giovedì 19 luglio 2018

L’Agopuntura nella cura del mal di schiena

di Luigi Rinaldi

Il mal di schiena, secondo le statistiche, risulta essere la causa più frequente di ricorso a visite specialistiche e a vari trattamenti medici e farmacologici. Le cause più frequente del dolore lombare risultano essere:
a) Patologia da usura qual è l’artrosi delle faccette articolari vertebrali, che presenta periodiche infiammazioni; 
b) Traumi da sforzo, posizioni scorrette, cadute, affaticamento o infiammazione muscolare; 
c) Sciatalgie: infiammazione dei nervi sciatico e crurale che fuoriescono dalle ultime vertebre del tratto lombare e sacrale; 
d) Listesi: scivolamento di una vertebra sull’altra;
e) Stenosi: restringimento del canale vertebrale. 

Nel mal di schiena giocano un ruolo di fondamentale importanza le componenti soggettive, ossia il terreno sul quale queste patologie vanno ad agire. Il dolore lombare, a fronte di quadri clinici e strumentali simili, presenta caratteristiche differenti da paziente a paziente, in base alla soglia di tolleranza al dolore, allo stile di vita, alla storia clinica e all’atteggiamento mentale. 

Da questa premessa, scaturisce l’importanza di un approccio globale al paziente lombalgico, in grado di prescindere dalla componente soggettiva. Molti specialisti ritengono che questo tipo di approccio possa essere realizzato dall’Agopuntura. Questa antichissima disciplina, risalente addirittura al 3000 a.C., ha un’efficacia dimostrata scientificamente in quanto determina un effettivo rialzo nel sangue di Endorfine e Adenosina (molecola che innalza la soglia di tolleranza al dolore), con effetti sia sulla patologia vertebrale che sullo stato generale del paziente. 

Lo strumento operativo dell’Agopuntura è l’ago che, infisso in determinati punti della superficie corporea, raggiunge il canale sotterraneo detto “Meridiano di Agopuntura”, dove scorre il liquido interstiziale ricco di cariche elettriche. Attraverso l’ago viene quindi ripristinata la fisiologica circolazione energetica all’interno dell’organismo. I risultati ottenuti sono soddisfacenti nel 95% dei casi non chirurgici di lombalgia. Vanno, pertanto, esclusi i pazienti affetti da ernia del disco, comprimente la radice spinale. 

Nelle lombalgie acute, chiamate più comunemente “colpo della strega”, l’azione dell’agopuntura è spesso rapida e sorprendente, con sblocco del dolore anche dopo una sola seduta. Tra una seduta e l’altra deve trascorrere un intervallo temporale di sei o sette giorni e di solito sono sufficienti tre applicazioni per eliminare il problema

Le lombalgie croniche richiedono un numero maggiore di sedute (dalle sei alle sette), le prime tre da effettuarsi ogni settimana e le successive a distanza di quindici giorni. In agopuntura il dosaggio delle sedute è di fondamentale importanza per evitare che il paziente anziché migliorare subisca un aggravamento delle sue condizioni. 

L’agopuntura, a differenza di tanti trattamenti farmacologici antinfiammatori, è anche priva di effetti collaterali, con conseguente vantaggio per le condizioni generali del paziente. Per quanto attiene, infine, l’indicazione del trattamento in casi di ernia del disco, è stato dimostrato che lo stesso può essere utilizzato con buoni risultati solo nella prima fase, ossia quella irritativa, quando è presente una forte infiammazione, con edema e compressiva sul nervo del disco erniato. 



"Richiesta" dal parcheggiatore abusivo? E' estorsione

di Antonio Cimminiello

Nonostante le misure sempre più stringenti assunte persino a livello nazionale (su tutte il noto "DASPO urbano") la piaga dei parcheggiatori abusivi soprattutto in talune realtà urbane -proprio come Napoli- non accenna a scomparire. Questa volta una "mano" in quella che ormai è a tutti gli effetti una lotta senza confini arriva da uno dei massimi organi giurisdizionali.

