martedì 18 dicembre 2018

La Normale non sbarca a Napoli: saltato l’accordo, la Scuola Superiore Meridionale in stand by

di Antonio Ianuale

Svolta clamorosa nell’affaire Scuola Normale a Napoli: l’ateneo pisano avrebbe dovuto aprire una sede distaccata a Napoli, in collaborazione con l’ateneo napoletano Federico II come previsto da un emendamento, approvato dalla Commissione Bilancio e contenuto nel Decreto fiscale collegato alla Legge di bilancio, che istituiva appunto la Scuola Normale Superiore Meridionale. L’accordo raggiunto prevedeva una sperimentazione triennale, al termine di questa, era prevista una valutazione da parte dell’Anvur, l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, che se favorevole, avrebbe portato al consolidamento e all’indipendenza della Scuola Normale Superiore Meridionale. 

L’idea era nata dalla volontà del rettore della scuola Normale Vincenzo Barone in collaborazione con quello della Federico II, Gaetano Manfredi: il piano prevedeva nei prossimi tre anni dei dottorati a numero chiuso, ospitati presso i locali della Federico II e con l’ausilio dell’ateneo partenopeo. 

La sede era stata individuata in uno dei locali di Via Mezzocannone, strada che ospita numerosi locali destinate alle attività universitarie. Sembrava tutto pronto per l’istituzione della sede distaccata a Napoli con i corsi attivi per l’anno accademico 2019/2020, ma sembra essere saltato tutto proprio in questi giorni. 

Il progetto ha destato perplessità e dure critiche negli organi politici della città toscana e anche all’interno dell’ateneo: contrario al progetto è il sindaco di Pisa Michele Conti che non ha usato molti giri di parole per stroncare senza appello il progetto: “Non è smembrando una delle eccellenze del mondo universitario di questo Paese - afferma Conti - che si favorisce la ricerca o la divulgazione delle conoscenze. La maggioranza di governo ci ripensi, si ravveda, faccia marcia indietro sull'istituzione di un inutile distaccamento meridionale". 

Anche altri esponenti del Consiglio comunale pisano hanno sottolineato le loro perplessità a riguardo, sostenendo la necessità di investire risorse sulla scuola Normale di Pisa, e non suo distaccamento. Stessa reazione anche da parte degli studenti della Normale che preoccupati, hanno chiesto al rettore la convocazione della Conferenza d’Ateneo per discutere del progetto. La svolta è arrivata dopo l’incontro del sindaco con il Miur a Roma che ha definitivamente azzerato il progetto. 

Il primo cittadino pisano ha lasciato la sua soddisfazione ad un videomessaggio dove esulta per la clamorosa svolta: “la Scuola Normale è salva. Rimane la Scuola Superiore Normale, al sud non verrà istituita nessuna sede secondaria, l'università rimane unica e nella nostra città. Una battaglia vera per Pisa, la dimostrazione che quando le amministrazioni locali insieme ai deputati eletti lavorano per il territorio i risultati arrivano. Io credo che si debba tornare indietro di 40 anni per trovare risultati eccellenti come quello di oggi. Noi l'abbiamo fatto per il territorio e la nostra città che amiamo tantissimo". Ma la Federico II non vuol certo rimanere con il cerino in mano e anche con l’ausilio del Governo, che aveva finanziato la sede distaccata a Napoli, sembra voler continuare nel progetto anche senza fregiarsi del marchio della Normale: la Scuola Superiore Meridionale nascerà grazie alla sinergia tra l’Ateneo Federico II, la Federazione delle Scuole Superiori e il Miur. 



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