giovedì 19 luglio 2018

"Richiesta" dal parcheggiatore abusivo? E' estorsione

di Antonio Cimminiello

Nonostante le misure sempre più stringenti assunte persino a livello nazionale (su tutte il noto "DASPO urbano") la piaga dei parcheggiatori abusivi soprattutto in talune realtà urbane -proprio come Napoli- non accenna a scomparire. Questa volta una "mano" in quella che ormai è a tutti gli effetti una lotta senza confini arriva da uno dei massimi organi giurisdizionali.

Con una recentissima sentenza infatti è addirittura la Corte di Cassazione ad intervenire sul punto, attraverso una nuova e particolare rilettura della condotta che molte volte vede come protagonista proprio la figura del posteggiatore abusivo. 

Il caso concreto sottoposto all'attenzione della Suprema Corte si era verificato ad Eboli e precisamente nei pressi del Campolongo Hospital, seguendo un copione più che noto: la richiesta di due euro per il parcheggio, pena un danno all'autovettura, non ha però intimorito la vittima, che si è prontamente recata a sporgere denuncia. 

Qual è però la vera novità che per certi aspetti introduce la la Cassazione? In sintesi viene abbandonata la precedente e diffusa ricostruzione giurisprudenziale - per la quale una condotta del genere andava ad integrare gli estremi del reato di violenza privata - mentre si riscontra, come detto, un diverso e più grave reato in casi analoghi, cioè quello di estorsione punito dall'art. 629 c.p. alla luce della ricorrenza in tali ipotesi di un "ingiusto profitto" (la presunta "offerta" proveniente dall'automobilista di turno). 

Al di là di tali letture teoriche, in che cosa si tradurrà questa presa di posizione sul piano pratico? Sicuramente i posteggiatori "aggressivi" rischieranno pene più pesanti (si parte dalla reclusione da uno a cinque anni), inoltre sarà consentito il fermo nonchè l'arresto obbligatorio in caso di flagranza di reato. 

E' significativo come tale sentenza finisca in realtà col confermare una ricostruzione già avallata dai giudici dei precedenti gradi dello stesso giudizio; ciò è senza dubbio indice di una raggiunta consapevolezza nei Tribunali della pericolosità che accompagna il fenomeno dei parcheggiatori abusivi. Tra l'altro, basta guardare la cronaca locale - o alcune volte ricordare episodi che accompagnano la nostra stessa quotidianità- per rendersi conto di come aggressività, violenza e prepotenza si annidino contemporaneamente in tale fenomeno: risale a pochi giorni fa, giusto per dirne una, l'aggressione ai danni dell'assessore regionale Francesco Emilio Borrelli, reo di essersi reso "paladino" di una vera e propria crociata contro i parcheggiatori abusivi. 

Probabilmente, la sentenza della Cassazione, ponendo all'orizzonte pene più pesanti ed interventi più sicuri ed immediati, potrà contribuire anche a far superare la paura che inevitabilmente emerge quando ci si trova a contatto con personaggi ben lontani dalla antica e folkloristica figura del "posteggiatore dell'offerta a piacere". 





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