Con una recentissima sentenza infatti è addirittura la Corte di Cassazione ad intervenire sul punto, attraverso una nuova e particolare rilettura della condotta che molte volte vede come protagonista proprio la figura del posteggiatore abusivo. 

Il caso concreto sottoposto all'attenzione della Suprema Corte si era verificato ad Eboli e precisamente nei pressi del Campolongo Hospital, seguendo un copione più che noto: la richiesta di due euro per il parcheggio, pena un danno all'autovettura, non ha però intimorito la vittima, che si è prontamente recata a sporgere denuncia. 

Qual è però la vera novità che per certi aspetti introduce la la Cassazione? In sintesi viene abbandonata la precedente e diffusa ricostruzione giurisprudenziale - per la quale una condotta del genere andava ad integrare gli estremi del reato di violenza privata - mentre si riscontra, come detto, un diverso e più grave reato in casi analoghi, cioè quello di estorsione punito dall'art. 629 c.p. alla luce della ricorrenza in tali ipotesi di un "ingiusto profitto" (la presunta "offerta" proveniente dall'automobilista di turno). 

Al di là di tali letture teoriche, in che cosa si tradurrà questa presa di posizione sul piano pratico? Sicuramente i posteggiatori "aggressivi" rischieranno pene più pesanti (si parte dalla reclusione da uno a cinque anni), inoltre sarà consentito il fermo nonchè l'arresto obbligatorio in caso di flagranza di reato. 

E' significativo come tale sentenza finisca in realtà col confermare una ricostruzione già avallata dai giudici dei precedenti gradi dello stesso giudizio; ciò è senza dubbio indice di una raggiunta consapevolezza nei Tribunali della pericolosità che accompagna il fenomeno dei parcheggiatori abusivi. Tra l'altro, basta guardare la cronaca locale - o alcune volte ricordare episodi che accompagnano la nostra stessa quotidianità- per rendersi conto di come aggressività, violenza e prepotenza si annidino contemporaneamente in tale fenomeno: risale a pochi giorni fa, giusto per dirne una, l'aggressione ai danni dell'assessore regionale Francesco Emilio Borrelli, reo di essersi reso "paladino" di una vera e propria crociata contro i parcheggiatori abusivi. 

Probabilmente, la sentenza della Cassazione, ponendo all'orizzonte pene più pesanti ed interventi più sicuri ed immediati, potrà contribuire anche a far superare la paura che inevitabilmente emerge quando ci si trova a contatto con personaggi ben lontani dalla antica e folkloristica figura del "posteggiatore dell'offerta a piacere". 





Amici o colleghi? I rapporti interpersonali sul posto di lavoro

di Noemi Colicchio 

Di primo impatto forse ci verrebbe da dire “l’una non esclude l’altra” ma, ad onor del vero, è oggettivamente complicato gestire rapporti interpersonali ad alta dose di affetto incondizionato sul posto di lavoro. Sì, è proprio questa la chiave: la stima incondizionata, la devozione o l’essere perennemente concordi è una delle caratteristiche fondanti dell’amicizia in caso di “minaccia dal mondo esterno”. Che poi, nella quotidianità, ci si possa tirar dietro i portapenne per un litigio è un altro conto, ma quando subentrano problematiche che rischiano di minare reputazione o affidabilità sociale di un amico, il primo istinto è quello di proteggerlo e dargli tutto il nostro appoggio. E se invece con quell’amico condividiamo un lavoro? Se siamo chiamati, in virtù della nostra professionalità, ad esprimerci con un out-out su di lui? E se non fossimo d’accordo o qualcosa non andasse bene, come faremmo a dirglielo? 

Il problema è stato affrontato dalla sociologa americana Jessica Methot che, attraverso diversi focus group in svariate aziende degli Stati Uniti, ha condotto una ricerca riguardo la dicotomia o presunta tale tra amicizia e collaborazione tra colleghi per conto della «Personal and Social Psychology Bullettin» e pubblicata dal New Yortk Times, riuscendo a guadagnare centinaia di testimonianze. Risultato? 

