mastriani con la regia di Laura Angiulli

La grande e completa offerta è stata rimarcata con orgoglio dal direttore Luca De Fusco che ha chiosato: «abbiamo cercato di far coincidere la riconferma a Teatro Nazionale con un cartellone particolarmente gioioso. Uso questo termine non perché presentiamo solo spettacoli divertenti: sarebbe contrario alla stessa filosofia di un teatro pubblico. La gioia di cui parlo è quella dell’amore per il teatro, perché in questa stagione non c’è genere teatrale o linguaggio scenico che venga trascurato». 

A tal proposito dal 9 al 17 marzo spazio alla rassegna stabiledanza, dedicata alla danza contemporanea, con lo spettacolo Carmen(s), con coreografia, scenografia e video di José Montalvo

Dal 14 al 17 marzo al Ridotto la Compagnia Movimento Danza presenta Il Luogo Del Paradosso con le coreografie di Gabriella Stazio. Lo spettacolo è inoltre coprodotto dal Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale.




Da Torino a Bari: niente minigonne e pantaloni bassi a scuola

di Noemi Colicchio 

È bufera mediatica a Torino contro una Preside che dà il via ad una crociata contro minigonne e pantaloni a vita bassissima in due scuole medie di Moncalieri. La domanda è semplice, se sia consono o meno l’abbigliamento di ragazzine e ragazzini che varcano il portone di scuola con gonne molto corte, jeans che lasciano vedere gli slip e trucco pesante, come quello scelto per le uscite con amici, magari per far colpo su qualche bel giovanotto al sabato sera. 

Il giudizio passa ai genitori, che interpellati con un sondaggio Facebook dal titolo "Chi sarebbe d’accordo nel vietare canotte, shorts e minigonne cortissime a scuola? Si deve favorire la consapevolezza che ogni luogo ha il proprio codice di comportamento e di abbigliamento, insegnando un minimo di rispetto e di buon gusto. Ovviamente mi riferisco anche ai jeans a vita bassa che mostrano le mutande", si mostrano d’accordo con la Preside. 

Con ogni probabilità, in questi giorni se ne starà discutendo in Consiglio di Istituto e nessuna decisione è stata ancora presa, ma la ribellione è dietro l’angolo: si parla di repressione della libertà, nessuna possibilità di esprimersi come meglio si crede proprio in quell’età così delicata in cui si forma la vera tempra di ogni individuo. E non si pensa invece a quanto bene faccia imparare, proprio in quegli anni in cui si forma la vera coscienza sociale di ogni individuo, ad adeguarsi al contesto. Sì, adeguarsi, che non vuol dire appiattirsi o piegare la propria personalità alle regole della società, ma capire come non essere fuori luogo. E quanto è importante questo, quando finita la scuola media o le superiori, ci si ritrova di fronte ad un Professore universitario o, peggio ancora, davanti ad un esaminatore che deve scegliere tra te e altre centinaia e centinaia di ragazzi per quel singolo posto di lavoro? 

Valeria Fantino, la Preside delle due scuole medie dell’istituto comprensivo Centro Storico di Moncalieri, nella prima cintura di Torino, afferma: "nelle scuole medie i ragazzi cominciano a capire come funzionano certi meccanismi e noi tutti siamo responsabili della loro formazione ed educazione, tra queste cose c’è anche l’importanza di capire che ogni luogo ha una forma da rispettare. Se oggi vengono a scuola con i pantaloni strappati o le minigonne, domani non capiranno che ad un colloquio di lavoro o in un ufficio ci si deve presentare indossando un abbigliamento opportuno". 

