lunedì 26 novembre 2018

Regione Campania e vaccini: arriva il nuovo piano di prevenzione

di Antonio Cimminiello 

L'argomento vaccini rimane a tutt'oggi uno dei più dibattuti, tra l'attesa del varo di nuove strategie nazionali e la realtà dei numeri forniti dalle statistiche. In tutto questo, la Regione Campania si appresta a varare il nuovo piano di prevenzione vaccinale. Se ne è parlato in un recente convegno, tenutosi nei giorni scorsi all'Hotel "Nh Ambassador" ed organizzato dalla Società Italiana di Comunicazione Scientifica e Sanitaria

In tale occasione sono stati evidenziati i fini che l'ente presieduto da Vincenzo De Luca intende perseguire per l'innanzi: in primo luogo, insistere in una corretta informazione in grado di garantire una prevenzione primaria (anche attraverso nuovi processi di comunicazione, come quelli "di prossimità" con gruppi specializzati sul territorio e a diretto contatto con i cittadini).

Molto spesso infatti, come evidenziato in tal occasione dal Dott. Gennaro Volpe (presidente della Confederazione Associazioni Regionali di Distretto) il bisogno sanitario viene percepito ma non espresso, il che rende la popolazione "fragile", in balia di fake news. Questo potrebbe essere evitato proprio con una conoscenza diretta e personalizzata e soprattutto improntata a verità (si pensi al dato dell'assenza di effetti collaterali finora dalla somministrazione dell'esavalente, come ricordato dalla Dott.ssa Maria Triassi, Professoressa ordinaria di Igiene presso l'Università di Napoli "Federico II").

In secondo luogo, è ferma l'intenzione di assicurare una prevenzione successiva e secondaria attraverso diversi tipi di interventi, ad esempio attraverso l'offerta vaccinale che sia sempre più omogenea, continuativa, gratuita e completa nei diversi distretti campani. Nel convegno non si è mancato di manifestare una serie di dubbi ed incertezze inevitabilmente legati al piano di prevenzione.

Da un lato infatti incombe sulle vaccinazioni la previsione di quello che pur sempre allo stato attuale rimane un vero e proprio obbligo: il rischio è che tale previsione ostacoli la percezione da parte della gente dell'effettiva utilità delle vaccinazioni, anche se, parole della Dott.ssa Triassi, "l'educazione sanitaria richiede per sua natura del tempo". A ciò si aggiungano le future azioni sul punto dell'esecutivo nazionale, il quale sembra orientato ad introdurre - ma tutto è ancora in divenire - il diverso concetto di "obbligo flessibile", mentre, come ribadito nell'incontro dalla Dott.ssa Antonella Guida (Dirigente Serv. Prevenzione della Regione Campania), oggi infatti è ferma e confermata la volontà della Regione Campania di mantenere in ogni caso l'obbligo vaccinale. Il rischio quindi è quello di una diversità di vedute sulla garanzia di ciò che l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito come "un bisogno ed un diritto per tutti". 





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