lunedì 25 giugno 2018

Viaggio in Oriente: il primo cristiano in terre islamiche

di Fiorenza Basso

Da sempre l’uomo è portato a viaggiare per diverse motivazioni: migrazioni, pellegrinaggi, affari, o semplicemente per il piacere di viaggiare e di conoscere nuove culture, o ancora compiere un viaggio alla ricerca di se stessi

Le prime tracce, sebbene non ancora chiare e distinte, hanno iniziato a delinearsi tra le pagine della Bibbia, particolarmente nel primo libro dei Re e nel secondo libro delle Cronache, dove è descritta la storia d’amore nata tra Salomone e la regina di Saba, la quale fa visita a Salomone per mettere alla prova la sua grande saggezza. Procedendo negli archivi della storia, si rileva che molti autori greci trattano dell’Arabia. Erodoto, storico greco del V secolo, ha raccolto informazioni sulla penisola, sulle sue spezie quali: incenso, mirra, cassia e cannella. 

Alla fine del XV secolo, la curiosità, il desiderio di conoscenza e di scoperta sono diventati sempre più forti: i sovrani portoghesi hanno messo a disposizione di intrepidi capitani imbarcazioni per esplorare la costa occidentale dell’Africa e navigare in direzione di nuove terre. La scoperta di nuovi territori, il riconoscimento di storie passate hanno portato gli uomini più curiosi ad interrogarsi sulla totalità delle cose: sugli astri, sulla forma della terra, sui popoli e sui loro usi e costumi. 

Il principale obiettivo delle spedizioni è stato quello di riportare alla memoria degli europei territori ignoti poco abitabili per l’animale, e l’animo dell’uomo nomade individualista, geloso custode dei segreti dell’acqua e della pastorizia, orgoglioso di una libertà completamente individuale. 

Ludovico di Varthema, scrittore e viaggiatore italiano ha compiuto un singolare viaggio nell’Arabia Felix. Non disponiamo di informazioni riguardanti la data di nascita e quella di morte del ‘gentiluomo di Roma’ come preferiva essere appellato, ma siamo a conoscenza del suo viaggio intrapreso nei primi anni del XVI secolo, precisamente tra il 1503 e il 1508, grazie al suo resoconto di viaggio intitolato Itinerario, pubblicato a Roma nel 1510. All’inizio del 1503 ha raggiunto Alessandria in Egitto, è risalito il Nilo ed è giunto al Cairo. Ha proseguito in direzione di Beirut, ha visitato Tripoli, Aleppo e Damasco, dove è riuscito ad arruolarsi nella guarnigione mamelucca. Varthema ha proseguito il suo viaggio in direzione di Mecca e Medina unendosi alla carovana Hajj tra aprile e giugno del 1503. Ha descritto con dovizia di particolari i luoghi che ha visitato, ha adottato gli usi e i costumi della gente che incontrava, ha imparato nuove lingue. 

Ha attraversato il Mar Rosso e ha navigato lungo lo stretto di Bāb al-Mandab, nei pressi di Aden, dove è stato arrestato e imprigionato perché sospettato di essere una spia cristiana. Ha visitato Ṣan’ā, si è imbarcato ad Aden in direzione del Golfo Persico e dell’India. Durante il suo viaggio ha soggiornato anche a Zeila e Berbera, in Somalia

Ludovico di Varthema è ritenuto un esploratore di primo piano perché è stato il primo europeo a descrivere i beduini del deserto di Ḥamad, a scoprire Khaybar, il primo esploratore a descrivere il Ḥiǧāz e le città sante. La sete di conoscenza, la trasparente impudenza, i resoconti minuziosi hanno condotto il cavaliere del deserto ad ottenere un posto nella storia in qualità di primo uomo di religione cristiana ad entrare nelle città sante dell’Islam.



Nessun commento:

Posta un commento