Le amicizie nello stesso team di lavoro sono molto importanti perché garanzia di un ambiente gradevole e sereno. Fa piacere a tutti condividere con una persona fidata la quotidianità: il nostro ufficio è una seconda casa, il luogo in cui trascorriamo la stragrande maggioranza del nostro tempo ed un ambiente ostico può oggettivamente essere una controindicazione realmente importante per l’espressione del proprio potenziale. 

Qual è, dunque, il problema? La sovrapposizione di ruoli

Come fare ad essere democraticamente in disaccordo? Come esprimere una critica evitando che si travalichino le dimensioni emotive di amicizia e collaborazione lavorativa? Dove iniziano i doveri, l’impegno, i compiti e dove finisce la richiesta espressa in chiave amichevole? 

Il problema, riportato su scala più estesa nel tempo, più ingenerare nel soggetto meno propenso alla critica verso l’altro e maggiormente timoroso delle sue reazioni il cosiddetto “esaurimento emotivo” cioè la camera di incubazione della più importante sindrome del burnout, l’esaurimento da lavoro. Ci si astiene dal fare commenti, si cerca disperatamente di trovarsi in accordo con l’altro, si è nervosi, aumenta l’assenteismo ed il mancato conseguimento degli obiettivi aziendali. Insomma, la situazione può sfuggirci effettivamente di mano. 

Come risolvere questo problema? 

Alcune scuole di pensiero, forse un pelino più radicali delle altre, sostengono la necessità di eliminare qualsiasi forma di amicizia dal lavoro: si condivide il pavimento calpestato dal mattino alla sera e non la vita. Secondo consiglio: ritagliarsi degli spazi per sé e per la propria amicizia: consumare un rapporto in quattro mura d’ufficio ne fa perdere di vista il senso. Terzo, ed ultimo: non farsi prendere dall’ansia. Ogni caso è a sé ed ogni persona è differente dall’altra. Non esiste, né bisogna fidarsi di chi dica il contrario, un decalogo del buon comportamento da adottare sul lavoro condiviso con amici/fidanzati/mariti/mogli. La verità è che bisogna far prevalere il buon senso, in queste occasioni più che mai. 



Un amore irruento come le rivoluzioni

di Fiorenza Basso

È un libro che trasuda d’amore e di dolore quello scritto da Laura Tangherlini, giornalista e conduttrice di Rainews 24, intitolato "Matrimonio siriano" edito da Infinito Edizioni. È un resoconto di viaggio musicato che canta non solo l’amore reciproco dei due neo sposi, Laura e suo marito Marco, cantautore romano, ma anche quello di Laura nei confronti della Siria e del popolo siriano. 

L’amore di Laura per la Siria è nato nel 2009, quando si è recata a Damasco per studiare la lingua araba. Durante il suo soggiorno durato qualche mese, la giornalista ha potuto fare esperienza dell’infinita generosità dei siriani e della loro terra rimasta illesa solo nella sua memoria, ha ammirato meravigliosi paesaggi e a Mar Musa ha incontrato Padre Paolo Dall’Oglio

L’esigenza di dar voce al dolore che dilania il cuore del popolo siriano, attraverso racconti ascoltati dai suoi amici, troppo spesso messo a tacere dai mass media, è nata nel 2011, quando sono scoppiate le prime rivolte. Nei suoi due libri precedenti, Laura Tangherlini analizza le condizioni di vita in cui versano i profughi siriani, spiega le cause e l’evoluzione del conflitto siriano. 

Matrimonio siriano, il suo terzo libro, raccoglie le dolorose testimonianze di siriani torturati per ordine del regime, storie di famiglie sparpagliate nel mondo, perché vivere insieme non è stato più possibile a causa della guerra, racconti di bambini che convivono quotidianamente con il pesante vuoto che ha procurato la perdita di un loro genitore o in alcuni casi di entrambi. I sentimenti che uniscono i protagonisti di questo libro sono la ghurba, l’esilio, la separazione non volontaria, ma necessaria per sopravvivere, dalla propria famiglia, dal proprio paese, e la nostalgia, il dolore del ritorno verso la loro casa, verso la loro terra, dove un tempo sono stati felici, persino sotto un cielo che minaccia missili. 