Nulla di proibitivo: qui non siamo nel Medioevo. La Preside è stra-sicura che la sua proposta sarà presa con serenità e non considerata retrograda da allievi e genitori, ma non sempre le cose vanno così. "Non credo, visto che tantissimi genitori sono d’accordo con me ho fatto appositamente il sondaggio su Facebook per avere un primo polso delle reazioni. Una madre mi ha detto chiaramente che sua figlia verrà a scuola truccata, perché lei le dà il permesso. Pazienza. Le scelte educative aiutano i ragazzi a crescere e a rispettare le istituzioni". Buona idea anche quella di "invitare uno stilista a scuola, che racconti come ci si possa abbigliare in maniera alternativa, anche in rapporto alla propria corporatura e viso. Un professionista può insegnare come essere trendy, senza per forza trascendere nel cattivo gusto. Credo che ai ragazzi piacerà". 

E mentre a Torino si discute del più e del meno, le vere proteste vengono dal Sud. A Bari il Preside di una scuola media pubblica sul sito ufficiale dell’istituto questa comunicazione “Senza indulgere a noiose classificazioni o a rigidi dress code, ma affidandomi al buon senso di studenti maturi, famiglie e docenti, raccomando a tutti di adottare un abbigliamento che consenta di tollerare il caldo, senza far venir meno il decoro, il buon gusto e il rispetto del luogo”. Per i ragazzi pantaloni corti ma non cortissimi, camicia o t-shirt e niente shorts, minigonne, top succinti per le ragazze, oltre tutto ciò “che lascia la pancia scoperta”. Gli studenti scendono in piazza a manifestare e la questione diventa ufficialmente di interesse nazionale: da che parte è il giusto? 


Top Doctors Awards:premiati cinque medici campani. Ecco i nomi

di Luigi Rinaldi 

Top Doctors è la piattaforma on line che selezione e mette a disposizione degli utenti un elenco composto dai migliori medici specializzati, centri e cliniche private di livello internazionale. Ogni anno la piattaforma annuncia con i TOP DOCTORS AWARDS i migliori medici specialisti dell’anno. Vincitore indiscusso della seconda edizione italiana è il Mezzogiorno, con Campania e Sicilia risultate al primo posto per numero di medici premiati (5 ciascuna). 

Tra i professionisti più votati dai colleghi di tutt’Italia ci sono ben quattro medici napoletani: Giulio Bonavolontà (oculistica), Paolo Fedelini (urologia), Carlo Antonio Leone (otorinolaringoiatria) e Pietro Maida (chirurgia generale) e uno di Avellino, Mario Malzoni (ginecologia e ostetricia). 

Il premio viene già consegnato da decenni negli Stati Uniti e si basa su una procedura selettiva sicuramente originale. Infatti sono proprio i professionisti presenti sulla piattaforma quelli chiamati ad indicare i colleghi a cui affiderebbero la propria salute o quella di un familiare. Del resto, la piattaforma non rappresenta un semplice elenco di professionisti in cui poter essere inclusi facendone richiesta. Per entrare a farne parte, è necessario essere stati segnalati da un collega. 

Successivamente occorre superare una rigorosa selezione realizzata in collaborazione con Adecco Medical & Science. Di solito, appena il 10% dei professionisti valutati supera l’auditing di qualità ed entra a far parte dell’elenco che attualmente conta oltre 60.000 medici. 

I vincitori del premio ricevono un attestato cartaceo ed uno speciale badge virtuale che, affiancato al loro nome, consente agli utenti del portale una immediata individuazione. Ogni anno Doctor proclama trenta vincitori, uno per ogni categoria. Lo straordinario risultato conseguito dai medici campani non solo va a premiare le capacità dei professionisti, ma rappresenta un enorme orgoglio per l’intera Campania, da sempre culla di grandi eccellenze nel campo medico. 


Commissariamenti in Campania: quando la democrazia non basta

di Antonio Cimminiello 

A pochissimi giorni di distanza l'uno dall'altro, nello scorso mese si sono susseguiti gli scioglimenti di due comuni campani: Caivano e Calvizzano. La causa, purtroppo, è la stessa, e va ben oltre le tradizionali "beghe" locali che possono tradursi in dimissioni di massa o mancata approvazione di provvedimenti essenziali. I due comuni napoletani sopra indicati sono stati entrambi sciolti per "infiltrazioni mafiose"

Questa volta l'allarme sociale è maggiore, in virtù delle ripercussioni che ovviamente ne sono derivate. Il riscontro di ingerenze provenienti dalla criminalità organizzata già di per sè provoca sgomento, soprattutto considerando che gli avvenimenti descritti si aggiungono ad altri, analoghi e numerosi, che si susseguono ormai proprio in Campania dal 1991 ad oggi: parliamo di più di 90 casi, una cifra senza dubbio considerevole. 

