lunedì 25 giugno 2018

Leonardo Da Vinci in Mostra a Sorrento

di Marcello de Angelis 

Pittore eccezionale, scultore, architetto, ingegnere militare, letterato, filosofo, scienziato, fine conoscitore della meccanica: definizioni che tratteggiano solo parzialmente quello che è universalmente riconosciuto come il genio del Rinascimento italiano, Leonardo Da Vinci. Nato ad Anchiano nel 1452, il suo nome è legato indissolubilmente ad opere immortali come la “Monna Lisa” o “L’ultima Cena”, realizzazioni d’arte tra le più celebri ed enigmatiche della storia e che hanno eccitato la fantasia di scrittori come Dan Brown nel suo celeberrimo “Il Codice Da Vinci”. 

Ma Leonardo, anche se definiva se stesso un “homo sanza lettere, discepolo della esperienza” in quanto non conosceva né il greco né il latino, era anche tanto altro: la sua straordinaria capacità da autodidatta di indagare ogni aspetto della natura circostante, col duplice punto d’osservazione dello scienziato e dell’artista, lo portò ad essere anche un raffinato disegnatore, scenografo, anatomista, musicista e progettista. 

Proprio su questa ultima caratteristica del suo eclettico carattere si basa la mostra “Leonardo Da Vinci, l’Orgoglio Italiano” che fino al prossimo 15 novembre sarà possibile ammirare a Sorrento, nella suggestiva cornice del Convento di San Francesco, in Piazza Gargiulo. L’evento itinerante dopo aver toccato Roma, Firenze, Milano, Matera, Salerno, Abu Daby, Sidney e Wenzhou in Cina, ha fatto tappa nel cuore antico della splendida cittadina costiera. 

In una costruzione architettonica davvero suggestiva che fonde lo stile di epoca trecentesca con altri successivi, sono esposte le cosiddette “macchine” di Leonardo, realizzate sui progetti originali a grandezza naturale e perfettamente funzionanti da Mario Paolucci. Un’atmosfera particolarmente mistica regalata dalla scenografia naturale dell’ambiente circostante che ingloba resti provenienti da templi pagani ed altri antichi insediamenti, si potrà vivere l’emozione di avvicinare la celeberrima “macchina per il volo”, la visionaria intuizione con la quale il Da Vinci sognava di poter volare sfruttando un telaio costruito ricalcando la struttura alare dei pipistrelli e rivestita di tela di lino inamidata che la rendeva compatta e impermeabile; ma anche conoscere l’antenato del “paracadute”, altra creazione derivata dall’assunto “leonardesco” secondo cui l’aria è qualcosa di comprimibile su cui si può esercitare una resistenza tale da poter sostenere un corpo in volo: studi iniziati intorno al 1482, durante il soggiorno milanese. Si potrà poi provare la “bicicletta”, realizzata sui disegni ritenuti appartenenti al Maestro e rinvenuti nel Codice Atlantico, così come la “sega idraulica”, secondo il cui progetto un continuo movimento dell’acqua fungerebbe da spinta per mettere in movimento una ruota a pale- Quest'ultima permetterebbe ad una lama dentata verticale di tagliare un tronco poggiato su un carrello, fatto contemporaneamente avanzare grazie da un sistema di corde a loro volta tirate, sfruttando sempre l’energia idraulica, progetto derivante direttamente dai numerosi studi sulle acque e la loro canalizzazione. 

Meraviglia dell’evoluzione tecnologica, ogni riproduzione esposta è dotata di un Qr Code che, inquadrato con lo smartphone permette di visualizzare sul proprio telefono, nella lingua scelta, tutte le informazioni sull’opera come epoca di costruzione e provenienza 

Per aumentare l’esperienza di contatto col genio, tra le molte altre invenzioni esposte, la mostra è arricchita da una serie di pannelli illustrativi dei famosi codici Vinciani e la proiezione di una serie di video e filmati sulla vita di Leonardo. 

A completare l’esclusivo percorso artistico, in esclusiva mondiale si potrà ammirare la riproduzione del primo ed unico dipinto autografato e datato nell’aprile del 1471, quando il Maestro aveva appena 19 anni (l’unica altra firma autenticata è presente sul contratto del 1483 per il dipinto della “Vergine delle Rocce”). Realizzato su una mattonella di 20 cm. e raffigurante il viso dell’arcangelo Gabriele, autoritratto del Da Vinci stesso, ottenuto con la tecnica dell’eterna vernice, citata nel suo trattato sulla pittura. Opera autenticata dalla dottoressa Bonfantini, grafologa, che ha presenziato all’inaugurazione della Mostra lo scorso 15 marzo e che ha visto la partecipazione di personalità quali il Sindaco di Sorrento Giuseppe Cuomo, Fra Antonio Ridolfi, Padre Guardiano del Convento sede dell’esposizione, il Rettore della Chiesa di San Paolo, Don Francesco Saverio Casa, ed una corposa rappresentanza cittadina. 

Un viaggio a ritroso nel tempo fino al periodo rinascimentale per scoprire un po’ di più un vero genio, la sua intelligenza fuori dal comune e anche la sua stravaganza: è nota infatti la continua profonda insoddisfazione che nutriva verso ognuna delle sue opere, molte delle quali lasciate incompiute o solo al primitivo stato di progetti abbozzati, poiché convinto di non poter mai raggiungere la perfezione. Stravaganze di un genio dalla personalità complessa e, talvolta, misteriosa! 





Nessun commento:

Posta un commento