martedì 28 agosto 2018

Piano di Lavoro della Campania: verso PA 4.0

di Noemi Colicchio 

Il Governatore De Luca con gli Ass. Bonavitacola e Marciani
Precarietà: un concetto abbastanza ridondante ed uno status vivendi fin troppo familiare ai giovani d’oggi che sempre più si trasformano in manodopera a buon mercato per i call center. Tutto ciò impedisce loro di sviluppare competenze lavorative specifiche, restando così per sempre outsider. Il problema riguarda molto di più il mercato nel Mezzogiorno, dove le imprese private sono in numero inferiore e marginali, cioè operano in settori a forte competitività di prezzo: essendo più attente ai costi, vogliono pagare di meno e assumere in modo precario o informale

Discorso che coinvolge ancor più il settore pubblico: diverse amministrazioni hanno ormai una tale carenza di personale altamente specializzato da non essere in grado di garantire ai cittadini di importanti città meridionali diritti costituzionalmente garantiti, come la salute. Nelle principali Asl campane mancano medici specialisti ed è una carenza che durerà ancora per molto dato il blocco totale delle assunzioni. Ad aggravare la situazione sono i rallentamenti dei processi di informatizzazione e digitalizzazione della PA che, rendendola anacronistica, creano ostacoli importanti alla competitività del settore privato. 

Una luce in fondo al tunnel sembra essere il Piano Lavoro della Campania, in dirittura d’arrivo in questi giorni da parte della Giunta Regionale. Il Governatore, Vincenzo De Luca, ha illustrato a livello nazionale un piano che prevede l’inserimento di nuove risorse in tutti gli enti pubblici: regione, province, comuni, Asl tenendo conto del fabbisogno da loro dichiarato. 

In un’ottica del contenimento dei costi di selezione del personale, la Regione si avvarrà di un ente apposito che selezionerà un certo numero di candidati, li formerà per un paio d’anni, mentre già percepiranno un compenso di circa 1.000 euro mensili, e li renderà disponibili per la chiamata degli enti che ne faranno richiesta. Ci si aspetta che tutto ciò, grazie all’aumento del capitale umano, possa contribuire al rilancio non solo del settore pubblico ma anche di quello privato. 

Altri fondi, oltre a quello di pensionamento, verranno da una riqualificazione ulteriore della spesa. “Da anni chiediamo una Pubblica Amministrazione 4.0 – commenta Vito Grassi, neo presidente degli industriali di Napoli e della Campaniaoggi siamo favorevoli a un piano che definisce tempi e modi. Ci offriamo per dialogare con le istituzioni, offrire consigli e far presentate quali sono i profili di cui ritentiamo possa esserci bisogno”. 


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