Questa volta però l'ulteriore conseguenza provocata da tale stallo è stato l'impedimento proprio dell'esercizio, nell'immediato o quanto meno in tempi brevi, di quel diritto al voto che avrebbe potuto rappresentare un'occasione di riscatto per tali realtà, nella speranza di una "nuova" vita politica cittadina

In parole povere, lo scioglimento dei due comuni, disposto come per legge con provvedimento del Consiglio dei Ministri, ha impedito per essi lo svolgimento a breve delle elezioni amministrative

Particolare è stata a tal proposito la situazione in cui si è venuta a trovare Caivano, comune già "caduto" nel Settembre 2017 per le dimissioni di ben 13 consiglieri comunali e che poco prima del provvedimento governativo si apprestava all'agone elettorale seppur tra difficoltà ed incertezze. 

L'esclusione da una tornata elettorale che è stata comunque importante in Campania (alla fine si voterà infatti in 93 comuni) sempre per la medesima ragione ha in realtà finito col riguardare anche altre realtà locali quali quelle di Casavatore e Crispano, comuni sciolti per ingerenze criminali nel Gennaio 2017: per essi il Consiglio dei Ministri ha prorogato per 6 mesi lo scioglimento

Una situazione come quella descritta non può certamente essere presa sotto gamba affermando che non si tratta più comunque degli "scioglimenti a raffica" che si sono susseguiti negli anni '90 del secolo scorso. Essa è al contrario la "cartina di tornasole" della situazione di una realtà cittadina, dove l'esercizio di più diritti - e quindi non solo quello di voto- finisce quasi col "piegarsi" alle mire della criminalità organizzata, anche attraverso condizionamenti non violenti ma non per questo meno pericolosi. Non è un caso che proprio nel territorio di taluni dei Comuni ricordati insistano realtà disagiate che meriterebbero maggiore ed effettiva attenzione: basta ricordare a tal proposito il tristemente noto "Parco Verde". 

Ritrovati nuovi reperti nel Golfo di Napoli

di Antonio Ianuale 

Una scoperta sensazionale nelle acque di Napoli che fa riemergere il passato glorioso della città partenopea: infatti è stata ritrovata un’anfora romana sul fondale delle acque del golfo di Napoli. La scoperta è avvenuta al largo della riviera di Chiara ad opera dei carabinieri del Nucleo Subacqueo di Napoli che durante un’immersione di addestramento hanno individuato un’anfora vinaria di epoca romana, risalente al I secolo d.C. Una volta individuata l’anfora, è stato avvertito il Soprintendente, Luciano Garella, che in collaborazione con i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e il Nucleo Subacquei di Napoli, ha provveduto al recupero della stessa. 

Il reperto, che ha circa duemila anni, risulta essere in perfetto stato di conservazione e sarà presto sottoposto a operazioni di desalinizzazione: operazione che durerà circa un mese e che serve ad eliminare per intero il sale marino contenuto nel manufatto. 

L’analisi dell’anfora illustrerà anche il contenuto del prezioso reperto, probabilmente del vino locale o magari un vino che proviene dalle altre regioni italiche. L’anfora è del tipo Dressel 2/4, dall’archeologo tedesco Henry Dressel, che visse molti anni a Roma e che nel 1899 studiò i marchi delle anfore del Monte Testaccio

Il ritrovamento è stato reso possibile dalla prontezza dei carabinieri che hanno battuto sul tempo probabilmente dei ricettatori: insospettiti da strani movimenti nell’area del ritrovamento i carabinieri hanno sondato l’area e portato a termine il recupero del prezioso reperto archeologico

Non è certo il primo ritrovamento di una certa rilevanza nelle acque napoletane: nella fine del 2016 nel porto di Napoli venne ritrovata un’antica nave dei Borbone, affondata per ordine dell’ammiraglio Orazio Nelson nel 1799

Qualche mese prima, nel luglio del 2016 tra Capri e Sorrento venivano ritrovate altre testimonianza archeologiche: un carico di anfore vinarie integre e sigillate giaceva sul fondo marino. Un pezzo di passato che attraverso il lavoro delle autorità competenti riesce ad arrivare fino ad oggi, ricostruendo una storia dall’altissimo valore culturale.



