martedì 18 dicembre 2018

Napoli: la nuova stazione Duomo aprirà nel 2019

di Teresa Uomo 

La nuova stazione metro "Duomo" a Napoli
Ben presto, la città di Napoli potrebbe ospitare la stazione della metropolitana più bella del mondo. La stazione Duomo della Linea 1 della metropolitana di Napoli dovrebbe aprire i battenti nel 2019: anello di congiunzione tra le fermate Università e Municipio, incrementando così ulteriormente i collegamenti del centro storico della città partenopea. Si ritiene possa essere una delle strutture più belle del mondo, se non addirittura la migliore sotto il profilo estetico-artistico. 

I due architetti Massimiliano Fuksas e Doriana Mandrelli hanno presentato ufficialmente il loro progetto lo scorso 14 novembre a Palazzo San Giacomo, alla presenza del sindaco di Napoli Luigi de Magistris. L’innovativa stazione farà parte del cosiddetto “Metrò dell'Arte”, costituito dalle varie fermate della Linea 1 che rappresentano un vero e proprio fiore all’occhiello per il capoluogo campano. 

La fermata sorgerà presso la cosiddetta Piazza “Quattro Palazzi”, così chiamata perché vi sorgono quattro edifici identici tra di loro. L’apertura della nuova stazione Duomo nel 2019 consentirà ai cittadini partenopei – ed ai numerosi turisti che solitamente visitano il capoluogo campano – di poter accedere agevolmente al cuore della città antica, ossia i Decumani

L’avveniristica e modernissima fermata di piazza Nicola Amore si presenta come una grande cupola di vetro che farà da ingresso alla metropolitana. Secondo quanto annunciato dai due architetti, una volta all’interno sarà come “fare una passeggiata nello spazio”, grazie alla presenza di una serie di pannelli retroilluminati che permetteranno ai passeggeri di avere la sensazione di passare attraverso le varie ore della giornata. La stazione sarà coperta da un’enorme calotta trasparente che darà l’idea di un museo aperto a tutti

La nuova stazione sarà una bellissima passeggiata tra luce e buio. Molto preziosa, con tutto quello che è stato trovato sottoterra. Un progetto all’avanguardia, destinato a dare ulteriore trasparenza alla città di Napoli a partire dal prossimo anno. 

Durante gli scavi archeologici sono stati riportati alla luce reperti che risalgono all’epoca romana, tra cui un tempio del I secolo d.C., un porticato Ellenistico di età Flavia e una pista da corsa del ginnasio. Tra questi circa tre milioni e mezzo di reperti sono stati recuperati a Napoli in 35 anni di lavori. 

Scendere sottoterra talvolta comporta ansia. È stato previsto che si possa vedere la luce del giorno attraverso la cupola trasparente sotto la quale c’è il tempio. Nel piano sottostante, si vedono ancora il cielo e i palazzi di piazza Nicola Amore attraverso una trave scoperta, fissa nel vetro. Ancora più sotto si trovano le banchine, lungo le quali sono montati una serie di pannelli retroilluminati: i colori cambiano, si va dal celeste chiaro all’arancio del tramonto e oltre, alla notte. Sembra essere la passeggiata di un astronauta che dalla luna vede la terra e osserva le fasi del giorno che si susseguono.


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