Sono gli stessi sentimenti che spingono l’autrice a festeggiare il suo matrimonio ai confini della Siria, insieme ai siriani: un matrimonio benefico attraverso il quale ha voluto sensibilizzare la causa e ha donato qualche ora di divertimento ai piccoli profughi. Durante la fase di preparazione del matrimonio, Laura e Marco hanno sostenuto alcuni progetti sociali che hanno mirato ad aiutare siriani, attraverso le partecipazioni di nozze solidali con Terre des Hommes, fedi solidali con Ai.Bi Amici dei Bambini. 

La celebrazione del matrimonio è stata composta di due tappe, prima in Libano, poi in Turchia. Durante questi due viaggi, i neo sposi hanno incontrato il piccolo Momen, profugo siriano, affetto da disturbi comportamentali a causa della perdita del padre, che hanno sostenuto a distanza grazie ai soldi destinati alle bomboniere; hanno portato aiuti concreti quali giocattoli, materiale di cancelleria, giacche a vento, acquistati grazie ai regali di nozze ricevuti, in un orfanotrofio a Reihanly

Quello raccontato da Laura e cantato da Marco è un amore irruento come le rivoluzioni, che frantuma i muri e si abbatte come un uragano, così lo avrebbe descritto Nizar Qabbani, per dare vita a un noi che è così naturale. 

L’importanza delle vaccinazioni per proteggere la salute e la vita

di Teresa Uomo

Le vaccinazioni sono uno strumento efficace e sicuro per la prevenzione di numerose malattie infettive e consentono di salvare milioni di vite. Eppure, nonostante gli efficaci risultati della vaccinazione, a causa della scarsa copertura vaccinale, molti Paesi dell’Unione Europea si trovano ad affrontare focolai senza precedenti di malattie a prevenzione vaccinale. Tra il 2016 e il 2017 i casi di morbillo nell’UE sono triplicati e negli ultimi due anni 50 persone ne sono morte. Dall’inizio del 2018 in Italia ci sono stati 411 casi di morbillo che hanno causato decessi

Il Presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker – nel discorso sullo stato dell’Unione del 2017 – ha dichiarato inaccettabile che nel XXI secolo vi siano ancora bambini in Europa che muoiono per malattie che sostanzialmente potevano essere debellate da tempo. 

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, c’è chi si rifiuta, e chi è indeciso. Se quelli contrari alle immunizzazioni sono pochi, in crescita sono gli indecisi, perché dall’incertezza al no il passo è breve. E ciò è fonte di crescente preoccupazione. 

I falsi miti diffusi principalmente su Internet sono fuorvianti e in Italia, il 21% dei cittadini crede che i vaccini non siano sicuri, mentre il 18% pensa che non siano efficaci. Di fronte a queste errate convinzioni, l’obiettivo principale dovrebbe essere quello di individuare e affrontare le preoccupazioni di coloro che stanno legittimamente cercando di comprendere meglio l’immunizzazione per se stessi e per le loro famiglie. 

Una delle raccomandazioni importanti per la Commissione e gli Stati membri è quella di stabilire linee guida per un determinato programma di vaccinazione dell’Unione Europea entro il 2020, e di rafforzare la coerenza tra i piani di vaccinazione nazionali e regionali. 

Considerato il numero di vite umane in gioco, bisogna intensificare gli sforzi per aumentare i tassi di vaccinazione in tutta l’Unione Europea, per poter garantire che i cittadini di tutte le età e di tutte le nazionalità possano godere del diritto salvavita della vaccinazione, essendo uno degli interventi più potenti ed efficaci per la salute e per il benessere umano. 