Un Grande Fratello veramente… favoloso

di Marcello de Angelis

“Strange days, i lived through strange days” cantava Franco Battiato…ed effettivamente viviamo in tempi strani. Tempi viziati dall’irrealtà, dove ciò che viene trasmesso attraverso la distorta lente di un televisore, di un telefono, di un computer, appare più vero del vero spingendoci talvolta a chiederci se quello che viviamo nella vita reale sia conforme a quanto visto in tv e, in caso di riscontro negativo, a riflettere in modo assolutamente confuso se sia più vera la realtà fisica e sensoriale o quella virtuale e modificata indotta da chi scrive i programmi

Accade così che “Grande Fratello” il noto programma televisivo definito per tanto tempo come “lo specchio della società”, porta in chi lo segue una pericolosa sovrapposizione di identità tra le persone reali e tangibili che incontriamo tutti i giorni e quelle pazzesche, ai limiti del surreale (limiti addirittura spesso superati) dei soggetti scelti per popolare la cosiddetta casa più spiata d’Italia. Se poi, i personaggi selezionati dagli autori (che in nome dell’audience hanno gradatamente perso il senso della misura e del buon gusto) appaiono come figure disturbanti e addirittura nocive per il suddetto effetto di sovrapposizione, la situazione diventa davvero insostenibile. 

Il “reality dei reality”, arrivato in Italia nel 2000 e nato come un originale esperimento sociologico in cui 10 sconosciuti dovevano convivere per 100 giorni in una casa totalmente sorvegliata da decine di telecamere, è divenuto edizione dopo edizione una orrida passerella di anime in cerca di notorietà, dove lo scopo finale non è più il montepremi, ma solo quello di apparire in tv. Soggetti ormai lontani anni luce dalla realtà e da chi lo segue, nei quali è impossibile una identificazione spettatore/personaggio, elemento alla base del successo delle prime edizioni. 

Quest’anno la punta di diamante è stata rappresentata dal concorrente Luigi Favoloso, trentunenne napoletano già mediamente conosciuto alle cronache scandalistiche in quanto fidanzato con la modella croata Nina Moric. Il Favoloso, ormai ex inquilino, distintosi per comportamenti inaccettabili, è stato capace di attirare su di sé una serie infinita di critiche che inevitabilmente, per colpa del citato "effetto sovrappositivo", finiscono con il legare i suoi atteggiamenti alle sue origini partenopee, arrivando ad immaginare, con neanche troppo complessi voli pindarici, che ogni napoletano ha insito in sé comportamenti assonanti a quelli del concorrente. 

Per farla breve, e per non accendere ulteriori riflettori su una vicenda veramente squallida, le gesta dell’individuo in questione si possono riassumere in un florilegio di azioni verbalmente offensive e lesive nei confronti delle donne, ciò che viene comunemente rubricato come “sessismo”; aggressioni verbali contro altri concorrenti; atteggiamenti da vero sbruffone di periferia, supponente e volgare; ultima prodezza che gli ha causato la squalifica, l’aver indossato per protestare contro l’assenza di sigarette, una maglietta su cui aveva scritto col rossetto un insulto sgarbato e maschilista contro la nota giornalista e blogger Selvaggia Lucarelli con cui il Favoloso aveva dei contrasti passati. D’altro canto cosa aspettarsi da un personaggio che ha bellamente dichiarato ai suoi coinquilini di frequentare siti e gruppi basati su bullismo & sessismo praticati a vari livelli e che, chiacchierando su temi delicati come droga e stupro, ha usato slogan quali “se non puoi sedurle, puoi sedarle”?

