martedì 29 gennaio 2019

La parola Doping fa ancora paura nel mondo del calcio

di Luigi Rinaldi
Risultati immagini per doping calcioNel mondo del calcio, a differenza di altri sport, come il ciclismo o l’atletica, la questione del doping viene percepita in misura molto ridotta, quasi come se il problema non esistesse affatto. Nel corso degli anni, i controlli, anziché essere incentivati sono stati progressivamente ridotti dalle varie federazioni calcistiche nazionali, soprattutto nelle serie minori, laddove l’utilizzo di sostanze dopanti può avvenire da parte degli atleti in modo sicuramente più disinvolto rispetto ai campioni che calcano i palcoscenici internazionali. 

Eppure di esempi di doping nel calcio ce ne sono moltissimi, anche se si tende a parlarne poco. Non mancano nomi illustri che oltre alle vicende sportive, sono andati alla ribalta dei media per aver utilizzato una sostanza proibita o l’altra. Andando indietro nel tempo, molti calciatori famosi si sono trovati a fare i conti con il famigerato nandrolone, uno steroide anabolizzante riscontrato, nei primi anni del nuovo millennio, su giocatori del calibro di Edgar Davids, Frank De Boer e addirittura Josep Guardiola, attuale allenatore del Manchester City

Qualche anno fa, il Sunday Times, il più famoso quotidiano britannico, uscì, in prima pagina, con il sospetto di abuso di steroidi da parte di giocatori all’interno di competizioni Uefa. Un’indagine voluta proprio dal massimo organismo calcistico europeo avrebbe raccolto 68 casi sospetti o atipici nei risultati delle analisi delle urine su 879 giocatori testati nel periodo 2008-2013. 

Tuttavia la stessa Uefa immediatamente cercò di minimizzare lo scoop del giornale britannico, adducendo la mancanza di prove scientifiche tali da consentire l’apertura di procedimenti sanzionatori per abuso di sostanze dopanti. Ha suscitato molto clamore il caso Sergio Ramos, trovato positivo dopo la finale di Champions League, vinta dal Real Madrid sulla Juventus in quel di Cardiff

Il campione spagnolo, capitano delle merengues, selezionato per il test antidoping, è stato riscontrato positivo al desametasone, sostanza con proprietà antinfiammatorie, proibita dalla Wada, l’Agenzia Antidoping Internazionale, ma che può essere assunta dagli atleti solo nel caso di determinate necessità terapeutiche. Obbligatorio però che il tutto venga comunicato alla vigilia della partita. 

Anche in questo caso la Uefa ha deciso per l’archiviazione, accettando le scuse e le spiegazioni del medico del Real, il quale, alla vigilia della partita, per errore, aveva comunicato l’assunzione, da parte di Sergio Ramos, di un altro farmaco simile ma non proibito, il Celestone Cronodose

La vicenda ha destato tante perplessità, non solo per le decisioni assunte dalla Uefa, ma, soprattutto, per il fatto che non se ne sia minimamente parlato subito dopo la finale di Cardiff. Con i diretti interessati che hanno gestito il tutto in silenzio, preoccupati di non alimentare polemiche. Ancora troppi tabù nel mondo del calcio forse perché gli interessi economici e mediatici non ne consentono il superamento. 

Nel calcio non si può parlare di omosessualità così come non si può parlare di doping. Sembra che il solo fatto di parlarne possa danneggiare l’immagine dello sport. Chissà se è vera la notizia diffusa da un giornale spagnolo, “Sport”, secondo la quale l’associazione mondiale antidoping, nel 2020, potrebbe mettere al bando anche sostanze come la caffeina e la nicotina. Il sistema calcio consentirà mai un definitivo addio alla vita normale per gli atleti? 



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