lunedì 25 giugno 2018

Sanità: in Campania 38 mila i pazienti oncologici

di Teresa Uomo 

Il Prof Paolo Muto del Pascale di Napoli
Se guardiamo i dati, in Italia mille persone si ammalano di cancro ogni anno. Di queste seicentocinquanta hanno bisogno di svolgere radioterapia. In Campania ci sono 38mila pazienti oncologici

Per offrire un trattamento più veloce, efficace e risolutivo è necessario investire nell’innovazione tecnologica. Ma l’innovazione costa. Si parla di circa 30 milioni di euro per l’implementazione e la realizzazione dei servizi di radioterapia oncologica di ultima generazione. Una cifra che viene fuori dalla ripartizione tra le regioni del Mezzogiorno (comprese Abruzzo e Molise) dai finanziamenti statali previsti dall’articolo 5/bis del “decreto Mezzogiorno” del 2017. Si necessita di apparecchiature moderne che possano curare l’integrazione della terapia farmacologica per il cancro, con tecniche meno invasive e più precise per aiutare i pazienti. Di questo si è discusso durante il convengo «Innovazione e moderne tecnologie in Radioterapia» tenutosi lo scorso mese di maggio a Napoli, all’Hotel Santa Lucia, sul miglioramento delle tecnologie a scopo terapeutico contro i tumori. 

Il Professor Paolo Muto - Primario del reparto di radioterapia dell’Istituto per la lotta ai tumori “G. Pascale” di Napoli - ha confermato che in Campania, sono circa 38mila i pazienti ammalati, di cui circa il 60% ha necessità di terapia. La radioterapia in Campania in questo periodo sta avendo sicuramente un ruolo di fondamentale importanza alla luce dei dati del 2017,  rispetto al precedente anno 2016, e anche rispetto al 2018 che sicuramente ci darà numeri ancora più importanti. 

Valeria CiarambinoPresidente della I Commissione Speciale per la Trasparenza della Regione Campania – ricorda che parlare di oncologia vuol dire parlare di una condizione in cui il paziente vive un disagio fortissimo e mette a rischio la propria vita, quindi è fondamentale che si riesca a garantire un’assistenza adeguata in tutte le fasi della malattia ed anche un trattamento radioterapico uniforme su tutto il territorio regionale. Quello che si rileva è che nella nostra regione l’offerta in questo ambito è carente rispetto alla domanda, sottolineando così l’importanza della programmazione, specificando come, ad un utilizzo della risorsa pubblica, debba corrispondere un effettivo miglioramento dei servizi. 

Il Professore Filippo Alongi dell’Università di Brescia e direttore della struttura complessa di Radioterapia Oncologica all’Ospedale Sacro Cuore – Don Calabria, di Negrar, Verona, ha commentato che nel reparto oncologico sono stati i primi al mondo a testare una nuova tecnica di radiochirurgia intracranica: si tratta di una metodica che consente di trattare bersagli multipli, quindi metastasi multiple all’interno della scatola cranica, ossia nel tessuto cerebrale in una singola seduta di pochi minuti. L’innovazione consiste nel fatto che in modo rapido e in modo assolutamente indolore riesce a colpire contemporaneamente queste sedi di malattia metastatica senza necessità di ricovero e senza dover fare l’anestesia. L’uso di questi nuovi macchinari può condurre a potenziali miglioramenti clinici e ad una importante diminuzione degli effetti collaterali. Con la tecnologia HyperArc di Varian si è così ottenuto il 90% di risposta sulle lesioni metastatiche trattate, un risultato straordinario, se si pensa che la terapia non risulta invasiva, né tantomeno dolorosa, e dura solo pochi minuti. 

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