Il presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera afferma che se si parla di progressi sanitari di una nazione come l’Italia, poche misure come le vaccinazioni hanno avuto e continuano ad avere una straordinaria influenza sulla salute pubblica; e poche altre misure oggi offrono un modo più efficace, efficiente e proficuo per salvare vite e garantire un futuro sano alle comunità.


Lo stadio San Paolo si rifà il look

di Luigi Rinaldi 

Lo stadio “San Paolo” di Napoli, teatro di appassionanti duelli calcistici e indimenticabili spettacoli musicali, cambia finalmente look. Lo scorso mese di giugno sono stati approvati i lavori di ristrutturazione programmati per le Universiadi del 2019, ma necessari anche per ospitare le gare, sia di campionato che di Champions della SSC Napoli nella prossima stagione. Si interverrà sulla pista di atletica e sull’impianto di illuminazione, che rappresentato le priorità per le Universiadi, nonché sul terreno di gioco e sui sediolini, che costituiscono, invece, le priorità del Club di Aurelio De Laurentiis

Il problema sono i tempi di realizzazione delle opere, in quanto la Uefa negli anni passati ha concesso varie deroghe, soprattutto con riferimento ai seggiolini, che attualmente non risultano a norma, a condizione che gli stessi venissero sostituiti entro la fine del 2017. Al momento i sediolini vecchi non sono stati neppure smontati tanto che il Napoli sta incontrando diverse difficoltà nel lancio della campagna abbonamenti, non essendo ancora chiaro quali settori dello stadio verranno chiusi e per quale lasso di tempo. 

Il Comune, intanto, continua a rassicurare che la Uefa concederà una nuova deroga anche per la imminente stagione calcistica 2018 - 2019. Come detto, sarà necessario intervenire anche sul terreno di gioco che ha riportato diversi danni in occasione del concerto in memoria di Pino Daniele, ospitando il pubblico anche sul manto erboso. 

In seguito ai sopralluoghi effettuati sono emerse diverse zone del terreno di gioco rovinate, con necessità di rizollatura soprattutto in prossimità delle panchine. Di questo se ne sta occupando l’agronomo di fiducia del Napoli, Giovanni Castelli, il quale già in passato ha restituito vigore al terreno solcato da Hamsik e compagni. 

Nel frattempo è stato approvato a fine giugno dalla Giunta Comunale il progetto esecutivo per la riqualificazione dei servizi igienici ad uso spettatori ed opere accessorie. Il progetto prevede interventi risolutivi di criticità esistenti ed altri necessari al perseguimento ed alla conservazione delle condizioni di esercizio e agibilità delle strutture, adottando soluzioni tecniche semplici, ma efficaci, durature ed allo stesso tempo innovative. 

L’esecuzione dei lavori, in questo caso, non interferirà con l’utilizzo dello stadio, in quanto saranno effettuati esclusivamente nei periodi privi di manifestazioni sportive ed avranno una durata di circa 90 giorni. Interesseranno tutti i blocchi servizi igienici posti a quota +36 e a quota +40, ossia tribuna, tribuna Nisida, tribuna ospiti, distinti, curva A e curva B, per un totale di 29 blocchi bagni, mentre all’anello inferiore, considerato che i servizi della tribuna centrale sono già stati oggetti di manutenzione con l’intervento del primo lotto funzionale e che quelli delle curve sono stati recentemente riqualificati, si è scelto di intervenire sui blocchi servizi tribuna ospiti, tribuna Nisida e distinti per un totale di 15 blocchi. 

L’intervento interesserà, pertanto, 44 blocchi servizi, compresi quelli destinati agli spettatori diversamente abili. Si interverrà, innanzitutto, sulla pavimentazione e sui rivestimenti. Saranno sostituiti i pezzi igienici, con installazione di nuova rubinetteria e verrà adeguato l’impianto elettrico e quello dell’illuminazione di emergenza. L’intera città di Napoli, a questo punto, si augura che lo stadio San Paolo, che rappresenta sicuramente un pezzo di storia metropolitana, possa finalmente diventare una struttura moderna, comoda e ospitale. 



