mercoledì 31 ottobre 2018

Patto dei Sindaci: un nuovo strumento di contrasto alla povertà

di Antonio Cimminiello

Non migliaia, ma milioni di unità. Non si parla di debito pubblico o di Euro, ma dell'allarmante statistica in ordine alle persone attualmente in stato di povertà in Italia (1 milione e 778mila famiglie con al loro interno 5 milioni e 58 mila componenti, secondo i più recenti dati raccolti dall' ISTAT). Nell'ottica di contrastare questa triste situazione è stato siglato nei giorni scorsi uno schema di protocollo d'intesa- che vede tra le parti interessate ed attive la Regione Campania- che ha il suo fulcro nella futura istituzione della "Carta dei sindaci della Campania- solidali con la povertà"

Precisamente, al fine di "...permettere a tutti gli indigenti di poter soddisfare i bisogni primari e le necessità più essenziali e indispensabili, altrimenti impossibili da sostenere per le persone in stato di povertà assoluta", si permette ai Comuni campani che intendono aderire a tale protocollo di istituire all'interno dei propri bilanci un capitolo di spesa ad hoc: esso infatti sarà "contenitore" di fondi il cui utilizzo rappresenterà una forma di contrasto alla povertà. 

Tali fondi avranno provenienza tanto pubblica quanto privata, potendo trovare spazio infatti tra essi anche le donazioni di semplici cittadini. Peculiare è anche la destinazione del denaro così raccolto: esso non va a confluire nell'attuazione di un'iniziativa specifica, ma verrà devoluto ai poveri il 4 Ottobre di ogni anno - giorno della celebrazione di San Francesco d'Assisi- nel rispetto di future e specifiche determinazioni comunali. 

Quest'iniziativa quindi si colora di un significato spirituale ed ideale (significativo è il fatto che le parti siano la Regione Campania ed il Sacro Convento di Assisi), visto anche che le finalità del protocollo sono espressamente menzionate quale punto d'ispirazione per l'adozione futura di "...ogni idonea iniziativa volta a contrastare il fenomeno della povertà in ambito regionale", ma al tempo stesso non è privo di un'accezione "pratica", in quanto consente pur sempre l'acquisizione di risorse concrete, raccolte nel segno della solidarietà

Non da ultimo, è interessante la sinergia che in quest'occasione viene a realizzarsi tra enti religiosi e non- non sempre e proverbialmente sulla stessa lunghezza d'onda- grazie al connubio tra condivisione di motivazioni etico-spirituali e perseguimento di finalità di carattere sociale, creando così un modello tra l'altro aperto alla futura e volontaria adesione anche da parte di altri Comuni e Regioni italiani.





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