lunedì 26 novembre 2018

Aperilingua: appuntamento cosmopolita e multiculturale a Napoli per l’integrazione

di Teresa Uomo

Studiare le lingue in modo divertente attraverso un evento che unisce divertimento, aggregazione e interscambio culturale. Conoscere gente nuova e comunicare con i propri coetanei. In che modo?! C’è l’aperilingua! L’aperitivo a sfondo linguistico che unisce giovani di tutto il mondo. Confrontarsi con le lingue straniere risulta spesso problematico, ma è un passo obbligatorio in una società dove le culture si incontrano e si scontrano. 

Durante l’Aperilingua vengono organizzati dei giochi per conoscere le diverse lingue del mondo. L’attenzione è rivolta soprattutto alla socialità. Il modo migliore per imparare una lingua, infatti, è parlarla. Ogni partecipante del tandem linguistico viene identificato con un cartellino con su scritto il nome e la nazionalità e poi ci si conosce in un ambiente leggero e frizzante. 

L’Aperilingua – ideato dall’associazione culturale Tecla – dà la possibilità a tutti di praticare le lingue in un luogo più confortevole, informale ed accogliente. Aggregazione, scambio linguistico e culturale delle lingue straniere quali inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, arabo, russo, cinese, giapponese, rumeno, polacco, olandese, ebraico, turco, italiano per stranieri, greco, napoletano, dialetti d’Italia, avendo così la possibilità di conoscere la cultura di un determinato paese. 

Lo si fa attraverso l’introduzione generale del paese, poi ci si concentra sulla storia della lingua. A seguire, parole, frasi e modi di dire più semplici e comuni, tradotte in tutte le lingue. Si propongono, inoltre, giochi, quiz, percorsi multiculturali, giochi di società, canzoni; il tutto accompagnato da un piccolo aperitivo composto da piatti tipici: ogni serata ha infatti come protagonista una diversa Nazione. 

L’evento, giunto alla quarta edizione, si tiene al Kesté, in Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli, Napoli. Un aperitivo multiculturale e multilinguistico, che raccoglie numerosi giovani provenienti da ogni parte del mondo; un incontro multietnico per dare modo a tutti di esprimersi nella lingua del proprio paese, imparando l’uno la lingua dell’altro. 

Un tutor madrelingua segue i partecipanti, aiutandoli nel dialogo. Il vero spirito dell’iniziativa è quello di socializzare, fare conoscenze, stringere amicizia, imparare le lingue, conoscere usi e costumi e – perché no – assaggiare tipiche pietanze e drink di diversi paesi del mondo. Si vengono così a creare momenti di aggregazione che favoriscono la multiculturalità, ed inoltre ci si diverte imparando. Feel free to speak your mind!


Maxi concorso della Regione Campania: il bando a febbraio

di Antonio Ianuale 

Anno nuovo, buone nuove: almeno stavolta davvero sembrano arrivare buone nuove per i tanti interessati alla lotteria dei concorsi pubblici. La Regione Campania con la delibera n. 625 del 09/10/2018 ha infatti incaricato il Formez PA di avviare le procedure concorsuali relative al piano per il lavoro nel settore pubblico in Campania. 

I posti disponibili saranno 10mila con contratto a tempo indeterminato, da assumere nel corso di due anni, con il bando previsto per febbraio del 2019. Il percorso prevede, oltre al reclutamento tramite concorso, formazione e un tirocinio retribuito della durata di dieci mesi

Il concorso è riservato sia ai diplomati che ai laureati, mentre non dovrebbero esserci posti per coloro in possesso della licenza media. Non dovrebbe esserci né un limite di età né la necessità della residenza nella Regione Campania. Nelle prime stime ci si attende una partecipazione di circa 200.000 candidati che saranno spalmati in circa trenta giorni di prove. Le figure professionali assunte lavoreranno in questi ambiti: servizi finanziari e tributari, amministrazione, servizi sociali, area tecnica