Qui non ci interessa capire perché più il livello del trash televisivo sale (spingendo molti sponsor del programma ad interrompere la collaborazione con quest’ultimo), paradossalmente gli ascolti degli spettatori crescono, bensì preme sottolineare quanto già affermato: come un tale spettacolo generi nello spettatore medio una pericolosissima identificazione/generalizzazione tra una (gran) parte del popolo napoletano e quel grottesco, orribile circo degli orrori in cui viene dipinto dai media tra figure trash e fiction ultra violente che deformano ed ingigantiscono in misura esponenziale la realtà. 

Non sarebbe il caso di mostrare che Napoli è popolata anche da altro? Di far capire che questa città, come una figura mitologia bifronte, ha anche un risvolto che non fa accapponare la pelle? Un risvolto formato da persone oneste, corrette, gentili, altruiste e con un cuore immenso, signori romantici capaci di sopportare insulti e umiliazioni di qualsiasi genere e che questo risvolto è la parte più grande ed al contempo la meno enfatizzata? Dite che poi non farebbe una buona percentuale di share? Tira di più il volgare e l’orripilante? E allora teniamoci pure il caro Favoloso! 



Vedi Napoli e poi muori… ma poi rinasci

di Teresa Uomo 

"Vedi Napoli e poi muori!". Così Johann Volfang von Goethe, scrittore, poeta e drammaturgo tedesco, riportò durante la sua tappa a Napoli nel 1787, ciò che la gente entusiasta diceva. La città di Napoli rimase nel suo cuore, perché il calore del popolo partenopeo è molto avvolgente. 

A Napoli ci si perde sulle vie del lungomare di Mergellina, la passeggiata più romantica che ci sia, tra taralli caldi, babà, impepata di cozze e sfogliatelle della tradizione; si resta affascinati da Castel dell’Ovo. Per giunta, gli innamorati possono visitare la famosa terrazza di Sant’Antonio a Posillipo in cui è visibile la città in tutto il suo splendore dall’alba al tramonto.  Altre bellezze ancora: il Maschio Angioino, Piazza del Plebiscito fino ad inoltrarsi nel cuore storico di Spaccanapoli, tra i presepi di San Gregorio Armeno e i profumi di pizze e calzoni fritti. 

C’è tanto da visitare in una città che non dorme mai, perché Napoli è viva in tutti i sensi, ci affascina di suoni, di colori, di sapori e di tradizioni. 

È inoltre una città ricchissima di storia, di tradizioni e di culture diverse, e di diversi percorsi turistici da fare: i Campi Flegrei, terra “ardente”. Qui si trovano le fumarole della Solfatara e si avvertono frequentemente fenomeni di bradisismo, ossia, l’innalzamento e l’abbassamento della crosta terrestre, ma si possono godere anche splendidi panorami, in particolare dal Monte di Procida e da Capo Miseno. La Solfatara di Pozzuoli, un posto semplicemente incredibile, offre la possibilità di camminare sul suolo della caldera di un vulcano ancora attivo dopo due millenni, che emette getti di fango bollente, vulcanetti, e sbuffi di vapore, fumarole che raggiungono la temperatura di 162 gradi. È senz’altro il più interessante e suggestivo vulcano dei Campi Flegrei. 

Altro luogo da percorrere il Parco Nazionale del Vesuvio. Uno dei luoghi più suggestivi del capoluogo campano. Da qui è possibile avere una visione completa del golfo, delle isole e di tutte le province campane. Durante l’escursione si potranno vedere le fumarole e paesaggi sbalorditivi, dalla Penisola Sorrentina ai monti dell’Irpinia, dalle isole Capri, Ischia e Procida ai Campi Flegrei. 