Presentata la nuova stagione del Teatro Augusteo di Napoli

di Antonio Ianuale

La presentazione della prossima stagione del Teatro Augusteo ha avuto luogo lo scorso 22 giugno nel foyer del teatro dove Giuseppe, Roberta e Alba Caccavale hanno svelato il programma della prossima stagione teatrale nel solco della tradizione drammaturgica napoletana ma non solo. Un cartellone che spazia dalla commedia in prosa, al musical, con i maggiori interpreti del teatro italiano che calcheranno le scene dal prossimo mese di ottobre. Un programma che si arricchisce di due rappresentazioni vincitrici della rassegna internazionale organizzata dall’Augusteo e con concerti e spettacoli per le scuole

Si parte il 26 ottobre con “Belle ripiene, una commedia dimagrante”, con Rossella Brescia, Tosca D’Aquino, Roberta Lanfranchi e Samuela Sardo: un esilarante spaccato di vita femminile dove protagonisti del racconto sono questa volta il cibo e gli uomini. 

Dal 9 al 18 novembre è in scena Massimo Ranieri con il fortunatissimo “Sogno o son desto, 400 volte”. Lo show, ideato e scritto da Massimo Ranieri con Gualtiero Peirce vedrà Ranieri in veste di cantante, attore e narratore interpretare il suo repertorio e i grandi classici della canzone napoletana. 

Durante le festività natalizie è in programma il nuovo spettacolo dell’attore napoletano Carlo Buccirosso: “Colpo di scena”. “Comicissimi fratelli… il pubblico ha sempre ragione”, con Gianfranco e Massimiliano Gallo, indaga il vasto repertorio della comicità napoletana. 

Paolo Caiazzo sarà in scena con: “Non mi dire te l’ho detto”, una commedia degli equivoci al tempo dell’uso dei social network. Dal 13 al 15 marzo Gino Rivieccio in Cavalli di Ritorno 2.0 esplora il pericolo della perdita della privacy ai giorni d’oggi: un fan “ruba” i dati del protagonista e li utilizza per minacciarlo e sbeffeggiarlo. 

Non solo il repertorio della commedia ma anche il musical al centro della programmazione: dal 7 al 16 dicembre 2018 “#LaSciantosa, la prima influencer“, con la straordinaria voce di Serena Autieri, dall’8 al 17 febbraio 2019 "Peter Pan - Il musical forever", dal 22 febbraio al 3 marzo 2019 “Mamma mia!“, con un cast d’eccezione: Luca Ward, Paolo Conticini, Sergio Muniz e Sabrina Marciano, dal 5 al 14 aprile 2019 il musical “Priscilla, la regina del deserto“. 

Fuori dal cartellone non mancano titoli di grande interesse: dal 22 al 24 marzo 2019 è di scena la trasposizione teatrale di “Flashdance“, film cult del 1983, il 25 e 26 marzo 2019: “Lucio incontra Lucio”, lo spettacolo che racconta la vita, la storia e le canzoni di Lucio Dalla e Lucio Battisti, due tra i più grandi cantanti e autori nella storia della musica italiana. È prevista per il 17 maggio un gradito ritorno sul palcoscenico : quello di Lina Sastri con il suo nuovo spettacolo “Pensieri all’improvviso”.


Abusi edilizi in Campania: incostituzionale la Legge regionale 19/2017

di Antonio Cimminiello 

Più di 70.000 edifici abusivi. Migliaia di demolizioni già decise e che aspettano solo di essere eseguite, pari al numero di pratiche di condono presentate e non ancora lavorate dai Comuni competenti. Numeri record (purtroppo) per la Campania, difficili da fronteggiare senza arrecare danno in qualche modo. E' dai tempi del Governo regionale Caldoro che si cercano strade normative soprattutto al fine di tutelare chi ha sì costruito abusivamente ma solo per assicurarsi un tetto sotto il quale vivere. E, ripresa con maggior vigore dalla Giunta con al vertice Vincenzo De Luca, ecco che negli anni si è fatta largo l'espressione "abuso di necessità", proprio al fine di individuare ipotesi tali da poter evitare, o quanto meno differire nel tempo, l'intervento delle ruspe. 