Le fasi del concorso sono state delineate in modo chiaro e esauriente: la prima prova, come norma nei concorsi ad alta partecipazione, sarà la prova preselettiva consistente nella risoluzione di test critico verbali, logico matematici e di abilità visiva. Sarà disponibile una banca dati per prepararsi al meglio. Superata la fase preselettiva i candidati per ognuno dei profili messi a concorso, affronteranno due prove scritte e una prova orale: la prima prova scritta sarà un test a risposta multipla relativi alle materie e/o ambiti disciplinari specifici del profilo concorsuale, dove verranno accertate anche le conoscenze linguistiche e quelle informatiche; la seconda prova scritta servirà a valutare la competenza tecnico professionali e si articolerà con quesiti a risposta sintetica

Per la prova orale la delibera non ha stabilito alcuna modalità. In seguito si provvederà alla graduatoria dei primi 10.000 candidati assegnati alle singole amministrazioni per un tirocinio formativo tecnico pratico della durata di dieci mesi. Infine ci sarà la prova finale, che consisterà in un elaborato scritto, a cui farà seguito la pubblicazione della graduatoria con i vincitori e gli idonei. 

L’ambizioso piano per l’occupazione promosso dalla Regione Campania ha l’obiettivo di innovare la pubblica amministrazione attraverso l’inserimento di diversi profili professionali e colmare le carenze di impiegati che si segnalano negli uffici tecnici, per figure come geometri e ingegneri, e tra gli istruttori amministrativi. 



Lettera a mia figlia che vuole portare il velo

di Teresa Uomo

Leila Djitli, giornalista di origine algerina, nel 2004 pubblica a Parigi un’opera singolare (“Lettera a mia figlia che vuole portare il velo”) in cui la figlia, nata e cresciuta in Francia, a diciassette anni decide di volersi mettere “il velo” delle donne musulmane. Tutto ciò apre uno squarcio epocale, con al centro la condizione della donna. 

Il testo della Djitli è la lettera accorata di una madre intellettuale che, senza negare le proprie radici arabo-musulmane, si sforza disperatamente di far capire alla giovane figlia i rischi pericolosamente presenti nel suo gesto “simbolico”. Ne vien fuori una sorta di lezione fatta col cuore, in merito ai valori di libertà e di uguaglianza che una donna deve conoscere e difendere, quale che sia la sua origine. 

Aicha è una donna franco-algerina che si è battuta per l’integrazione e la libertà: indossa i jeans ed è orgogliosa della sua emancipazione. Nawel è una ragazza di diciassette anni che riscopre testardamente la tradizione: per ribellione, rivalsa, bisogno di protezione. E di colpo ha deciso: “Voglio portare il velo”. Pronunciate sottovoce, le parole della figlia tagliano l’aria e fanno crollare le certezze. La madre ingoia rabbia e delusione; dunque, scrive. La sua è una lettera intima che ribalta i luoghi comuni e rifiuta gli stereotipi. 

Un velo scuro, coprente, ingombrante. Un velo contro cui sua nonna e sua madre hanno lottato, una copertura che hanno rifiutato, a cui hanno rinunciato. Quello stesso velo piomba tra Aicha e Nawel, tra una mamma di origine algerina che vive a Parigi, moderna ed orgogliosa di esserlo, e una figlia diciassettenne che decide improvvisamente di indossare l’hijab. 

Il libro si snoda attraverso una lunga lettera-confessione. La donna racconta la sua storia, quella della madre e della nonna, le vicende di tante donne accanto a lei. Cerca di spiegare alla figlia in un linguaggio semplice e incalzante cosa in fondo il velo voglia dire. L’uso dell’indumento ‘marchia le donne’, ma non si limita a questo, impone un comportamento sociale: salutare gli uomini senza dare la mano, non rimanere da sola in stanza con loro, non uscire, usare orari diversi per le piscine. Chi ha fede, e questo credo ha tanto di bello e di puro, non ha bisogno di segni esteriori per praticarla. A diciassette anni il velo rappresenta solo una fuga

La lettera è una denuncia intima che non si ferma ad un dialogo interiore, ma abbraccia temi importanti: il rapporto tra uomo e donna, l’indipendenza, la solitudine dell’immigrato, l’integralismo, la fede. I ragionamenti si susseguono come le parole, che manifestano rabbia, stupore, impotenza, dolore, ma soprattutto amore, amore per una figlia, amore per la vita, amore per una ribellione che si crede ancora giusta. 

