mercoledì 31 ottobre 2018

Pirandello e la molteplicità delle apparenze

di Teresa Uomo

Romanzo? Monologo teatrale? Trattato filosofico? “Uno, nessuno e centomila” di Luigi Pirandello: opera geniale, di assoluta modernità concettuale e tematica. In questo romanzo, Pirandello affronta la molteplicità delle apparenze, ossia la scoperta della persona come un collage di immagini, tutte diverse e tutte vere e false allo stesso tempo, relative e fugaci, dotate di realtà solo nella mente degli altri. 

Il romanzo vuole mettere in evidenza gli ideali e gli schemi che ci vengono imposti dalla società e cercare di far capire al lettore che i corpi delle persone assumono continui aspetti diversi a seconda del punto di vista di chi lo osserva. Quindi anche noi siamo “Uno, Nessuno e Centomila”. È questo il messaggio che Pirandello vuole comunicarci. 

Gli argomenti trattati sono estremamente attuali. Spesso anche a noi capita di essere fraintesi dagli altri, che non comprendono veramente chi siamo, così la nostra personalità non può rivelarsi del tutto perché gli altri guardano verso di noi con occhi diversi. 

Lo stile del romanzo è moderno, e pertanto rende bene l’idea dello scorrere veloce del tempo, della mutevolezza repentina dell’essere e delle sensazioni, lasciando al termine della lettura una sensazione di smarrimento. Uno stile che si caratterizza per essere dialogo con il lettore, il quale viene sollecitato e fatto partecipe di questa imbarazzante scoperta, la “scomparsa” dell’individualità, ed il contenuto, poi, rappresenta una pura riflessione filosofica, che prende a piene mani da Cartesio e arriva dritta all’epoca dello scrittore siciliano e oltre. 

Si legge “Uno”: un essere umano completo e unico, “Centomila”: risultato del riflesso delle prospettive degli altri; “Nessuno”: la presa di coscienza del protagonista fa saltare tutte le sue certezze, sconvolgendolo. Così cercando di distruggere tutte le forme che gli altri gli attribuiscono e che lo rendono “centomila”, decide di dimostrare che le idee che hanno di lui non corrispondono al reale. Si scopre l’opera di un grande scrittore italiano che, per robustezza spirituale e letteraria, si accomoda tranquillamente accanto ai grandi romanzi russi e tedeschi dell’Ottocento e di inizio Novecento. 

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