venerdì 25 maggio 2018

"Oltre la violenza": un aiuto al di là dei pregiudizi

di Antonio Cimminiello

Se c'è violenza, chi sono le vere vittime? Una domanda del genere, soprattutto di questi tempi, può apparire senza senso, se non addirittura provocatoria. E invece proprio questa domanda può suscitare una riflessione in grado di portare ad una migliore comprensione della recente iniziativa adottata dall'Asl Napoli1. Si tratta dell'apertura dello sportello "Oltre la violenza", presso la sede del’Unità Operativa di Psicologia Clinica in Piazza Nazionale. Lo sportello è destinato all'ascolto ed al sostegno di uomini "violenti". 

Precisamente, allo sportello possono rivolgersi sia gli uomini che sono stati effettivamente responsabili di atti di violenza e maltrattamenti, sia coloro che pur non arrivando ancora a tali condotte manifestano incapacità ad intrattenere con le donne rapporti privi di conflittualità e risvolti aggressivi, nell'ottica di un aiuto per certi aspetti tanto più utile quanto preventivo. 

Sul piano prettamente tecnico, si mira ad assicurare un aiuto "personalizzato",e quindi sicuramente più efficace, in primo luogo grazie alla disponibilità di un team non formato esclusivamente da psicologi, senza dimenticare la preziosa collaborazione volontaria di realtà quali l'Associazione di promozione sociale "Pensare Più" e l'Ente di ricerca "Anima"

"Oltre la violenza" però consente anche la definizione, volta per volta, di un apposito percorso di sostegno e supporto che potrà arricchirsi delle più varie iniziative, quindi non predeterminato o uguale per tutti, nè limitato ai soli colloqui individuali.

 L'apertura dello sportello "Oltre la violenza" testimonia l'adozione, da parte degli enti competenti, di un nuovo approccio nel trattare quella vera e propria emergenza che in Italia ormai ha il nome di "violenza di genere". Un approccio che si traduce nell'esame della problematica a tutto tondo, che va anche oltre quello che può anche tradursi in un pregiudizio, e cioè considerare l'uomo violento "sempre e solo" colpevole, mai meritevole di sostegno e possibilità di recupero, anche se ha espressamente manifestato la sincera volontà di cambiare

E' chiaro che un atto di violenza sia sempre da punire, ma iniziative come "Oltre la violenza" possono senza dubbio contribuire a sconfiggere un fenomeno sempre più dilagante nella nostra realtà sociale, e cioè la diffusione di una vera e propria "cultura della violenza" ( di cui la violenza di genere non è altro che espressione) in grado, ove non arginata, di far apparire, soprattutto ai più giovani, l'atteggiamento violento ed aggressivo quale condotta "normale", o comunque tale da poter essere adottata tranquillamente, soprattutto nei confronti dei più deboli e delle donne. 


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