lunedì 25 giugno 2018

La storia di Sandro: napoletano di nascita, ma milanese di adozione

di Teresa Uomo 

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Sandro è un ragazzo di 33 anni che, come tanti, dopo gli studi ha deciso di cambiare vita, lasciando la sua città, Napoli, per trasferirsi in quella che vien definita la “città meneghina”.  Attraverso questa breve intervista cercheremo di approfondire le motivazioni che lo hanno portato a questa scelta ed il contesto lavorativo che, seppur tra mille difficoltà e senza mai arrendersi, ha finalmente trovato. 


Sandro, da quanto tempo vivi a Milano? 

Sono arrivato a Milano nel 2014 per un incarico presso una società di assicurazione francese che si occupa di assistenza clienti, viaggi, sanità, assistenza stradale, assistenza abitativa, interfacciandomi con clienti sia italiani che stranieri. Ho iniziato a lavorare nel periodo estivo per 4 mesi, con contratto fino al 30 settembre 2014. Ho avuto la possibilità di essere richiamato non nell’immediato, quindi mi metto nuovamente alla ricerca di lavoro, facendo anche corsi di formazione, ed aggiungendo a ciò un sano relax visitando la città. 

Non avendo però riscontri immediati, ritorno a Napoli cercando, invano, lavoro, ma improvvisamente vengo contattato da un albergo a Casoria per un colloquio, senza avere però informazioni su un eventuale contratto. Alla scadenza del primo mese ricevo lo stipendio a nero in contanti. Il personale dell’albergo aveva parlato di un contratto, ma poi non è stato fatto e continuavo a ricevere i soldi semplicemente in contanti, lavorando in queste condizioni sia a Natale che a Capodanno. 

Il Duomo di Milano
Successivamente verso il periodo febbraio/marzo 2015 mi ricontatta la società assicurativa a Milano per offrirmi una nuova opportunità di lavoro per altri 6 mesi. Decido così di ripartire per Milano e qui arriva poi l’occasione di rinnovo contratto per il 2016, stabilendomi a Milano e lasciando definitivamente la città di Napoli. Mentre da un lato svolgevo il mio incarico presso la società assicurativa ed avevo soddisfazioni, dall’altro però continuavo a pensare ad uno dei miei sogni, o meglio, la mia aspirazione da insegnante. Inoltravo domande di MAD (Messa a Disposizione) per insegnare francese. L’occasione si presenta i primi di marzo 2017 in una delle più importanti scuole medie nel centro di Milano. Sono stato contattato per una supplenza di francese fino a fine giugno 2017. Inizia così per me una nuova esperienza; certo, non senza difficoltà, ma stando continuamente alla prova e mettendomi in gioco giorno dopo giorno. Questa è stata un’esperienza importante che mi ha gratificato molto. Terminato il precedente anno scolastico, sono stato contattato per un altro incarico presso un’altra scuola media di Milano fino a fine giugno 2018. Così ho potuto constatare che dal punto di vista lavorativo mi trovo molto bene, con una continuità che a Napoli non avevo. A Napoli continuavo ad inviare domande nelle scuole, ma non sono mai stato contattato. 

Oggi ti senti più napoletano o milanese? 

Ovviamente mi sento sempre napoletano. Non rinnego le mie origini, ma da quando sono a Milano, esattamente da quattro anni, dal 2 giugno 2014, posso dire di starci molto bene. Milano non è solo il Duomo e il Castello: sono tantissimi i luoghi della Milano segreta da scoprire. È stata una città fortemente legata al Ventennio e al Duce, tanto che aguzzando la vista ancora oggi è possibile scorgere numerose effigi del dittatore in diverse parti della città. 

Quali sono i pregiudizi su Milano che oggi ti senti di contraddire ai tuoi concittadini napoletani? 

Beh, dal punto di vista sociale e culturale, Milano è una città molto aperta. I milanesi non hanno reazioni di chiusura nei confronti dei napoletani così come talvolta si pensa, ma al contrario c’è una buona accoglienza. In tutti questi anni, ho avuto modo di conoscere diverse persone proprio di Milano, integrandomi bene sia dal punto di vista sociale che dal punto di vista culturale e lavorativo. 

Sandro, qual è la tua percezione di Milano? 

I Navigli a Milano
Milano è una città dove si corre molto per motivi di lavoro e la gente è condizionata molto da questi ritmi. È una città che devi saperla vivere e prenderla nel verso giusto, cogliere i suoi aspetti positivi e quelli negativi. Culturalmente è molto valorizzata perché c’è un grande e bellissimo allestimento di mostre ed una gestione efficiente delle visite nei luoghi culturali. Milano apre le porte alla cultura editoriale: in ogni angolo trovi una biblioteca comunale che apre le porte ai cittadini dove si fanno incontri letterari e in più ci sono spazi musicali come forma di intrattenimento. La città non deve essere visitata soltanto nei suoi aspetti caratteristici della movida milanese, ma per poterla valutare devi scoprirla in profondità nei suoi aspetti culturali. Per quanto riguarda il trasporto pubblico, Milano sta investendo molto su di esso. Ha una rete metropolitana di 5 linee, con servizi di mobilità di qualità e molto efficienti, una almeno ogni 2-3 minuti. Ciò permette di spostarsi in poco tempo da una parte all’altra della città. 

Una qualità di Milano o dei milanesi? 

Beh, mi trovo in disaccordo sul fatto che al Nord sono più freddi come spesso la gente pensa. Al contrario, trovo semplice fare amicizia e conoscere gente qui, ma forse perché vivo da ben 4 anni a Milano che è una città a parte rispetto alle altre del Nord. 

Cosa hai imparato da questa tua esperienza a Milano e cosa suggeriresti per migliorare la città di Napoli? 

Napoli è ancora troppo provinciale, c'è poco sviluppo economico ed è una città in cui sussiste una forte fossilizzazione sugli aspetti folkloristico-culturali. Ovviamente dovrebbe cercare di incentivare  le opportunità di lavoro e i giovani dovrebbero impegnarsi per favorirle. Una cosa che migliorerei è l’organizzazione della città in generale, soprattutto dei mezzi pubblici, per favorire una maggiore mobilità cittadina.


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