lunedì 25 giugno 2018

Napoli: il “Pascale” all’avanguardia nella cura del tumore al colon-retto

di Luigi Rinaldi 

L’Istituto Nazionale TumoriFondazione Pascale” di Napoli è, attualmente, considerato il maggior Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) Oncologico del Mezzogiorno d’Italia. Il Pascale persegue principalmente finalità di ricerca nel campo biomedico ed in quello dell’organizzazione e gestione dei servizi sanitari, dedicando grande impegno alle diverse problematiche del paziente oncologico. 

Recentemente l’Istituto Pascale è stato inserito in uno speciale elenco costituito da venti centri altamente specializzati nella diagnosi e cura del tumore al colon - retto, attivi su tutto il territorio nazionale. Al Pascale, ogni anno, vengono eseguiti dal’equipe di Paolo Delrio circa 400 interventi di chirurgia addominale, comprendenti resezioni di tumori primitivi del colon, del retto e dell’intestino tenue, utilizzando, nella maggior parte dei casi, tecniche poco invasive laparoscopiche e robotiche. 

La classifica è stata effettuata dall’Istituto di Ricerca Thatmorning che, analizzando una serie di parametri (numero di ricoveri e interventi eseguiti in un anno, profili professionali dell’equipe clinica, pubblicazioni scientifiche e tecnologie impiegate) ha attivato un tavolo di confronto tra specialisti di tutta Italia. I tumori del colon - retto colpiscono il tratto finale del tubo digerente. Sono dovuti nella gran parte dei casi ad una trasformazione in senso maligno dei polipi, ossia piccole escrescenze derivate dalla riproduzione incontrollata di cellule della mucosa intestinale. I polipi in molti casi non danno sintomi e sono rilevati solo grazie alla colonscopia. I polipi adenomatosi, invece, danno origine a lesioni precancerose da cui può svilupparsi la neoplasia. 

Il tipo di alimentazione ed altri fattori ambientali e comportamentali, come ad esempio, il fumo di sigarette o il consumo di bevande alcoliche, vengono associati ad un aumento del rischio di contrarre il tumore del colon - retto. Contano molto anche la familiarità ed i fattori ereditari in circa un caso su tre. Questo tipo di neoplasia viene solitamente trattata a livello chirurgico, con predenti o successivi cicli di chemioterapia e radioterapia. 

Gli approcci terapeutici più moderni prevedono l’utilizzo di anticorpi monoclonali, ossia sostanze che si riconoscono e si legano ad altre proteine presenti soprattutto nelle cellule tumorali, inibendone l’attività. Come evidenziato dal Prof. Delrio “il tumore al colon - retto è la neoplasia con il maggior tasso di insorgenza all’anno: nel 2015 sono stati diagnosticati più di 50mila nuovi casi in Italia, con un rischio relativo doppio per i maschi rispetto alle femmine”. 

L'Istituto Pascale di Napoli
Un premio sicuramente meritato quello conseguito dall’Istituto Pascale. Prossimamente l’Istituto Tumori avvierà la sperimentazione di tre nuove strategie terapeutiche sviluppate attraverso la stretta collaborazione tra l’Unita di Farmacologia Sperimentale Oncologica diretta da Alfredo Budillon e l’Unità Oncologica Sperimentale dell’addome diretta da Antonio Avallone, con il coinvolgimento della Chirurgia Colonrettale di Paolo Delrio e di quella Epatobiliare di Francesco Izzo

Il primo studio, “Improve”, esplorerà una nuova modalità di somministrazione dell'anticorpo anti-EGFR panitumumab in associazione alla chemioterapia standard, in pazienti con tumore avanzato in prima linea di trattamento. Obiettivo della sperimentazione: di impedire al tumore di adattarsi con meccanismi di resistenza al trattamento e, dunque, di migliorarne l'efficacia e al tempo stesso attenuare alcuni effetti collaterali come la tossicità cutanea. 

Il secondo studio, “Nicol”, comincerà l'arruolamento entro giugno e valuterà per la prima volta l'impatto di un immunoterapico, l'anticorpo anti-PD1 Nivolumab, somministrato prima dell'intervento chirurgico nei tumori del colon localmente avanzati. La finalità della sperimentazione è di evitare la formazione di metastasi a distanza. 

Il terzo studio si chiamerà “Revolution”, comincerà l'arruolamento entro l'estate ed è risultato vincitore del finanziamento di ricerca finalizzata da parte del Ministero della Salute. Lo studio valuterà, – spiega una nota dell'Istituto oncologico – in pazienti con tumore del colon avanzato con mutazione del gene Ras, l'impatto sulla sopravvivenza, di un farmaco generico a basso costo, l'acido valproico, un anticonvulsivante e stabilizzatore dell'umore utilizzato da oltre cinquanta anni, associato al trattamento standard con chemioterapia e anticorpo anti VEGF Bevacizumab. 




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