La Legge Regionale 19/2017, cioè il tentativo più recente di dare concretizzazione a questo piano, ha però incassato prima la sfiducia del Governo nazionale e, roba di questi giorni, lo stop più vincolante e significativo da parte della Corte Costituzionale. La legge impugnata riconosceva ai Comuni la possibilità di acquisire al proprio patrimonio gli immobili abusivi (con la conseguente opzione di vendita o locazione rivolta proprio ai responsabili degli abusi ed occupanti), a patto che ciò fosse giustificato dalla presenza di un "prevalente interesse pubblico rispetto alla demolizione", ed in assenza di qualsivoglia contrasto con gli interessi di rispetto dell'assetto idrogeologico urbanistici ed ambientali. 

L'intervento normativo suscita le perplessità del Governo all'epoca guidato da Paolo Gentiloni, che di conseguenza impugna la legge al cospetto della Consulta, e lo fa con successo alla luce della sentenza 140/2018. La Corte lamenta la mancata considerazione delle caratteristiche di un edifico abusivo (il quale per il solo fatto di venire acquisito e divenire bene pubblico non perde la sua illegittimità originaria), oltre che l'obbligatorietà propria di un ordine di demolizione (che quindi non può mai essere aggirata, proprio perché tendente al ripristino della legalità) e soprattutto la particolare connotazione della materia del "governo del territorio", nella quale è lo Stato a dover dettare i principi generali e non le Regioni, come invece accaduto con la legge impugnata. 

Cosa succederà adesso? C'è una situazione di stallo che continuerà a permanere. Gli enti locali lamentano l'assenza delle risorse indispensabili per attuare le demolizione ( si parla di migliaia di euro per edificio), ma dall'altro lato le associazioni ambientaliste evidenziano la necessità di ripristinare uno stato dei luoghi non più letale per la natura. Si delinea, a quanto pare, un altro, insanabile contrasto tra diritti tutti quanti fondamentali ed irrinunciabili. 



Napoli: Cappella Pignatelli rinasce grazie al Suor Orsola Benincasa

di Antonio Ianuale

Cappella Pignatelli
Napoli ritrova uno dei suoi preziosi gioielli dell’era rinascimentale: rinasce dopo oltre cinquant’anni la Cappella Pignatelli. Merito dell’Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa, divenuto proprietario della struttura agli inizi degli anni 90’ dalla famiglia Pignatelli. 

L’impegno dell’università nel restituire la Cappella alla città si è concretizzato grazie anche ai fondi europei del progetto "Centro Storico di Napoli - sito Unesco" in sintonia con la Regione e il Comune

I lavori sono iniziati nel 2014 e hanno riguardato il restauro dell'apparato decorativo interno con la pulitura ed il consolidamento delle lastre di marmo dei rivestimenti verticali, il restauro della volta affrescata, il restauro degli stucchi, delle cornici e delle decorazioni pittoriche delle volte. Inoltre i lavori hanno consentito anche il restauro e l'integrazione della pavimentazione in marmo e di quella in cotto e maioliche. 

Dopo anni di abbandono finalmente torna a splendere un gioiello della Napoli rinascimentale: "Finalmente la Cappella Pignatelli - spiega Pierluigi Leone de Castris, direttore della Scuola di Specializzazione in Beni storico-artistici dell'Università Suor Orsola Benincasa e coordinatore scientifico dei lavori - potrà tornare a rivelare al pubblico i suoi tesori e soprattutto, nella sua nuova veste di sede universitaria, di laboratorio e di centro di ricerca e d'informazione, potrà testimoniare l'impegno e la tradizione formativa del Suor Orsola nel campo della conservazione e del restauro, della storia dell'arte e del turismo culturale e in questo senso ci rende particolarmente orgogliosi aver realizzato l'impegno che la famiglia Pignatelli aveva scelto di affidarci evidentemente proprio nella convinzione che oggi, non solo a Napoli, l'Università Suor Orsola Benincasa rappresenta una grande certezza per la conservazione e soprattutto per la valorizzazione dei beni culturali". 