Questo libro presenta una scrittura diaristica e asciutta, mostra antiche fratture generazionali e nuove ribellioni sociali. L’ironia della Djitli spesso è pungente. La madre si sofferma sull'ignoranza della propria famiglia, dell’ex-marito, su coloro che hanno fatto della religione il solo scopo della vita. Racconta poi storie di donne venute in Francia sperando di trovare un nuovo “Paradiso” e che invece hanno conosciuto soltanto dolore, emarginazione, ghettizzazione. È vero, dice il libro, che il tratto distintivo dell’adolescenza è la rottura con tutto quello che rappresenta l’ordine costituito. Non sono però gli “integralismi” di ogni sorta a nobilitare le differenze o i dissensi. Il velo, afferma l’autrice, non ti protegge da niente, men che mai “dagli uomini che vorrebbero umiliarti”. La libertà è un bene comune o non è niente. 

Opere a Napoli: gioie e dolori tra pubblico e privato

di Antonio Cimminiello

Particolare della Chiesa di San Gennaro all'Olmo
"Piove governo ladro": un'espressione antica e colorita, che mirava ad addossare qualsiasi responsabilità in negativo a chi ci amministra e viene proverbialmente dipinto come incapace, o peggio. Ma è anche vero che a volte ci si mette, per così dire, anche la sfortuna, come può essere a Napoli il controverso rapporto tra pubblico e privato. Si pensi, per dirne una, alla gestione della centralissima Via Marina

Nel Giugno 2018 l'Ente di Palazzo San Giacomo ha rescisso il contratto con l'impresa aggiudicataria del bando a causa di alcuni inadempimenti di quest'ultima; la scelta della nuova interlocutrice non è stata subito agevole, a causa del rifiuto della seconda classificata e cioè la Romeo Gestioni (con cui non sono mancati attriti negli ultimi anni), ma alla fine si arriva alla terza classificata, o meglio alla designazione del Consorzio Infratech

Eppure Via Marina rimane un cantiere a cielo aperto. Perchè? L'impresa estromessa dai lavori non ha ancora provveduto alla sgombero dei luoghi da transenne ed altri materiali di sua proprietà, anche se dal Comune assicurano una soluzione in tempi brevi. A questo punto però sarà necessario procedere in tutta fretta: si staglia all'orizzonte lo spettro di una paralisi nel completamento di un'arteria viaria fondamentale (con tutte le conseguenze che si possono immaginare in tema di traffico), e che rischia altresì di diventare definitiva, dato che entro Marzo 2019 sarà necessario ultimare i lavori per evitare la perdita dei fondi europei a ciò destinati. 

Altra vicenda che fa riflettere, ed apparentemente di tono diverso rispetto alla querelle Via Marina, ha interessato la Chiesa di San Gennaro all'Olmo, nel cuore della vecchia Napoli. L'edificio è famoso in quanto qui fu battezzato il celebre filosofo Giambattista Vico. Stando ad alcune foto ed altre testimonianze, in occasione di Halloween è stata organizzato in chiesa un party privato da una società di privati, il quale però non è apparso tanto consono al luogo, tra ragazze discinte, utilizzo improprio delle opere restaurate ed addirittura finte impiccagioni. 