Da non perdere anche il Monte Faito: alto 1131 metri, fa parte della catena dei Monti Lattari, gruppo montuoso del Preappennino campano. Da qui è possibile ammirare viste spettacolari sulla Penisola Sorrentina e sul Golfo di Napoli con il suo Vesuvio, sull’isola di Capri, sulla Costiera Amalfitana e sul Golfo di Salerno. È possibile ammirarlo anche viaggiando in funivia, con la quale si ha l’occasione di passare dalla calda e salata aria di mare alla fresca e dolce aria di montagna in pochi minuti. 

Ancora un fantastico luogo, il Parco Sommerso della Gaiola. Per chi preferisce un’escursione diversa, insolita, c’è la possibilità di ammirare Napoli e le sue bellezze dal mare a bordo di un Kayak. Dal mare questi luoghi risulteranno ancora più affascinanti. Beh, è vera l’esclamazione “vedi Napoli e poi muori”, ma è pur vero che in realtà dovremmo dire “Vedi Napoli e poi muori… ma poi rinasci!” 

News dal mondo universitario

di Noemi Colicchio 

Laurea honoris causa al principe Alberto di Monaco 

 Hanno fatto il giro del web le foto del Principe laureato, con una sola battuta accanto: “Napoli è fantastica. E' una bellissima giornata". L’umore è alle stelle e la tonaca nera gli calza a pennello: sono le 10.30 quando il Principe Alberto di Monaco varca la soglia dell’Università Parthenope di Napoli e viene, dopo l’intera cerimonia, insignito dal Magnifico Rettore Alberto Carotenuto della laurea honoris causa in Scienze e tecniche della navigazione dell'Università degli studi di Napoli Parthenope. In sala presenti il presidente della Regione Vincenzo De Luca e i rettori dell'Orientale, Elda Morlicchio, dell'Ateneo casertano "Luigi Vanvitelli", Giuseppe Paolisso, e dell'università del Sannio, Filippo De Rossi. Per il Comune c'è l'assessore Nino Daniele. Presenti anche il console di Monaco a Napoli Mariano Bruno, l'ambasciatore di Monaco Robert Fillon, il prefetto Carmela Pagano, il console francese Jean Paul Seytre, il presidente del tribunale Ettore Ferrara. Chiude così il Principe: "Napoli è la città più bella del mondo… dopo Montecarlo!".



Caro tasse universitarie: la protesta continua 

Continuano le proteste contro il caro tasse universitario al sud italia: a fare da ispirazione, stavolta, è la serie tv “La casa di Carta” che da mesi ormai regna sovrana tra i preferiti Netflix di gran parte dei giovani di tutta Italia. Con un travestimento che mescola Maschera di Dalì e tute rosse, i ragazzi del Collettivo auto-organizzato universitario di Napoli scendono in piazza e chiedono un incontro con il Magnifico Rettore dell’Università Federico II di Napoli per tentare di trovare un punto di dialogo in quella che ormai sembra esser diventata una guerra senza vincitori né vinti. Le tasse salgono di 800 euro, ma i servizi restano inesistenti e allora si chiede un adeguamento agli standard ed ai modi d’uso delle Università di Milano, Torino, Bologna dove la no-tax area è di 25mila euro, ma lì gli aggravi fiscali non ricadono sugli studenti con un reddito compreso fra i 35mila ed i 50mila euro l’anno, ma solo oltre i 60mila. A seguire, il tavolo del dibattito si aprirà anche all’Università l’Orientale. E speriamo, con tutto il cuore, che un punto d’incontro, si possa al più presto trovare. 



Quanti universitari ci sono in più quest’anno in Italia? 

Sono trentacinquemila in più i diplomati avviati all’università durante questo nuovo anno. A confermarlo sono i dati ufficiali del Ministero dell’Istruzione: per il quarto anno consecutivo crescono i diplomati che si iscrivono alle università. Numeri ufficiali? Sono 290.131 i neoiscritti, 6.117 in più rispetto alla stagione precedente (+2,4 per cento). 11.804 matricole in più rispetto alla stagione precedente: ottimo record indagato in prima battuta dall’inchiesta di Repubblica, conclusasi a Marzo, e poi con le statistiche del Miur.