La Cappella ha una storia molto affascinante che merita di essere raccontata: costruita nel 1348, l’opera voluta dalla famiglia Pignatelli è un omaggio all’abate Pietro Pignatelli scomparso nello stesso anno. A partire dal 1736 la cappella assunse poi forme barocche, dotata di un nuovo altare progettato da Gaetano Buonocore e di una cupola a scodella affrescata nel 1772 da Fedele Fischetti

Negli anni '90 è oggetto di atti vandalici e furti, che ne offuscano l’antica bellezza. Emblema del totale degrado della struttura è il suo utilizzo come deposito di sedie, fino almeno alla cessione all’università che in tempi brevissimi ha restaurato la Cappella, facendone adesso un centro di cultura e ricerca: oltre alla attività accademiche, la Cappella sarà sede di convegni, mostre ed eventi musicali.


Immigrazione: in Italia sbarchi in calo del 77% nei primi mesi del 2018

di Teresa Uomo

L’emergenza immigrazione si misura da ciò che si vede: la gente la riconosce nel migrante in stazione che elemosina, che bivacca, che chiede soldi. La gente giudica ciò che vede con una percezione di emergenza, anche se la realtà non è tale. È un fenomeno ciclico, così come le onde che portano gli immigrati dall’Africa: si alternano i giorni senza arrivi a quelli in cui a sbarcare sono in migliaia. 

Secondo i dati UNHCR, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, tra il 1° gennaio e il 31 maggio 2018 sono sbarcate in Italia 13.313 persone. Tra i paesi di provenienza il più rappresentato è la Tunisia: tra giugno 2014 e giugno 2017 sono arrivate via mare in Italia 550 mila persone, la gran parte proveniente dall’Africa subsahariana. Da luglio 2017 la frequenza degli arrivi è calata sensibilmente, come effetto degli accordi che Italia ed Unione Europea hanno stretto con la Libia e con altri paesi di transito dei migranti, come il Niger. A seguire altri sbarchi provenienti da Eritrea, Nigeria, Sudan, Costa d’Avorio, Pakistan, Mali e Guinea

Se dunque consideriamo gli sbarchi su tutte le coste europee, tra il 1° gennaio e il 31 maggio 2018 sono arrivati via mare in Europa circa 35 mila migranti. In parte sono sbarcati in Grecia ed in parte in Spagna. 

In Grecia arrivano soprattutto siriani e iracheni; mentre in Spagna il numero delle persone in arrivo, in parte via mare e in parte via terra, è aumentato passando dagli ottomila del 2016 ai 22 mila del 2017. Il trend sembra continuare in questo 2018 con una crescita significativa proprio a metà anno. 

Il tema migrazioni è in cima all’agenda politica e all’attenzione dell’opinione pubblica europea da diversi anni e sta diventando sempre più importante. Gli stati mediterranei, Italia e Grecia soprattutto, sono alle prese con una prima accoglienza che, a causa della chiusura delle frontiere interne all’Europa e dell’assurdo Regolamento di Dublino, diventa un’accoglienza di lungo periodo che genera molti malcontenti e disagi, innanzitutto per i migranti. 

Gli stati del centro-nord Europa – Austria, Germania, Danimarca, Svezia – accolgono già grandi numeri di richiedenti asilo e rifugiati e non sembrano disposti ad accoglierne altri, chiudendo di conseguenza confini. Gli stati dell’est Europa mostrano un atteggiamento di chiusura totale, rifiutando di accogliere anche numeri minimi di richiedenti asilo. 

Attraversare il Mediterraneo è diventato sempre più pericoloso. Migliaia di persone sono intrappolate nei confini interni dell’Europa, in Grecia, Bulgaria, Serbia, Italia stessa, in condizioni in alcuni casi disumane. Il 2018 vede quindi un’Europa sempre più impegnata a contenere i continui flussi migratori in arrivo.