L'inevitabile eco mediatica ha spinto la Curia di Napoli ad interrompere ogni rapporto con la Fondazione Vico, che gestiva l'opera ed inevitabilmente anche l'utilizzo da parte di terzi, senza dimenticare il probabile sviluppo di un'inchiesta da parte della Procura partenopea

La vicenda ricorda un episodio analogo che interessò pochi mesi fa il Palazzo Reale di Napoli ed un'altra iniziativa privata da esso ospitata, il cui emblema fu la celebre foto di gruppo di alcune avvenenti partecipanti sedute sull'antico trono che ospitò i reali borbonici. Le vicende descritte - che fortunatamente non rappresentano la normalità, a fronte dell'opera di tanti altri veramente rispettosa degli obblighi assunti - dimostrano quindi come a volte il binomio pubblico-privato non sia foriero di vantaggi ed effetti benefici, nè tale può considerarsi la sola prospettiva di maggiori guadagni. 


Nasce in Campania l’Osservatorio Regionale per i disturbi autistici

di Luigi Rinaldi 

L'autismo è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato dalla compromissione dell'interazione sociale e da deficit della comunicazione verbale e non verbale che provoca ristrettezza d'interessi e comportamenti ripetitivi. Le cause dell’autismo risultano ancora ad oggi sconosciute, anche se i ricercatori concordano nel affermare che nei disturbi dello spettro autistico entrano in gioco cause neurobiologiche, costituzionali e psico - ambientali acquisite. 

Lo scorso 30 ottobre, è nato, in Campania, l'Osservatorio regionale per i disturbi dello spettro autistico. Ogni anno in Campania nascono 350 bambini con disturbi autistici, in Italia 1 bambino su 150 presenta questa sintomatologia. Una diagnosi tremenda che in passato gettava le famiglie nello sconforto, immaginando il loro bambino condannato ad una vita isolata e priva di ogni relazione sociale ed umana. La ricerca scientifica ed il progresso dei sistemi terapeutici ed assistenziali hanno reso meno tremenda questa patologia al punto che, in alcuni casi, non è neanche più considerata una malattia, ma piuttosto una condizione di vita

Il Centro per l’Autismo e l’Osservatorio Regionale per il Monitoraggio dei Disturbi dello Spettro Autistico in Campania, diretto da Sergio Canzanella, è nato proprio per sostenere le famiglie in difficoltà. Si tratta sicuramente di un’iniziativa di grande importanza socio-sanitaria, legale e culturale. L’Osservatorio, che ha sede a Lusciano, in provincia di Caserta, si articola in tre servizi fondamentali: 

- il numero verde “pronto autismo” 800367701
- il sito www.osservatorioregionaleautismo.it 
- un ambulatorio della solidarietà 

I cittadini della Campania avranno così a disposizione un’importante servizio supportato dalle moderne tecnologie di comunicazione per affrontare i disturbi dello spettro autistico, senza vivere quella sensazione di abbandono ed isolamento che insorge dopo una diagnosi così complicata. L’Osservatorio garantirà: attività di formazione per i pediatri ed i medici di base per favorire la diagnosi precoce dell’autismo; la promozione della ricerca scientifica; la pratica delle più aggiornate metodologie terapeutiche; l’assistenza legale per eliminare il fardello del “dolore burocratico”. 

Il centro per l’autismo di Lusciano dispone infatti di tutti gli ausili tecnologici necessari per poter favorire l’apprendimento di questi bambini e ragazzi, ma anche la loro crescita personale. A disposizione dei ragazzi ci sono psicologi, medici, infermieri, fisioterapisti, terapisti ed operatori socio-sanitari. Mentre ai genitori è garantita assistenza legale da un pool di otto avvocati che, gratuitamente, saranno al servizio delle famiglie per far valere quei diritti spesso calpestati. 

"Tutti assieme - ha spiegato Sergio Canzanella, direttore generale dell'associazione House Hospital onlus - a partire dai Comuni, che hanno un ruolo determinante nella programmazione e nell'assegnazione dei fondi delle politiche sociali, possiamo e dobbiamo contribuire a far sentire meno sole le persone con autismo e le loro famiglie, alleviando il carico che ogni giorno devono sopportare". "Per i genitori interessati a farsi riconoscere le spese sostenute per le terapie ABA - ha annunciato Canzanella - l'Osservatorio mette gratuitamente a disposizione il servizio legale dell'associazione House hospital. Avvocati, Psicologi, Medici, Infermieri, OSS e Terapisti che assisteranno le famiglie in tutti i percorsi assistenziali e burocratici". 



