lunedì 25 giugno 2018

Emergenza abitativa: ancora problemi a Napoli e dintorni

di Antonio Cimminiello 

Il palazzo di piazza Miraglia a Napoli
Dici "casa" e associ immediatamente concetti quali accoglienza, serenità. Ma purtroppo a volte il sinonimo che vi si affianca è "preoccupazione". A tal proposito significativi sono due casi che hanno riguardato di recente la Città Metropolitana di Napoli, due vicende che si potrebbero definire espressione di una "emergenza abitativa". Una di esse ha riguardato precisamente Pozzuoli, città particolarmente interessata dal concentramento di molti degli sfollati dell'ormai lontano, devastante terremoto dell'80. 

La vicenda ha riguardato proprio 180 di questi nuclei familiari: "costretti" da quasi 40 anni ad abitare nei 48 containers posizionati in via Carlo Alberto Dalla Chiesa presso il Rione Toiano (in attesa di una stabilizzazione e dell'assegnazione di alloggi "veri" che non c'è mai stata), nei giorni scorsi hanno dovuto abbandonare anche l'unico tetto di lamiera che rimaneva loro, a causa dello sgombero su disposizione del sindaco puteolano Vincenzo Figliolia

Tra le motivazioni alla base dello sgombero il riscontro del deterioramento dei containers che ha portato alla continua dispersione di amianto, con grave rischio per la salute degli abitanti. L'inevitabile obiettivo della tutela dell'integrità fisica però ha avuto il suo "effetto collaterale": nonostante il sostegno economico promesso dal Comune flegreo per aiutare nella ricerca di un nuovo alloggio, queste famiglie allo stato sono in piena emergenza abitativa, con il rischio anche del compimento di condotte vietate seppur dettate dalla disperazione (come la possibile occupazione abusiva di altri alloggi). 

L'altra vicenda invece vede come suo teatro il centro storico di Napoli, e precisamente Piazza Miraglia. Nel qui presente palazzo di proprietà della "Congregazione Religiosa delle Serve di Maria" si sono insediate da ormai circa 2 anni alcune famiglie, anche di nazionalità straniera. E' emersa nel frattempo una vera e propria diatriba legale, dato che, prima del citato insediamento, sarebbe stato raggiunto un accordo tra l'ente proprietario dell'immobile ed i gestori dell'Hotel "Neapolis" proprio per la locazione a favore dell'attività ricettiva, accordo che tuttavia non ha avuto seguito a causa dell'arrivo delle famiglie senza titolo. Sta di fatto che da un lato c'è un'attività commerciale che, dovendo abbandonare i locali di Via Del Giudice (nei quali nel frattempo si era stabilita) a causa di sfratto, rischia addirittura di dover terminare ove tale stallo si prolunghi; dall'altro lato ci sono gli occupanti, in una delicata situazione tale da non poter essere risolta con il semplice sgombero. E' più che necessario quindi un intervento istituzionale -al di là della sola mediazione- nonostante in apparenza si tratti solo di controversia tra privati, anche alla luce dello sviluppo in negativo che sta interessando tale situazione: si pensi che è stata disposta nel frattempo l'interruzione dell'erogazione dell'energia elettrica, con grave danno alla sopravvivenza di persone tra le quali non mancano anche bambini in tenera età. 



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