giovedì 27 settembre 2018

Lavori per 4 giorni, ti pagano per 5. Sogno o son desto?

di Noemi Colicchio

Perpetual Guardian
Arriva da Wellington, Nuova Zelanda, il modello di lavoro “sostenibile” che rende felici imprenditore, dipendente ed anche l’ambiente. Un primo esperimento è stato condotto dall’azienda Perpetual Guardian, impegnata nel campo dei testamenti e delle assicurazioni per nucleo familiare, ottenendo un successo tale da esser stato ormai preso ad esempio per un cambiamento si spera attecchisca su scala globale. 240 i dipendenti che hanno preso parte all’esperimento che ha ridotto la settimana lavorativa a 4 giorni invece che 5 in due mesi dell’anno appena trascorso e nel luglio 2018 sono state già tirate le somme di quanto accaduto: la produttività ha toccato picchi fino a quel momento sconosciuti alla corporate, proprio perché i lavoratori hanno avuto la possibilità di ottimizzare il proprio lavoro in un margine di ore ristretto, dedicando così più tempo ad affetti e hobby. 

Due ricercatori sono stati assunti per verificare gli effetti di questa scelta sul personale, tra cui Jarrod Haar, Docente HR presso la University of Technology di Auckland, che ha rilevato un miglioramento del 24% nell'equilibrio vita-lavoro. Percentuale irrisoria? Non direi! Già dopo i primi giorni liberi, i dipendenti sono tornati più attivi ed energici alle proprie postazioni. "I supervisori hanno dichiarato che lo Staff era più creativo, con una presenza più partecipata, puntuale e nessuno lasciava l’ufficio in anticipo o si concedeva pause lunghissime” conferma il Sig. Haar affermando che “la loro effettiva prestazione lavorativa non era affatto mutata, pur essendo stata eseguita per 4 giorni invece che per 5”. 

Si potrebbe dire, anzi, che il meccanismo psicologico scattato nel personale abbia funzionato esattamente all’opposto: avere meno tempo a disposizione ha indotto tutti - o quasi - ad ottimizzare i tempi aumentando la propria produttività durante le ore dietro la scrivania. Le riunioni sono state ridotte da 2 ore a 30 minuti e i vari Team di lavoro hanno addirittura creato un codice di comunicazione, fatto di segnali utili a contrassegnare chi avesse bisogno di silenzio e concentrazione in quel momento, per lavorare senza distrazioni. Probabilmente è questo il primo caso al mondo, in assoluto, dove un dipendente viene pagato per più giorni di quelli in cui realmente lavori! In Svezia, nella città di Gothenburg, è stato condotto un esperimento simile che ha portato alla riduzione delle ore di lavoro giornaliere. Siamo tutti d’accordo però nell’affermare che avere un giorno libero in più… è tutt’altra storia! 

Andrew Barnes del Perpetual Guardian
Come nasce l’idea? Andrew Barnes, il fondatore dell'azienda, ha raccontato di aver avuto questa intuizione dopo aver letto un interessante rapporto scientifico in cui si sottolineavano gli effetti delle distrazioni a lavoro sui dipendenti: simili a quelli dati da una notte insonne o fumo di marijuana. In media, sottolineava l’articolo, ogni lavoratore impiega in modo totalmente improduttivo tre ore della propria giornata lavorativa. Attenzione, di ogni sua giornata lavorativa. I risultati raggiunti dal Perpetual Guardian hanno palesemente dimostrato che non è importante il numero di ore, quanto la comunicazione dirigenziale e manageriale che dà l’impronta culturale all’azienda. Si lavora per obiettivi, mettendo in campo le proprie capacità di problem solving, nei tempi necessari e sufficienti. Aggiunge Barnes: "Un contratto dovrebbe riguardare un livello di produttività concordato. Se termini il lavoro in meno tempo, perché dovrei tagliare la tua paga?". 

Testimonianza interessante quella di una madre lavoratrice, la Signora Barker, che afferma di esser sempre stata distratta durante le ore lavorative dai mille pensieri che affaticano le madri lavoratrici: questioni familiari, fare la spesa, i bambini a scuola, le bollette da pagare. Avere un giorno in più libero ha significato poterle risolvere e rilassarsi durante il weekend. Risultato? Dice di non esser mai stata più produttiva a lavoro come in quei due mesi. 

Finora abbiamo considerato i benefici che incidono positivamente sul personale. Ma diamo un’occhiata all'ambiente: cosa significa far lavorare un giorno in meno i propri dipendenti? Per l’azienda, meno energia elettrica ed in generale costi legati ad utenze che si abbassano notevolmente. Per il mondo intero, una importante diminuzione dell’inquinamento ambientale! Potremmo ideare spazi più piccoli da dedicare ai nostri uffici e concentrarci sulla possibilità di declinare il concetto di “smart working” in più sfaccettature, tali da realizzare gli interessi dell’intera collettività. 

Nessun sogno, bisogna che ci destiamo. 


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