Regione Campania e vaccini: arriva il nuovo piano di prevenzione

di Antonio Cimminiello 

L'argomento vaccini rimane a tutt'oggi uno dei più dibattuti, tra l'attesa del varo di nuove strategie nazionali e la realtà dei numeri forniti dalle statistiche. In tutto questo, la Regione Campania si appresta a varare il nuovo piano di prevenzione vaccinale. Se ne è parlato in un recente convegno, tenutosi nei giorni scorsi all'Hotel "Nh Ambassador" ed organizzato dalla Società Italiana di Comunicazione Scientifica e Sanitaria

In tale occasione sono stati evidenziati i fini che l'ente presieduto da Vincenzo De Luca intende perseguire per l'innanzi: in primo luogo, insistere in una corretta informazione in grado di garantire una prevenzione primaria (anche attraverso nuovi processi di comunicazione, come quelli "di prossimità" con gruppi specializzati sul territorio e a diretto contatto con i cittadini).

Molto spesso infatti, come evidenziato in tal occasione dal Dott. Gennaro Volpe (presidente della Confederazione Associazioni Regionali di Distretto) il bisogno sanitario viene percepito ma non espresso, il che rende la popolazione "fragile", in balia di fake news. Questo potrebbe essere evitato proprio con una conoscenza diretta e personalizzata e soprattutto improntata a verità (si pensi al dato dell'assenza di effetti collaterali finora dalla somministrazione dell'esavalente, come ricordato dalla Dott.ssa Maria Triassi, Professoressa ordinaria di Igiene presso l'Università di Napoli "Federico II").

In secondo luogo, è ferma l'intenzione di assicurare una prevenzione successiva e secondaria attraverso diversi tipi di interventi, ad esempio attraverso l'offerta vaccinale che sia sempre più omogenea, continuativa, gratuita e completa nei diversi distretti campani. Nel convegno non si è mancato di manifestare una serie di dubbi ed incertezze inevitabilmente legati al piano di prevenzione.

Da un lato infatti incombe sulle vaccinazioni la previsione di quello che pur sempre allo stato attuale rimane un vero e proprio obbligo: il rischio è che tale previsione ostacoli la percezione da parte della gente dell'effettiva utilità delle vaccinazioni, anche se, parole della Dott.ssa Triassi, "l'educazione sanitaria richiede per sua natura del tempo". A ciò si aggiungano le future azioni sul punto dell'esecutivo nazionale, il quale sembra orientato ad introdurre - ma tutto è ancora in divenire - il diverso concetto di "obbligo flessibile", mentre, come ribadito nell'incontro dalla Dott.ssa Antonella Guida (Dirigente Serv. Prevenzione della Regione Campania), oggi infatti è ferma e confermata la volontà della Regione Campania di mantenere in ogni caso l'obbligo vaccinale. Il rischio quindi è quello di una diversità di vedute sulla garanzia di ciò che l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito come "un bisogno ed un diritto per tutti". 





Aumentano in Campania le vittime della strada

di Luigi Rinaldi 

Secondo gli ultimi rilievi Istat sull'incidentalità stradale nel territorio campano, nel 2017, si sono verificati in Campania 9.922 incidenti stradali, che hanno causato la morte di 242 persone e il ferimento di altre 14.770. Rispetto al 2016, aumentano sia gli incidenti (+1,5%) che il numero di vittime della strada (+11%), con variazioni percentuali superiori a quelle rilevate nell’intero Paese dove si registrano un calo degli incidenti (-0,5%) ed un aumento dei morti (2,9%). 

