giovedì 27 settembre 2018

Telecamere alla Sanità: quando lo Stato "non vede"

di Antonio Cimminiello 

"Mai più". Sono le parole che affiorarono nella mente di tutti, all'indomani dei funerali di Genny Cesarano, il giovane che ha pagato con la vita la "colpa" di trovarsi nel mezzo di una sparatoria di camorra, di trovarsi al posto sbagliato, anche se quel posto è una semplice piazza, e cioè quello che dovrebbe essere un normale e sicuro luogo di aggregazione. O ancora meglio, una testimonianza viva "dell'oro di Napoli", perchè si sta parlando del Quartiere Sanità, della culla del "Principe della risata" Totò ed anche di tante bellezze storiche ed architettoniche. 

Ma la Sanità è anche dedalo di vicoli ed umanità dove troppe volte gli occhi non arrivano, o peggio vengono chiusi, quando si tratta di "stese", di criminalità, di lotte per la conquista anche solo di pochi metri di strada. Proprio per questa ragione venne salutata con entusiasmo la decisione di installare alla Sanità una serie di telecamere, come tra l'altro già accaduto nel resto della città: una misura semplice, ma che racchiude tanta efficacia deterrente. 

Cosa è cambiato a questo punto da quel triste Settembre 2015 in cui mori Genny? La Sanità oggi sembra "aprirsi al mondo", si riescono perfino a scorgere turisti in quei vicoli, ma ad un certo punto si scopre che delle telecamere non c'è nessuna traccia: precisamente, si può parlare solo della comparsa di "occhi elettronici", per nulla funzionanti a partire dal 24 Agosto scorso. 

Ha avuto così inizio l'oramai solito tourbillon delle competenze e delle responsabilità. La Questura veniva a conoscenza della disdetta, ad opera della ditta che ha installato le telecamere, del contratto di fornitura di energia (relativo ai contatori che avrebbero alimentato l'impianto di videosorveglianza) in virtù della mancata voltura dello stesso da parte del Comune di Napoli. Accuse prontamente rispedite al mittente da quest'ultimo, il quale, per il tramite del Capo di Gabinetto Attilio Auricchio, fa sapere di aver da molto prima chiesto tale voltura, frenata in ciò proprio dalla disdetta - non annunciata - della ditta installatrice. 

Adempimenti doverosi mancati? Assenza di comunicazione? La causa di tutto ciò forse non verrà mai chiarita del tutto, o forse si, anche se ciò conta davvero poco. Ciò che conta è l'impatto che anche un semplice disservizio può avere su una "rinascita" che sembra davvero coinvolgere la Sanità, una rinascita che sembra sempre sul punto di spiccare il volo, che avrebbe sempre bisogno degli occhi dello Stato, salvo poi scoprire che quegli occhi non "vedono", anche se elettronici. 



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