venerdì 25 maggio 2018

La notte bianca della legalità

di Marcello de Angelis 

Notti piene, notti vuote. 

Notti di paure,di sofferenze. 

Notti di ”stese”, notti di crimini e di solitudini. 

E poi ci sono notti in cui la fiamma della speranza si accende. permettendo di intravvedere scampoli di limpido attraverso il buio della nostra quotidianità, come è accaduto lo scorso 5 maggio quando ha avuto luogo la cosiddetta “Notte Bianca della Legalità”, iniziativa tornata per il quarto anno consecutivo, promossa e sostenuta dall’Associazione Nazionale Magistrati, in collaborazione col Ministero dell’Istruzione insieme agli Ordini Forensi e alle Forze dell’ordine
Quest’anno la manifestazione si è svolta contemporaneamente in quattro città dove è tristemente nota la presenza di una dilagante criminalità organizzata come Roma, Palermo, Napoli e Genova, splendido capoluogo ligure dove purtroppo è sempre maggiore l’infiltrazione della mafia calabrese. Quattro luoghi simbolo che hanno aperto le porte dei loro Palazzi di Giustizia per accogliere oltre 1200 studenti delle scuole superiori con lo scopo di coinvolgerli in tematiche che hanno come unico comune denominatore il contrasto alla criminalità, elemento cardine di una società evoluta e libera. 

Gli incontri, moderati da relatori altamente qualificati, si sono svolti in cornici d’eccezione rappresentate dalle vere aule dei Tribunali, alla presenza di personaggi noti del mondo della politica, dello spettacolo, dello sport e del giornalismo. 

Abbiamo il compito di veicolare ai nostri ragazzi, ai nostri studenti i messaggi di legalità e giustizia, perchè sono principi non lontani da loro che appartengono a tutti e che dobbiamo coltivare quotidianamente. Questo è il significato dell'apertura ai ragazzi dei Tribunali in alcune città italiane”, così il Presidente dell'Anm, Francesco Minisci, ha introdotto l’evento "l'illegalità e la violazione delle regole hanno una sola conseguenza: la chiusura delle porte del futuro. Noi dobbiamo formare in un percorso comune, insieme alla scuola e ai genitori, le generazioni future, alle quali ci apprestiamo a consegnare le chiavi".

La lunga giornata degli studenti campani è iniziata intorno alle 15 quando, indossando le maglie con la scritta "Portatore sano di Legalità", hanno fatto il loro ingresso nel Palazzo di Giustizia al Centro Direzionale dove hanno ascoltato una descrizione dei momenti salienti in cui si articolano le varie fasi di un’udienza, addirittura assistendo alla simulazione di un processo. Successivamente il gruppo si è spostato nella imponente Sala Auditorium. Ad attenderli il coro giovanile del Teatro San Carlo, diretto dal maestro Carlo Morelli, che ha dato loro il benvenuto con il calore delle più belle canzoni della tradizione napoletana, cui han fatto seguito gli indirizzi di saluto delle autorità che hanno portato un comune messaggio basato sull’immenso valore dello studio e della preparazione, perché “dove c’è cultura c’è libertà, dove c’è ignoranza c’ è schiavitù”

Sono iniziate poi le quattro tavole rotonde su temi delicati e all’ordine del giorno: 1) corruzione, con gli interventi di Raffaele Cantone, presidente Anac, secondo cui “Bisogna far capire ai ragazzi che la guerra contro la criminalità è una strada lunga ma percorribile. La corruzione è un danno per tutti soprattutto per i ragazzi perché un furto di futuro è un furto di democrazia. E sono proprio loro a pagare”; 2) criminalità, tema trattato da Federico de Raho, procuratore nazionale Antimafia "I ragazzi, già adesso, hanno una maturità che consente di capire da quale parte bisogna schierarsi e soprattutto la necessità di assumere un contegno fermo nei confronti di chi non rispetta le regole". Argomento arricchito dalla visione, nella Sala Arengario della mostra fotografica “Gli Invisibili, ammazzati dalla mafia e dall’indifferenza” presentata dall’associazione Coartega della dottoressa Lavinia Caminiti; 3) bullismo e cyber bullismo a cura della Polizia Postale di Napoli; 4) sport e legalità, con il Maestro judoka Gianni Maddaloni e la presenza del calciatore azzurro Kalidou Koulibaly e dell’attore Alessandro Siani. Volti familiari ed amati attraverso cui è più facile instillare e far giungere nel modo più semplice e diretto messaggi di giustizia. 

“La Notte Bianca della Legalità” è stata fondamentale anche per aver fatto scoprire agli studenti l’enorme rilievo rivestito e rappresentato dalla professione forense, così come sottolineato da Maurizio Bianco, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Napoli: “Nel caso del nostro distretto tale rilievo si accompagna ai percorsi comuni che da tempo realizziamo con la magistratura: solo a titolo di esempio, noi siamo presenti ai giuramenti di nuovi giudici, e altrettanto fanno loro quando giurano nuovi avvocati. In un evento come questo, i ragazzi avranno di sicuro colto nella nostra professione non solo un modello a cui aspirare ma anche una figura sociale chiave in quanto padrona delle situazioni che generano conflitti sociali, non soltanto contenziosi di tipo giudiziario: e io credo che questo agli occhi di un giovane possa significare molto”. 

Parole che devono essere recepite come preziosi semi “piantati” nell’immaginario di giovani virgulti con la speranza che, col tempo, “germoglino” in splendidi fiori profumati di onestà per notti un po’ più ricche di cultura e legalità e un po’ più povere di ignoranza e violenza

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