Il dato più preoccupante riguarda la provincia di Napoli ove, nel 2017, si sono verificati 5.625 incidenti stradali che hanno causato 95 morti e 7.325 feriti. Rispetto all'anno precedente, che già era stato caratterizzato da un preoccupante rialzo della mortalità stradale, risultano in crescita sia i sinistri (+2,4%) che i decessi (+4,4%), mentre diminuiscono leggermente gli infortunati (-0,7%). 

L'Aci ricorda che, in base alla Convenzione di Vienna del 1968, nelle statistiche ufficiali sono inclusi solo gli incidenti stradali censiti con danni alle persone (morti o feriti) ed i deceduti sul colpo o, comunque, entro il trentesimo giorno dalla data del sinistro. Numeri preoccupanti se si considera che gli incidenti stradali sono una delle maggiori cause di morte tra i 5 ed i 29 anni. In questo senso importanti passi avanti sono stati fatti con la legittimazione del reato di omicidio e lesioni stradali. 

Una situazione grave che comporta anche un notevole costo sociale. In base ai costi generali medi per sinistro stradale, calcolati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si può stimare che, in Campania, il costo sociale annuo degli incidenti è pari a un miliardo e 200 milioni di euro: in pratica, i sinistri incidono sull'intera collettività con un costo medio pro capite pari a 206 euro all'anno. 

Appare, dunque, necessario intervenire per contrastare in maniera efficace una strage silenziosa che coinvolge soprattutto giovani e bambini. Bisogna puntare i riflettori sulla prevenzione e sulla sicurezza delle strade. Si investe poco, anzi quasi nulla, nella manutenzione delle infrastrutture e nella formazione degli utenti della strada. La Campania è stata destinataria lo scorso febbraio di 129 milioni di euro di fondi europei da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la manutenzione delle strade. E’ necessario che questi soldi vengano spesi bene, provvedendo alla risoluzione delle gravi situazioni in cui versano le nostre strade sempre più compromesse dalla mancata manutenzione, dall’assenza di segnaletica e misure di sicurezza che servano a ridurre al minimo i danni in caso di incidenti. 



Napoli piange la scomparsa di Carlo Giuffré: avrebbe compiuto 90 anni

di Antonio Ianuale 

Il teatro napoletano piange la scomparsa di Carlo Giuffré, uno dei protagonisti della commedia all’italiana, noto per il sodalizio con il fratello Aldo scomparso nel 2010. Attore di cinema, televisione e teatro, Giuffré comincia la sua carriera con il grande Eduardo De Filippo, che lo vuole nella versione cinematografica della commedia “Napoli Milionaria” nel 1950. Lavora con tutti i maggiori registi dell'epoca: Roberto Rossellini (La macchina ammazzacattivi, 1952) e Pietro Germi (Il ferroviere, 1956), Anton Giulio Majano (La domenica della buona gente, 1953) Dino Risi (Belle ma povere, 1957). 

Allo stesso tempo si afferma anche a teatro portando in scena classici italiani ed stranieri: entra infatti nella Compagnia dei giovani con Giorgio De Lullo, Romolo Valli e Rossella Falk, cimentandosi con artisti del calibro di Pirandello (Sei personaggi in cerca d’autore) e Checov

Il grande successo arriva nella pellicola “La ragazza con la pistola” di Mario Monicelli del 1968 dove è il partner dell’indimenticata attrice Monica Vitti. Anche la commedia sexy figura tra i suoi titoli, con la quale arriva a conquistare una grande popolarità, che lo porterà alla conduzione del Festival di Sanremo nel 1971. Fino ai primi anni 80 è protagonista del cinema italiano, infatti, proprio nel 1981 recita nell’adattamento del romanzo “La Pelle” di Curzio Malaparte, con un cast eccezionale che comprendeva Mastroianni, Cardinale e Burt Lancaster

Negli ultimi anni della sua carriera collabora con grandi comici del presente: è Geppetto nell’adattamento di “Pinocchio”, con la regia di Roberto Benigni, mentre la sua ultima apparizione sarà nel film di Vincenzo SalemmeSe mi lasci non vale”. 

