giovedì 27 settembre 2018

"Decreto Ischia": i primi passi verso la ricostruzione

di Antonio Cimminiello 

A poco più di un anno dal terribile sisma che ha colpito Ischia, seminando distruzione e morte in particolare nei Comuni di Casamicciola Terme, Forio e Lacco Ameno, sta per avviarsi a completamento l'iter di approvazione del Decreto con il quale si potrà cominciare concretamente ad avviare un piano per la ricostruzione ed il soddisfacimento delle esigenze degli abitanti dell'Isola verde nate in virtù del sisma: in altre parole, l'obiettivo sarà assicurare "la riparazione, la ricostruzione, l’assistenza alla popolazione e la ripresa economica". 

Infatti l'intento dell'esecutivo nazionale guidato dal premier Giuseppe Conte - tra l'altro venuto sull'isola ad annunciare l'iniziativa normativa - è andare oltre la sola possibilità di ridare un tetto a chi non l'ha più, il tutto sotto la supervisione di un Commissario, individuato nella persona del Prefetto Schilardi, sui cui poteri effettivi - per lo più di gestione e coordinamento degli interventi- non sono mancate polemiche. 

Nel Decreto si prevede una serie di iniziative di carattere economico e fiscale, come la concessione di un contributo per gli imprenditori ed i professionisti che abbiano subito un significativo ridimensionamento del loro fatturato annuo, o ancora la sospensione della riscossione dei cartelle esattoriali e di alcuni tributi fino al 2020

Quanto alla ricostruzione vera e propria, viene assicurata l'intera copertura dei costi che sarà necessario sostenere per creare una nuova abitazione, e precisamente per gli interventi più disparati, dalla "riparazione, ripristino, ricostruzione, delocalizzazione e trasformazione urbana degli immobili di edilizia abitativa e ad uso produttivo e per servizi" fino all'eliminazione dei "danni agli edifici privati di interesse storico-artistico". 

Non vengono previsti precisi limiti temporali, per cui si potrà anche ricostruire a spese proprie per poi successivamente ottenere il contributo descritto. Potrà accedere al contributo chiunque non sia stato in passato responsabile di abusi edilizi, compresi coloro per i quali i competenti Comuni accoglieranno le istanze di condono presentate ai sensi delle apposite Leggi del 1985, 1994 e 2003: con questa scelta viene finalmente chiusa un'aspra polemica sorta proprio in ordine all'estensione della platea dei beneficiari, considerato che l'Isola d'Ischia purtroppo è uno dei territori più colpiti dal fenomeno del "cemento selvaggio" e che molti abitanti negli anni hanno edificato costruzioni abusive in parte interessate proprio dal sisma. 

Il provvedimento normativo promette bene - anche in virtù della sua apparente operatività "ad ampio raggio" - nella speranza che non venga "affossato" dai tempi della burocrazia, quegli stessi tempi che hanno praticamente paralizzato tutto, a partire dal funesto 21 Agosto del 2017. 





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