Non solo cinema ma anche il teatro è stato luogo dove Giuffré si è distinto e si è fatto apprezzare: il repertorio pesca sempre dalla tradizione napoletana con i titoli celeberrimi: Miseria e Nobiltà, Il medico dei Pazzi, Il sindaco del Rione Sanità, Questi Fantasmi. L'ultima sua apparizione sul palco è del 2015, con l'adattamento teatrale del pluripremiato film di Steven Spielberg "Schindler's List", con la regia del figlio, a confermare una notevole poliedricità. 

Carlo Giuffrè è stato anche insignito del titolo di Grande Ufficiale dal Presidente della Repubblica nel 2007.La scomparsa di Giufrré sentenzia la fine di una generazione del teatro napoletano come afferma anche il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. "Ci lascia - dice de Magistris - un grandissimo artista molto amato dal grande pubblico anche per il sodalizio artistico con il fratello Aldo, scomparso nel 2010. Lo ricordiamo per i ruoli accanto a Eduardo De Filippo, nelle tante commedie napoletane e per i numerosi film e le fiction nelle quali ha lavorato fino a pochi anni fa. Scompare un artista vero, un grande napoletano. Il teatro napoletano è in lutto".



L’italiano è la quarta lingua più studiata al mondo, ma la meno parlata

di Teresa Uomo

«Non esiste grande nazione senza proprietà di linguaggio. La fortuna di un popolo dipende dallo stato della sua grammatica». Così citava il grande poeta portoghese Fernando Pessoa riguardo la lingua italiana, lingua poco diffusa all’estero e molto trascurata in patria. Ma con la III edizione degli Stati Generali della lingua italiana nel mondo, dedicata a «L’italiano nella rete, le reti per l’italiano», tenutasi ad ottobre a Villa Madama in Roma, si nota ottimismo ed entusiasmo davanti alle parole del Ministro degli Affari Esteri Enzo Moavero Milanesi, per cui l’italiano è oggi la quarta lingua più studiata nel mondo. 

Secondo Moavero Milanesi la lingua è luogo di «identificazione identitaria», ricordando l’espansione geografica in zone cruciali del mondo, dovuta anche alla capacità di influenza culturale dell’italiano, con un aumento del 22% nel Mediterraneo e nel Medio Oriente, e del 14% nell’Africa Sub-sahariana. 

La lingua italiana affascina pure i cinesi, anche se Federico Wen – Direttore del Dipartimento di Italianistica della Beijing Foreign Studies University – afferma che appena un mese fa il francese, il tedesco e lo spagnolo sono entrate ad essere materie obbligatorie nell’esame di stato con dignità pari all’inglese, ma si spera presto che anche l’italiano entri nella formazione ufficiale. Wen è sicuro che in Cina presto l’italiano diventerà di tendenza, e già 5 mila studenti cinesi, grazie ai programmi «Marco Polo» e «Turandot», vengono ogni anno in Italia per la formazione e per lo studio della lingua italiana. 

"È la quarta lingua più studiata dopo l’inglese, lo spagnolo e il cinese, ma siamo al 21esimo posto come lingua parlata", ha affermato il ministro Moavero Milanesi. La lingua è qualcosa che è dentro ciascuno di noi, non a caso si dice che la lingua è la propria patria, o si parla di lingua madre. Quella italiana è la più bella del mondo ed oggi ha un peso estremamente significativo. 

La lingua italiana è spesso associata alla bellezza. È la lingua della letteratura, dell’arte, della moda, del mangiare, del vestire, del vivere bene; ma è anche la storia della nostra emigrazione, che ha portato i dialetti italiani e l’italiano nel mondo. L’italiano è uno strumento essenziale di politica estera e di politica economica in un mondo globalizzato, per questo nei Paesi dove viene richiesto bisogna dare l’opportunità di studiare l’italiano nelle scuole. L’uso della lingua italiana è diffuso in determinati settori dell’imprenditorialità, quali quello della moda e del lusso, dove l’italiano è lingua veicolare. È lingua di cultura, dell’archeologia e della musica, ed anche lingua dello sport.